L'appartamento dello stilista Claudio Ligato

La casa milanese è un mix di vintage, tocchi couture ed estro personale.

Lorenzo Pennati

In apertura: nel salone, il divano è artigianale, la poltrona degli anni Trenta; pouf in cavallino Seventies con pantere in bronzo, firmate Antoine-Louis Barye; tavolini vintage, come la lampada a stelo e l'abat-jour di manifattura caprese. La finitura delle pareti della casa è stata curata da Atelier Bellinzona.

Insetti e coralli, pregiata artigianalità e antiquariato. Un ardito affresco dal gusto impeccabile, virtù del genio italico

In atrio, raccolta di coralli sul mobile Déco di scuola veneziana, come le due applique. Wallpaper Riviera, di Cole & Son.
Lorenzo Pennati

Una totale identificazione con la propria dimora. «Io sono ciò che abito», afferma risoluto Claudio Ligato, stilista e direttore creativo per prestigiosi brand fashion, tra i quali, in passato, Roberto Cavalli, linea Class. E l'ultradecorazione della sua nuova casa milanese, lontana dall'adesione a un registro preciso, non è una mise-en-scène compiaciuta, bensì la sincera autobiografia di un esteta mediterraneo.

Una collezione sul pouf del living: piatto Tema e Variazioni, Fornasetti, mano di Piero Figura, vetri Lalique e calco accademico siciliano di testa greco-romana.
Lorenzo Pennati


Tavolo da pranzo realizzato custom-made da maestri veneziani, con candelabro antico e farfalle sotto vetro; serie di sedie Medea (1950), design Vittorio Nobili per l’azienda Fratelli Tagliabue; sullo sfondo, sedute Fifties, in ottone. Lampadario a fiore degli anni Venti, in vetro di Murano.
Lorenzo Pennati

«Sono nato vicino a Reggio Calabria e ho la Magna Grecia nel Dna; impossibile sfuggire alle seduzioni della classicità intesa come bellezza, equilibrio, nitore». Canoni celebrati da busti di eroi e divinità (marmi o bronzi fin de siècle), che donano a questo appartamento poco distante da Porta Venezia un inconfondibile tocco personale. Nel restyling, curato in ogni dettaglio dallo stesso Ligato con la collaborazione dell'architetto Marco Muta, sono stati preservati gli affascinanti pavimenti, un parquet in rovere lucidato a spina di pesce generoso di effetti prospettici, mentre le pareti sfoggiano cornici in tinte a contrasto; uno sfondo fedele alla tradizione, che si anima di guizzi all'insegna di un ardito eclettismo. «Trovo alienante la coerenza stilistica. Felicità è mescolare in modo armonioso suggestioni diverse, senza alcuna preclusione».

Letto su progetto del proprietario, Claudio Ligato; tavolino anni Trenta e luce Fifties. Nella quadreria: alcuni ritratti di Helmut Newton, una fotografia di Mario Schifano, un lavoro di René Gruau e un prezioso disegno di Antonio Lopez, due tra i più noti illustratori di moda del XX secolo.
Lorenzo Pennati



Il guardaroba dagli arredi d’antan
Lorenzo Pennati

Testa di Poseidôn fin de siècle, cera di Constantin Brâncuși e specchioda chiesa napoletana.
Lorenzo Pennati

Il design degli anni Cinquanta incontra l'artigianalità contemporanea, il modernariato dialoga con l'intenso folklore del Sud, citato attraverso una serie di manufatti devozionali: dai cherubini alle Madonne in cera vestite di stoffe, «omaggio affettuoso agli altarini domestici che si allestivano per le processioni al mio paese». I preziosismi da Wunderkammer sono il vero leitmotiv, raccolte disparate esibite su tavolini e consolle. Curiosità e objet trouvé, coralli («Il mai sopito richiamo del mare»), farfalle sotto vetro, fiori dai petali in seta, idoli orientali come un drago cinese in ceramica di Sèvres e il dio Ganesh, souvenir di un viaggio in India. In sala da pranzo si staglia un ironico monumento alla superstizione: cornetti accostati a una maschera di Pulcinella e a un elefantino con proboscide alzata. «Tuttavia, non ho la vocazione seriale del collezionista. Porto con me solo oggetti di cui mi innamoro, a prescindere dal loro valore intrinseco».

Nel bagno, cornice di Gennaro Avallone.
Lorenzo Pennati
Un ritratto di Claudio Ligato, fashion designer, sulla Lounge Chair, Charles & Ray Eames, Vitra.
Lorenzo Pennati



Il locale più amato da Claudio, il suo angolo contemplativo, è lo studio/biblioteca simile a un'alcova tappezzata di libri illustrati; davanti al camino in marmo grigio, il creativo si ritaglia uno spazio interiore accomodandosi su un'icona del XX secolo, ovvero la Lounge Chair di Charles e Ray Eames. Selezionati con gusto infallibile tra antiquari e gallerie ai quattro angoli del pianeta, occhieggiano ritratti ottocenteschi, lavori di Guttuso e Modigliani, i piatti di Fornasetti con i volti di Lina Cavalieri, scatti di Helmut Newton. Oltre alle stampe di René Gruau e Antonio Lopez, indimenticabili illustratori di moda.

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