Il design è donna

Federica Biasi, Elena Salmistraro e Sara Ricciardi: tre talenti del made in Italy, tre donne dallo stile diverso, ma unite dalla potenza espressiva e dalla determinazione. Punta di diamante di una tendenza forte. #womenempowerment

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Lorenzo Pennati


Dolci e forti. Dotate di talento, volontà e bellezza, che riverbera dai volti ai frutti del loro ingegno. È la comune carta d'identità di Federica Biasi, Elena Salmistraro e Sara Ricciardi, scelte per la nostra cover story perché rappresentative di una tendenza attualissima, in Italia e all'estero: il design, sempre di più, vede protagoniste le donne, che ne stanno cambiando le forme e i processi in una sintesi nuova. Lungi dal trattarsi di un uniforme "genere rosa", è piuttosto «una particolare attitudine fatta di determinazione a non tradire il proprio sentire, intuito e spirito di adattamento, doti solitamente femminili, unite alla capacità di cogliere un aspetto fondamentale della contemporaneità: la connessione tra interiors, allestimento e prodotto». È l'opinione illuminata di Nina Yashar, fondatrice della prestigiosa galleria Nilufar, che per la Milano Design Week edita anche lavori di Bethan Laura Wood e Vibeke Fonnesberg Schmidt.

Per Elena Salmistraro, giacca Alberta Ferretti; turbante Flapper. Beatrice Rossetti Studio; fashion styling, Alice Dogliotti; hair and makeup, Fabienne Rea.
Lorenzo Pennati

Concorda Sara: «La società liquida concede poco al romanticismo e impone la multidisciplinarietà. Dobbiamo occuparci di tutto, dalla fase ideativa allo sviluppo, fino all'autopromozione e alla gestione dei nostri studi e social network, oltre a integrare i vari ambiti: progetto, set, installazioni». In uno stile personalissimo, lei utilizza con sfrontata ironia gladioli e piume, accosta narcisi a vasi dal sorprendente rigore virile. Adora i metalli e le scenografie immersive. Delicatezza e potenza, fiori e spade. Quanto a Federica, lascia che siano i suoi arredi a raccontare la femminilità attraverso grafismi e geometrie soft, monocromie alternate a tinte pink e blu, in una nitida funzionalità. «Intendo trasmettere un messaggio di pacatezza. I miei accessori aspirano a essere empatici, non urlati né vanesi, in modo da stabilire un rapporto amichevole con il fruitore», spiega.

Da sinistra, abito Fendi per Elena Salmistraro, camicie Jil Sander per Federica Biasi e Sara Ricciardi. Beatrice Rossetti studio; fashion styling, Alice Dogliotti; hair and makeup, Fabienne Rea.
Lorenzo Pennati

È il concetto del design "gentile", che anche Elena Salmistraro ribadisce nella sua visione onirica, nutrita da un'immaginazione pittorica potente.«Mi considero una delle promotrici del ritorno alla decorazione, intesa non come eccesso di ornamento, bensì in chiave figurativa. Lavorare mi emoziona e genera un sentimento che desidero comunicare con le mie opere. Noi siamo chiamate a realizzare oggetti del desiderio». I suoi sfoggiano colori desaturati, sagome antropomorfe e avvolgenti, all'insegna della morbidezza.

Camicia Emilio Pucci per Sara Ricciardi.Beatrice Rossetti studio; fashion styling, Alice Dogliotti; hair and makeup, Fabienne Rea.
Lorenzo Pennati


Campionesse di garbo, le giovani creative sono al contempo abili imprenditrici, in grado di amministrarsi con piglio manageriale. Un ulteriore fattore di successo consiste nell'intessere fitte reti di collaborazioni, per espandere possibilità e performance. «Considero un'ingiustizia secolare avere sottovalutato alcuni geni. Cini Boeri, per esempio, meritava infinitamente di più. Ora assistiamo alla riscossa delle ultime generazioni mosse da sicurezza di sé, coraggio e consapevolezza, condizioni necessarie per emergere. Con un plus strategico: l'inclinazione a formare collettivi, in una bella e proficua idea di collegialità», sottolinea Joseph Grima, direttore di quello che, dall'8 aprile, diventa il Museo del Design Italiano, permanente in Triennale, dove − accanto alla già citata Cini Boeri − tornano alla ribalta Gae Aulenti, Rosanna Bianchi Piccoli e Adelaide Astori.

Federica Biasi indossa minibomber Fendi. Beatrice Rossetti studio; fashion styling, Alice Dogliotti; hair and makeup, Fabienne Rea.
Lorenzo Pennati

Tra i team al femminile che stanno vivacizzando lo scenario internazionale si annoverano le tre newyorkesi di Egg Collective e il duo svedese del brand Front. La stessa Ricciardi è una delle anime di The Ladies' Room, gruppo italiano presente al Fuorisalone con il concept Miror (presso la Galleria Moshe Tabibnia, Via Brera 3), sull'intrigante tema dello specchio e delle interazioni che sollecita. Ma le iniziative non si limitano al Salone. È il caso di Canvas Talks, pensato da Thayse Viégas – talent scout, curatrice della home gallery Casa Canvas – assieme a Brera Design Apartment, location degli eventi: appuntamenti mensili con cena a corollario, previsti per l'intero 2019, che di volta in volta ospitano venti donne del mondo dell'arte e della creatività, in un clima di positiva condivisione. L'hashtag degli incontri? Il programmatico #womenempowerment. Milano, ancora una volta, si apre generosa al cambiamento. Città delle avanguardie per eccellenza, che Sara Ricciardi definisce poeticamente così: «Una signora misteriosa. Bisogna sollevare tanti veli e scrutarla nel profondo se si vuole conoscerla davvero. Poi ti innamori e la scegli per sempre». In fondo, assomiglia a tutte loro.

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