Un restauro firmato dalla designer Charlotte Biltgen

In un interno ottocentesco a Parigi, la progettista riscrive il passato con il suo linguaggio di eclettica freschezza.

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Stephan Julliard

Nella fotografia in alto: in primo piano, nel living, il tavolo è su misura, con sedie di Ana Roque; i divani sono bespoke, design Charlotte Biltgen, in tessuto Bergamo, Bisson Bruneel; cuscini in jacquard Papunya, Pierre Frey. Sui due lati del camino, consolle TS, di Gubi; a parete, ZWMN (small), olio e acrilico, firmato Marcel Berlanger.


Nell’ingresso, tutto su progetto: il tavolo in marmo Nero Marquina e Mdf laccato, le due sedute e la specchiera in ottone spazzolato. La lampada è un pezzo unico creato in cemento e acciaio da Mathilde Pénicaud; l’imponente lampadario fa parte della collezione Caracas, di Jonathan Adler.
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La designer Charlotte Biltgen e, alle sue spalle, l’opera Untitled, di Adam McEwen.
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Via i pesanti stucchi, sostituiti da delicati segni grafici che intercettano le linee ortogonali di luci e finiture scintillanti



Si deve al genio indiscusso di Georges Eugène Haussmann – artefice della maestosa monumentalità nella capitale francese – la spettacolare raggiera di dodici viali che si dipartono da Place de l'Étoile (in seguito rinominata Charles de Gaulle). Lungo una delle arterie, l'Avenue Marceau, vennero eretti nella seconda metà dell'Ottocento imponenti edifici oggi sede di hotel, ambasciate, fondazioni (la Pierre Bergé - Yves Saint Laurent, per esempio, si trova al civico 5) e lussuose abitazioni. Come questa a due passi dall'Arco di Trionfo, voluta da Napoleone per celebrare la vittoria ad Austerlitz, recentemente acquistata da un industriale libanese e sua moglie.

Sofà bespoke e tavolini DC1601D, in ottone massiccio, legno e top in marmo, Vincenzo De Cotiis; applique Melange, di Kelly Wearstler.
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Nella zona pranzo con affaccio sulla Parigi haussmanniana, tavolo su misura dal piano in marmo Nero Marquina; sedie di Ana Roque, rivestite in misto lana e cotone Pachisi, Dedar. Chandelier Kitami, di Massimo Tonetto per il brand VeniceM; qui sotto, scultura Shine On (2018), di Matthias Contzen.
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Vista sull’Arco di Trionfo.
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La dimora, tuttavia, non rendeva onore alla location superlativa, poiché i molti interventi attuati nel corso dei decenni avevano creato un ambiente buio, dominato da cupe boiserie. All'interior designer Charlotte Biltgen – già direttrice artistica presso il noto studio di India Mahdavi – è toccata la sfida di donare una nuova vita all'appartamento, sciogliendo l'antinomia tra la preservazione dell'anima classicista e l'esigenza di una vivibilità tutta contemporanea. I proprietari avevano pure espresso il desiderio di essere circondati da gradazioni neutre. «Cerco sempre di salvaguardare gli elementi storici, ma qui ho scelto di mantenere solo due camini. E per inondare di luce i locali, sfruttando la collocazione su un asse est-ovest, ho dovuto modificare radicalmente il layout», spiega Biltgen. La cucina, concepita come uno spazio aperto e trasversale, è ora posizionata sul retro, mentre l'area living affacciata sul boulevard è stata ripensata escludendo le porte e ogni altra barriera, in modo da amplificare al massimo la luminosità.

Tavolo di Charlotte Biltgen, sedie Ava, Mambo Unlimited Ideas, e luce a soffitto Hawkins, di Arteriors.
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Divano su disegno e tavolo Sloan, Arteriors.
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Lavabo in marmo su misura e applique Mezzo Flush, CTO Lighting.
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La palette acromatica imperante gioca sugli opposti: il candore dei divani e delle ceramiche nel soggiorno dialoga con il marmo Nero Marquina del tavolo custom-made e con i rivestimenti delle sedie, riecheggianti gli anni Sessanta, un'epoca molto amata da Charlotte. «Adoro i contrasti, non solo di colori, ma anche di moderno e vintage, maschile e femminile». Il black & white è rischiarato dall'utilizzo discreto dell'oro e del bronzo su mobili, lampadari e finiture. Una cangiante nuance golden accarezza i tessuti delle sedute, in particolare nello studio e nella suite padronale, dove l'uso di stoffe pregiate si estende alla testiera/divisorio in velluto grigio, morbida parete che cela il guardaroba. Le modanature propongono dinamici grafismi, tesi ad animare la perfetta simmetria dell'arredamento. La decoratrice ha infatti rimosso i pesanti stucchi originari, sostituendoli con un attualissimo disegno di stampo minimalista, ribadito nelle cornici murali che flirtano con le geometrie di pavimenti e accessori: citazioni fugaci dell'antico splendore e, al contempo, sapiente scenario per valorizzare le opere d'arte più importanti di una variegata collezione privata.

Le poltroncine Grace, di Ana Roque, in velluto Dedar, dialogano con l’opera a muro Concave in vernice dorata, di Eric Baudart; tavolino XXX, di Opinion Ciatti; due applique Nimbus, CTO Lighting. Sul piano del camino in marmo Emperador, l’artwork Lemon, Nancy Lorenz, da Chahan Gallery.
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Il copriletto e la seduta in seta Golden Sunburst, di Jim Thompson, sono abbinati ai pannelli murali di velluto Velours Vintage, Nobilis. Sui comodini, acquistati da Eichholtz, lampade twin Herst, di Arteriors; poltrone Grace, di Ana Roque, in velluto Dedar, e tavolino finitura oro XXX, di Opinion Ciatti.
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