A New York, l'interior designer David Scott coniuga decorazione e arte contemporanea

Al quindicesimo piano dello storico Toy Building North di Manhattan, un pied-à-terre si gode lo spettacolo di un cinematografico scenario metropolitano.

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Gianni Franchellucci

Nella fotografia in alto: il living baciato dalla luce con il tavolo da pranzo di BDDW, sedie 851, del brand A. Rudin; pouf gemelli in stuoia del Borneo intrecciata a mano, firmati Walker Zabriskie Furniture. In basso a destra, la poltrona degli anni Cinquanta è Senior, di Marco Zanuso per Arflex; tavolino dorato acquistato su 1stdibs.

Lo straordinario maxischermo su Manhattan accende lo stupore in questa casa dall'affaccio effetto cinemascope. L'iconica silhouette Art Déco dell'Empire State Building, incorniciata dall'immensa vetrata della sala, si staglia come una decalcomania, mentre dalla camera padronale si ammirano gli splendidi fregi del palazzo di fronte, storico landmark concepito nel primo Novecento da Maynicke & Franke. Tutt'intorno si apre il tanto celebrato scenario newyorkese: una teoria di tetti e cornicioni intarsiati, cisterne e scale antincendio, i grattacieli che disegnano lo skyline in un fitto mosaico dal fascino unico. E quando, all'imbrunire, iniziano a brillare le luci, lo sguardo si perde nell'immensa "foresta" iridescente. Di notte, da qui, lo spettacolo si fa ipnotico, l'eco della città insonne giunge attutito, simile al ronzio laborioso di un alveare, e si ha la sensazione di galleggiare sulla metropoli sottostante.

Divano Caspian, di Holly Hunt, in tessuto Rogers & Goffigon; coffee table Audrey, di Profiles NY; poltrone Senior, di Marco Zanuso, Arflex; armadio Kuai, di Robert Kuo; pouf di Walker Zabriskie Furniture; tappeto Seychelles, di Joseph Carini Carpets. Alla parete, il dipinto è Zen-Sation, di Vicky Barranguet.
Gianni Franchellucci

Siamo a Madison Square Park, 24th Street, quindicesimo piano di un edificio dalla tipica facciata in pietra e mattoni, eretto nel 1915; in origine denominato Toy Building North (ex manifattura di giocattoli), porta la firma di William Van Alen, il famoso architetto che soltanto qualche anno più tardi avrebbe concepito il Chrysler, gioiello dalle eleganti geometrie. Il progetto di ristrutturazione del prestigioso appartamento – pied-à-terre di una coppia con due figli – è stato affidato all'interior designer David Scott, titolare dell'omonimo studio. «La committenza desiderava ambienti luminosi dai colori caldi, in grado di "parlare" al panorama urbano che così prepotentemente si impone all'attenzione, assurgendo a protagonista assoluto. Ho quindi cercato nel concept la totale empatia in & out, partendo dai mobili e dai tessuti, fino ad arrivare alle tinte di divani, poltrone e tendaggi», spiega. Ogni dettaglio décor è funzionale, pensato nell'ottica di comporre una sinfonia fluida e armoniosa.

Il tavolo da pranzo realizzato con piano unico in legno, del marchio statunitense BDDW, è completato dalla serie di sedie 851, di A. Rudin, rivestite in mohair di Holly Hunt. A illuminare la zona dining, lo scenografico chandelier concepito su disegno per questa dimora, di BDDW.
Gianni Franchellucci

Cassettiera Thompson, di Desiron; poltrona Anton Club, Studio Van den Akker, in alpaca di Holly Hunt; lampada da terra Clarkson, Aerin.
Gianni Franchellucci

Madia The Mastercraft con lume Westport, Circa Lighting; il mobile libreria dalle finiture dorate è su progetto, di New Day Woodwork.
Gianni Franchellucci

Nello studiatissimo gioco estetico, gli interni si sintonizzano alla perfezione sull'esterno, dissolvendo i confini. David ha punteggiato gli spazi di tocchi dorati (la libreria nel living, in particolare, ne è un esempio), tesi a impreziosire l'atmosfera generale, ma pure a lasciare presagire, di giorno, il magico effetto luminescente che pervade la dimora al calare della sera. Quanto alla palette, si declina in un ventaglio di sfumature neutre ispirate ai palazzi circostanti e al contesto: ocra e cipria, con incursioni grigio tortora. Gli arredi sono di dichiarata sobrietà, in gran parte su disegno dello stesso Scott, che ha commissionato la realizzazione ad aziende selezionate: Profiles NY per il coffee table dal piano in pelle stampata e finitura in ottone, NY Custom Furnishings per i letti. A garantire l'impeccabile qualità dei rivestimenti – alpaca e mohair – intervengono brand del calibro di Loro Piana, Holly Hunt, Romo e Kravet. Il rigore di timbro maschile è ammorbidito da soluzioni all'insegna della femminilità, rappresentate dall'armadio effetto ricamo del cinese Robert Kuo e dalla carta da parati marmorizzata nella powder room.

L’immensa vetrata del soggiorno incornicia l’iconico Empire State Building e i palazzi circostanti. È il tipico paesaggio newyorkese: rooftop e verande, cisterne, un teorema ipnotizzante di finestre e cornicioni. Il tavolo "belvedere" e la luce a soffitto sono entrambi disegnati da BDDW.
Gianni Franchellucci
Nella camera della figlia dei proprietari, letto custom-made, di David Scott, in tessuto Jerry Pair; comodino di T. H. Robsjohn-Gibbings con lume Miramar, Arteriors, come la luce Bond sopra lo scrittoio Bridgeton, selezionato da Century Furniture; lampadario Heracleum II, design Bertjan Pot per Moooi.
Gianni Franchellucci

L’interior designer newyorkese David Scott, che ha curato la ristrutturazione dell’appartamento.
Gianni Franchellucci

Nella master bedroom, letto bespoke in tessuto di Kravet, realizzato su disegno da NY Custom Furnishings e abbinato alla panca Sharon, The Bright Group; comodino Parsons, di Ruby Beets, con lampada vista da John Salibello; poltrona Anton Club, Studio Van den Akker, e lume da terra Clarkson, di Aerin.
Gianni Franchellucci



Gli elementi decorativi interagiscono creando un sofisticato ordito di materiali e superfici, dove entrano con discrezione anche le opere d'arte contemporanea: lavori di Vicky Barranguet, Santiago Castillo, Wei Ligang e Pierre Malbec. L'illuminazione esprime un ricercato eclettismo. «Un cocktail calibrato di pezzi di ultima generazione e vintage, che riflette al contempo lo stile personale dei clienti e la quintessenza del Flatiron District. Convivono classico e avanguardia, forme lineari e organiche, suggestioni alla Serge Mouille e Lindsey Adelman, abat-jour italiane anni Sessanta e lampadari modello Sputnik; nella stanza della figlia dei proprietari, la sospensione Heracleum di Moooi dona giovanile freschezza», conclude Scott. Chandelier delicato e assieme carismatico, nell'imitare rami e foglie con tutta la potenza del metallo e del policarbonato.

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