A Houston, una casa progettata dalla designer Lucinda Loya

Una coppia libanese ha scelto uno stile contemporaneo fatto di superfici scintillanti, pregiate stoffe e opulenta sartorialità.

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Gianni Franchellucci

Nella fotografia in alto, l'intera area giorno è allestita con mobili bespoke. Divano e poltrone in velluto Schumacher; coffee table in specchio fumé; tavolini dai piani in legno d'acero intarsiato. Le due applique sono di cristallo, Saint-Louis, e illuminano il quadro del siriano-libanese Fathallah Zamroud.



Stanze dalla pianta poligonale e soffitti imponenti esaltati da stucchi a tinte contrastanti



Maestosa, quasi regale questa villa a Houston, Texas. Sorge a una decina di chilometri dal centro città, all'interno di un elegante compound residenziale. Salim e Fay Zakhem, entrambi libanesi cresciuti rispettivamente a Londra e Dubai, vivono qui con i loro quattro figli. Lui è imprenditore nel settore tecnologico, mentre lei vanta un pedigree d'eccezione, essendo l'erede dei proprietari della Greenline Interiors, vero impero della progettazione di interni.

Tavolo su disegno, come le poltroncine Osborne & Little; lampadario Hanley, Arteriors.
Gianni Franchellucci
Armchair e pouf Audrey, Ottiu; coffee table di Oly; divano bespoke.
Gianni Franchellucci

Tavolo su disegno, come le poltroncine Osborne & Little; lampadario Hanley, Arteriors.
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La casa – costruita nel 2002 – è stata recentemente ristrutturata da Lucinda Loya, apprezzata interior decorator e indiscussa trendsetter. «In realtà, ero stata chiamata a occuparmi soltanto dell'area bar. Poi, però, il restyling si è esteso a ogni aspetto: dall'arredamento alle finiture, fino alla scelta delle opere d'arte», rievoca. La lounge, dalla quale è partito tutto, ha subìto il cambiamento più radicale. Precedentemente occupata da un patio, oggi è un delizioso spazio di "decompressione" e relax, strutturato in un salottino intimo dai toni scuri con affaccio sul giardino e un bancone in puro stile men's club. Per il resto, il layout è stato lasciato inalterato. Al piano terra si apre un'articolata zona living & entertainment: il primo accoglie le cinque camere da letto e relativi servizi, oltre a una giocheria e un ufficio; l'ultimo è riservato soltanto agli ospiti.

La spiccata impronta classicheggiante degli interni è stata rivisitata eliminando gli orpelli, donando un disegno lineare a cornici e stucchi, optando per una palette luminosa. «I committenti esprimevano gusti diversi, l'uno orientato verso la tradizione, l'altra amante del mood contemporaneo. Così abbiamo raggiunto un compromesso capace di soddisfare le due parti e questa sfida ha reso l'intervento più originale», commenta Lucinda. Un simile approccio ha infatti incoraggiato accostamenti inusuali. Lungi dall'essere rimosse, le boiserie hanno sfoderato un piglio moderno nei duetti con spettacolari carte da parati grafiche, in particolare nell'ingresso e nella master bedroom.

Versatilità dietro la facciata classica, tra atmosfere da men’s club e ardite geometrie

Gli arredi sono stati acquistati o disegnati sartorialmente dalla stessa Loya – per una personalizzazione totale – e fatti realizzare dalla Greenline Interiors. Si è posta particolare cura alla selezione dei tessuti, alcuni dei quali provengono dalla collezione Jim Thompson, con la sua eredità di sete tailandesi. I velluti dei rivestimenti irrompono sullo sfondo acromatico come energizzanti pennellate di colore: il rosso cardinale delle poltrone nella sala, il blu copiativo di quelle a lato del camino, il verde smeraldo dei cuscini. L'atmosfera è di charme sofisticato, con una palpabile grandeur conferita dall'architettura poligonale a doppia altezza di certi locali e da divertissement prospettici, capaci di regalare allo sguardo visuali sorprendenti.

La consolle dal piano in cristallo, decorata con candelabri d’antiquariato, è tailor-made, al pari dei due sgabelli in tessuto Élitis. Tavolo da pranzo su progetto, con il top di legno laccato lucido, in una nuance madreperla; sospensione Saint-Louis. I tendaggi in seta che incorniciano il parco sono firmati Jim Thompson.
Gianni Franchellucci
La designer Lucinda Loya ha progettato i sofà, il pouf centrale, nonché le poltrone rivestite in velluto blu copiativo, Perennials Fabrics; gli arredi sono stati poi realizzati dall’azienda di famiglia, Greenline Interiors. Il lampadario di Murano è il prezioso esito di uno shopping a Milano.
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Scorcio della sala da pranzo e, riflessi nello specchio, l’ingresso e la scala.
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Sgabelli da bar Kelly, Ottiu.
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La villa circondata dal verde.
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Le pareti dell’atrio sono in carta da parati grafica Sumi, Harlequin, B&B Distribuzione. Oltre l’arco ribassato si apre la zona dining, con la serie di sedute foderate in tessuto Lelièvre e il lampadario Saint-Louis in cristallo. A parete spicca l’opera dell’italiana Roberta Coni, nota per i suoi volti di donna su tele extralarge.
Gianni Franchellucci

La camera padronale con i mobili ideati su misura. Copriletto chiaro, Kravet; tessuto sulla testiera, Pierre Frey, abbinato alla wallpaper Flashdance, di Abnormals Anonymous. A sinistra, il sofà in velluto Schumacher dialoga con Sparkle Freckle, foto a firma Marilyn Minter. Sullo sfondo, nel vestibolo, armadio in pelle Edelman.
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