La residenza milanese degli architetti Marijana Radovic e Marco Bonelli

Una splendida casa vestita in resina e metallo, pelle e marmo. Un seducente gioco di trame, per la coppia di creativi titolari dello studio m2atelier.

m2atelier
Lorenzo Pennati

Nella foto di apertura: divano su misura in velluto, di Ivano Redaelli; poltrone da flea market e coffee table "sartoriale"; luci Heavy Metal, Buster + Punch. Sullo sfondo, Strato-Project, di Lukas Rapold; a sinistra, piatto a muro, Pablo Picasso,
e, appoggiato, UN.limited 198003, Ilaria Franza; l'artwork in primo piano
è di Stefano D'Amico.

Sulla libreria in pelle e bronzo progettata da m2atelier, scultura di Stefano D’Amico, vasi in vetro di Murano e lampada Glo-Ball, Flos.
Lorenzo Pennati
I padroni di casa Marijana Radovic e Marco Bonelli, anime di m2atelier, nello studio che occupa il pianterreno dello stabile; la sedia è Norah, da loro disegnata nel 2015 per Giorgetti; parete a listelli industriali di alluminio.
Giovanni Malgarini

Prospettive a cannocchiale e superfici traslucide riflettono gli ambienti, moltiplicandoli come in un gioco di specchi. È uno scrigno prezioso l'appartamento milanese di Marijana Radovic e Marco Bonelli, moglie e marito titolari dello studio di architettura m2atelier; in portfolio una facoltosa clientela internazionale, oltre a collaborazioni in ambito residenziale, nautico e del retail con nomi del calibro di Dolce & Gabbana e Furla. La dimora della coppia – al primo livello di un palazzo risalente agli inizi del Novecento, tra Corso Sempione e l'Arco della Pace – riflette la cifra stilistica del loro brand: materiali pregiati, arredi bespoke di gusto contemporaneo accostati a pezzi classici e raffinate soluzioni funzionali. Un mix che conferisce agli interiors una confortevole eleganza e un'intimità familiare imprescindibile per i coniugi, genitori di due bambini.

Vista della cucina e della sala dal corridoio che conduce alla zona notte. Il counter a sbalzo è in acciaio, il rivestimento delle pareti in vetro retrolaccato, lo scorrevole a scomparsa che divide i due ambienti in Stopsol. Qui sotto, il dipinto raffigurante una figura femminile è opera di Salvatore Gagliardo.
Lorenzo Pennati
La terrazza abbracciata da piante sempreverdi. Divani e coffee table linea Sunlace, Unopiù, tavolo di ferro dal top in ardesia e sedute Harp, Roda. Pavimento in multistrato marino tinto tabacco.
Lorenzo Pennati

Al medesimo civico si trovano pure gli uffici di m2atelier, estesi sull'intero pianterreno dello stabile, un'ex fabbrica di pentole. «Abitazione e spazio lavorativo sono doverosamente attigui, per controbilanciare il nostro continuo viaggiare», spiega Marco, il quale dopo una decina di anni trascorsi a New York è rientrato in Italia nel Duemila. La casa – che gode di un ingresso riservato realizzato ad hoc, in modo da evitare il passaggio dal vano condominiale – è il risultato di ampliamenti successivi, nonché dell'accorpamento di due unità.

La scala dalla doppia altezza dell’ingresso privato, con parete a listelli in rovere e parti in ottone bronzato.
Lorenzo Pennati
Il tavolo da pranzo è custom-made, dello studio m2atelier, che lo ha creato con piano in marmo Palissandro, di Marmi Due Ci, e base d’acciaio rivestita in pelle; sedie in cuoio naturale, di Matteograssi. A parete, dipinto a olio di Salvatore Gagliardo. I pavimenti sono in resina effetto perlato.
Lorenzo Pennati
Il corridoio foderato di armadiature; nella nicchia a specchio, vasi in peltro viennesi del 1930.
Lorenzo Pennati

Il layout preesistente era caratterizzato dalla tipica "distribuzione a pettine", in cui i locali si aprono sul corridoio. Oggi, una sala di sessanta metri quadrati affacciata sulla terrazza sfoggia un'ingegnosa decorazione dominata da trovate graffianti: una maxiopera tridimensionale dell'artista svizzero Lukas Rapold, una scenografica parete a listelli in legno e ottone, un grande divano progettato dagli stessi designer, un ricercato tavolo circolare custom-made nella zona pranzo. «Per annullare l'imperante mood piccolo borghese, abbiamo deciso di imprimere una forte personalità materica alle stanze; poi ci siamo dedicati alla pianta originaria, eliminando i tramezzi, livellando i soffitti e sostituendo le porte con soluzioni scorrevoli a tutta altezza».

L’ingresso realizzato ad hoc con accesso dal pianterreno. Sulla scala, busto dell’Ottocento; sospensioni in rame PH Louvre, Louis Poulsen. Le superfici sono rivestite utilizzando una vernice Oikos texturizzata effetto ruggine, sviluppata assieme allo studio m2atelier.
Lorenzo Pennati
Veduta del corridoio verso la zona notte. In fondo si scorge la porta della sala da bagno, realizzata in laminam e specchio. Le pareti sono in vetro retrolaccato, mentre il pavimento è in resina effetto perlato. La foto di giocatori a Williamsburg, quartiere di Brooklyn, è firmata da Vincent Cianni.
Lorenzo Pennati
Riflessa, la camera padronale. Letto bespoke rivestito in pelle di Foglizzo 1921 e comodini integrati; poltrona vintage; luci Buster + Punch. A muro, olio di Vanessa Beecroft e fotografie in bianco e nero di Mario Sorrenti.
Lorenzo Pennati
Il bagno in pietra London Grey, design m2atelier, con rubinetteria Fantini.
Lorenzo Pennati

Privato anche di stucchi e infissi, l'involucro può contare ora su una fluida linearità. Nei passaggi più stretti sono state ricavate armadiature in vetro retrolaccato, che hanno pure il compito di celare gli elementi strutturali. «Le molte possibilità di storage ci consentono di rendere visibile solo ciò che ci piace: le sculture di Stefano D'Amico, una sedia di Gio Ponti, le opere di Fausto Melotti e Vanessa Beecroft», puntualizza Marijana. Ad ammorbidire il nitore formale interviene una palette avvolgente, che spazia dal cipria al marron glacé e abbraccia svariate nuance di beige, evocando negli interni l'atmosfera dei vecchi cortili milanesi. Tributo al fascino unico di questa città: cosmopolita, ma ovunque pervasa di dolci reminiscenze

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