Il restyling di una residenza parigina firmato da Jacques Hervouet

La committente voleva prendere le distanze dal passato e l'interior designer le ha consegnato una casa dai guizzi ironici e il décor anticonvenzionale. Per una nuova vita.

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Stephan Julliard

Nella fotografia in alto, il sofà è di Jean Royère, come il tavolino Flaque e il portacandele, da Galerie Jousse Entreprise; le due poltrone sono di Federico Munari; carrello design Mathieu Matégot. Sopra il camino, lume di Jacques Adnet; lampada da terra Autruche, Hubert le Gall; nella nicchia, artwork di Farki; specchiera Sorcière, di Jacques Hervouet.

Un'influente donna d'affari aspirava a una decisa svolta esistenziale e abitativa, in una fase complessa della sua vita. Fiduciosa, si è rivolta a Jacques Hervouet: interior designer e gallerista specializzato in design del XX secolo, consegnandogli l'appartamento parigino di proprietà – ovvero duecentotrenta metri quadrati ubicati in un elegante palazzo haussmanniano sulla Rive Gauche – con l'autorizzazione ad attuare una rivoluzione esente da nostalgie. Il professionista ha raccolto volentieri la sfida. Mago della sperimentazione («Detesto il déjà-vu»), con la consulenza dell'architetto Odile Burnod ha spostato muri, ripulito le pareti da pesanti stucchi e modanature, mantenendone soltanto qualche traccia delicata; ha quindi decorato esprimendosi in totale libertà.

Nella sala da pranzo risalta il prezioso arazzo Anni 50, Ateliers Pinton; sedie di Norman Cherner e tavolo Seventies, con piatto di Helle Damkjær, Galerie Carole Decombe, e due candelieri ZigZag firmati Jacques Hervouet; suoi anche il lampadario, custom-made, e il tappeto da Codimat Collection; lampada di Carlo Scarpa.
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Scrittoio Maison Jansen; seduta di Marc du Plantier (1949), per il salone del couturier Jacques Heim; lampada Osselet, Jacques Hervouet.
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In primo piano, poltrona Anni 50, Federico Munari; consolle di Pucci de Rossi con opera tessile, di René Roche; a destra, cabinet Art Déco in pergamena, di Maison Dominique.
Stephan Julliard

Il risultato? «Uno shock positivo», ha riconosciuto madame, soddisfatta della sottile ironia che pervade i locali. Nella camera da letto padronale, Jacques si è divertito ad accostare l'iconica dormeuse antropomorfa di Olivier Mourgue a un disegno di John Lennon nudo; per l'ingresso ha trovato ispirazione nel cult movie di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, dotando le boiserie di Led verticali, che intersecano i grafismi orizzontali del tappeto. Nell'accattivante gioco delle geometrie, ha riservato il ruolo da protagonista alle linee curve.

Un ritratto di Jacques Hervouet.
Stephan Julliard

Nella cucina, sedie Maison Jansen personalizzate da Hervouet, che firma inoltre le sospensioni Emma; tavolo in rovere accostato al pannello in pietra intagliata e dorata.
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Il rivestimento di Mosaïque Surface nella sala da bagno padronale, con vasca Leroy Merlin.
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«Amo in particolare il cerchio: simbolo del ciclo perpetuo, paragonabile a una dolce carezza», rivela Hervouet. Ad attestare questa passione, il mosaico tondo nei servizi padronali, «riecheggiante l'essenzialità giapponese e le sublimi sale da bagno a tessere oro e argento del Ministero degli Esteri sul Quai d'Orsay, create nel 1938 in occasione della visita di Giorgio VI e della regina madre». Stessa suggestione per il pendant di divano e coffee table di Jean Royère nel salone, un'isola intima in uno spazio squadrato e ritmato da nicchie che alloggiano sculture.

Copriletto Tropical Jungle, Lelièvre; tavolino di Gio Ponti; dormeuse Bouloum, design Olivier Mourgue, accostata al disegno raffigurante John Lennon; specchio di Ateliers Gouffé; luce a muro Liane, Jean Royère.
Stephan Julliard
Poltrona di Philip Arctander; coffee table di Maurice Pré. Carta da parati Yunnan, Pierre Frey.
Courtesy Photo

Ricercati arredi storici degli anni Cinquanta e Sessanta, uniti a quelli disegnati da Hervouet, spiccano su uno sfondo di pareti monocrome nella tonalità champagne. Note di colore acceso, negli ambienti satellite più raccolti, sono invece affidate a dipinti e arazzi, come sorprese poetiche. Variopinti coup de théâtre sono pure il backsplash nell'angolo colazione – un pannello a motivi dorati – o la "parete evento" nella stanza della televisione, con l'inserto pittorico della wallpaper Yunnan firmata Pierre Frey: catene montuose si stagliano su un mistico fondale azzurro, per un'atmosfera da boudoir sofisticato, dove troneggia la poltrona di Philip Arctander. Vanitosa signora in pelliccia candida.

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