Una residenza mid-century a Palm Springs

Un’architettura anni cinquanta rivive dopo il restauro. Negli spazi radiosi, i segni del modernismo incontrano il design più ricercato e interventi di Pop Art.

image
Richard Powers

Nella fotografia in alto: il living vista parco. Coffee table Jumbo (1965), Gae Aulenti, Knoll; seduta Scissor, di Ward Bennet; poltrone Ribbon, Pierre Paulin, Artifort; tavolino esagonale, Holly Hunt, e rotondo, Dan Pollock. Sofà Maralunga, Cassina, in tessuto mohair di Myung Jin; sui mobili bespoke, firmati Cardella Design, lumi Discus, Mirak.


Il corridoio che conduce al soggiorno sfoggia un’allure pop conferita dalla fotografia di Tiffany Trenda; ritrae l’artista stessa impegnata nella performance Body Code. A sinistra, pouf in pelle, da Galleria, a Palm Springs, decorato con la scultura crocifisso acquistata a Newport Beach, presso la boutique A’maree’s.
Richard Powers


Il portico gode della vista su un’oasi green disegnata da Marcello Villano con ulivi, palme e agavi. Tutto di Restoration Hardware, collezione outdoor: divano dal look anni Cinquanta linea Montecito (in tessuto intrecciato Sunbrella sulla struttura in ottone), tavolino rettangolare Mesa, in resina, e coffee table rotondo Malay, di cemento.
Richard Powers


Luce e colori evocano il deserto, che a questa latitudine – nella Coachella Valley, California del Sud – sussurra discreto, lambito da palme e agavi, canyon e montagne monumentali. Sotto il cielo terso di Rancho Mirage, cittadina a pochi chilometri da Palm Springs, risplende – quasi in mimesi con il suo sfondo – la nuova casa di Robert e Merle Lustbader: coppia di filantropi di Chicago perdutamente innamorati della location. «È stato come trovare un gioiello che aveva bisogno di tornare a brillare», afferma lui.

La dimora è infatti una rilettura di quella voluta da Leonard Firestone, tycoon a capo dell'omonima compagnia di pneumatici, il quale nel 1957 affidò il progetto a William Pereira: celebre architetto modernista, autore di edifici pubblici spettacolari, dal County Museum of Art di Los Angeles alla Transamerica Pyramid di San Francisco. Il suo stile è magistralmente declinato anche qui in volumi lineari, geometrici eppure gentili, organizzati su un unico livello orizzontale per armonizzarsi con il contesto. I connotati originari restano visibili ancora oggi, dopo il restyling condotto con sensibilità filologica da Sam Cardella, specializzato proprio nel recupero di capolavori della metà del secolo scorso, alla sua "prima volta" tuttavia con Pereira. «L'ho sempre ammirato. Per la tenuta Firestone ebbe la straordinaria capacità di coniugare funzionalità, altissimo valore estetico e perfetta intesa con l'esterno, tanto da volere che ogni camera affacciasse sul paesaggio», commenta Sam. Il profondo rispetto per la struttura storica lo ha indotto a un revamping dolce, senza stravolgimenti, limitato ai necessari aggiornamenti in termini di comfort e tecnologia.

Sono stati riportati in vita i muri in mattoni e i pavimenti in pietra arenaria, dentro e fuori la villa, quindi le vetrate scorrevoli, che hanno guadagnato sottili profili in acciaio brunito di sapore industriale; sostituiscono intere pareti, promuovendo una fluida continuità con il meraviglioso giardino ridisegnato dal paesaggista Marcello Villano. Gli ambienti conviviali hanno mantenuto l'impostazione del layout preesistente, scandito da un immenso living, sala lettura e area pranzo, tutto comunicante. Le camere e i bagni, invece, sono stati riconfigurati in versione suite. La palette neutra si sintonizza su arredi di design e vintage iconico. Divani di Vico Magistretti duettano con le poltrone di Pierre Paulin e i mobili dello stesso Cardella; il bar disegnato da Pereira è integrato nella zona dining, caratterizzata da un tavolo in frassino sbiancato completato da sedie firmate Mies van der Rohe e Jeff Messerschmidt. Twist pop/eclettici interrompono il rigore: una capra scultura, una consolle realizzata con le linguette delle lattine e opere d'arte di pura avanguardia. In guizzi ironici dal linguaggio contemporaneo.

Sculture vintage in ceramica, scelte da JF Chen.
Ricard Powers

Un ensemble di piante succulente Echinocactus Grusonii.
Ricard Powers

Intorno al tavolo su disegno, serie di sedie Brno, Mies van der Rohe, Knoll, e una Pipeline, di Jeff Messerschmidt; sospensione in seta modello Liana S, di Aqua.
Richard Powers

Il solarium a bordo piscina è un invito al relax tra le palme. A sinistra, la coppia di chaise-longue fa parte della collezione See!, Janus et Cie, mentre il divano è il modello Dune, Lounge Collection, Crate&Barrel. Completano l’arredamento open-air i quattro lettini qui sotto, icone del design progettate da Richard Schultz nel 1966, di Knoll.
Richard Powers

In primo piano, tavolo in pietra, di Michael Taylor, e pouf in lana, VivaTerra. Sullo sfondo, dining table in frassino con la serie di sedie Brno, di Mies van der Rohe, Knoll, e due Pipeline, progetto di Jeff Messerschmidt; lampadario Liana S, Aqua; buffet d’antan, da galleria Casati, abbinato allo specchio Regio, di Opinion Ciatti.
Richard Powers

Letto 2807, di A. Rudin; poltrona e tavolo vintage; lampada design John Dickinson.
Richard Powers

La scultura zoomorfa è da collezione privata; a sinistra, artwork con tronco d’albero da frutto.
Richard Powers

Consolle creata con le linguette a strappo delle lattine, di Clare Graham; applique degli anni Settanta, Baccarat.
Richard Powers

Pubblicità - Continua a leggere di seguito