Una grandiosa residenza ad Amsterdam

La rinascita di un palazzo ottocentesco: incontro folgorante di epoche, sulla via di una rinnovata opulenza.

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Herman van Hoey

Nella fotografia in apertura: il soggiorno al piano terra. Un lampadario francese del XIX secolo illumina gli arredi di Baxter: il sofà e il pouf Chester Moon, la poltrona Brest e i due tavolini rotondi Liquid. La seduta dorata è Knotted, design Marcel Wanders, Cappellini. Tappeto Perfect Match, Frankly Amsterdam.



La sala affacciata sul giardino interno. Tavolo in abete spazzolato a mano modello Birignao, Emmemobili, con un vaso Sophora, disegnato e decorato a stencil da René Lalique nel 1926; lampadario in vetro di Murano, Barovier&Toso. Carta da parati in seta Orissa, Vescom; tappeto Frankly Amsterdam.
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Classificata come monumento nazionale, questa town house nel cuore di Amsterdam sfoggia i tipici tratti stilistici olandesi: sviluppo in altezza (qui su cinque piani), mansarda abitabile, tetto a falda, giardino, finestre che compongono una griglia geometrica e naturalmente l'affaccio sull'acqua, nello specifico sul Singelgracht (il canale realizzato nel Quattrocento a protezione del centro urbano).

La saletta adiacente alla cucina sfoggia la wallpaper Pampa, di Pierre Frey. Il sofà è su progetto di Ruud van Oosterhout Design, in seta e mohair, mentre il side table è di Pols Potten. Sul caminetto nero, originario del XIX secolo, un prezioso vaso in ceramica di Delft, fine Seicento.
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Da sinistra e in senso orario, l’interior designer Ruud van Oosterhout assieme al suo Scottish Terrier James.
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Tavolo Birignao, di Ferruccio Laviani per Emmemobili, e luce Barovier&Toso.
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Cucina su misura, di Ruud van Oosterhout Design.
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La scala di collegamento al primo piano, con vista sulla corte privata.
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La dimora – cinquecento metri quadrati articolati in dodici stanze – risale alla fine dell'Ottocento. Gli interiors, tuttavia, svelano a sorpresa un drastico cambio di registro, un piglio contemporaneo declinato in comfort lussuoso dopo il radicale intervento curato da Ruud van Oosterhout: docente alla prestigiosa Design Academy di Eindhoven, nonché professionista titolare dello studio omonimo. «L'architetto ha saputo creare un connubio sofisticato tra modernità e tradizione, definendo una nuova grandeur attraverso l'utilizzo di materiali pregiati e un ripensamento in chiave funzionale dell'intera area giorno», commenta il proprietario, nota personalità nel mondo del real estate; da tempo all'estero, usa la residenza ogni qualvolta torna nella sua città assieme alla consorte e ai due figli. «Pur nel rispetto dello spirito del luogo, ho apportato varie modifiche per valorizzare la luce naturale e dilatare gli spazi, che hanno guadagnato una piacevole vivibilità», specifica van Oosterhout.

Ancora l’area cucina, creata da Nieuwkoop International in essenza Douglas spazzolata e verniciata scura; top in quarzite brasiliana, Stone Natural Class. Sedie Decor, di Baxter, come la luce a soffitto Blade, abbinata allo chandelier ottocentesco. La foto XL è Peaches, di Ellen von Unwerth.
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Bagno padronale in marmo Statuario Extra, Stone Natural Class, con rubinetteria di Cea; divano Janette, Baxter; la specchio cela uno schermo Tv; foto della serie Revenge, Ellen von Unwerth.
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Ampia cabina armadio dal pavimento in rovere; lampadario firmato Barovier&Toso.
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Nell'ampio ingresso, il progettista ha scelto il fil rouge materico del marmo di Carrara, luminoso e al contempo monumentale, soluzione ribadita anche nel bagno padronale. «In genere mi muovo nel solco del minimalismo, ma i committenti hanno chiesto di osare accostamenti più azzardati. Così ho sperimentato interessanti "attriti" tra i mobili d'antan e quelli attuali, privilegiando inoltre dettagli di ostentata opulenza» continua Ruud. Esemplare la Blue Room, ovvero il living al pianterreno, dove elaborati stucchi a soffitto e sontuose wallpaper tessili abbracciano arredi provenienti da epoche diversissime, ma tutti dal carattere deciso: il divano Chester di Baxter, la poltrona dorata Knotted disegnata dal connazionale Marcel Wanders e un immenso lampadario francese del XIX secolo. Velluti e sete accarezzano le superfici, delineando un'atmosfera dark rischiarata dai cristalli scintillanti degli chandelier Barovier&Toso. Ovunque, opere d'arte di autori di ultima generazione decorano le pareti, in particolare fotografie di grande formato.

Letto e panca di Ruud van Oosterhout Design, prodotti da Nilson in tessuto Koto Graphite, Black Edition by Romo. Comodini Mumbai, di Baxter, con luci Flo lounge, Lumina. La foto grande è Lost Woman 5, di Guido Argentini, quella a sinistra si intitola Erotic Nude #3566, di Andreas H. Bitesnich.
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Ugualmente, le due facciate esterne, su strada e sul retro, parlano linguaggi opposti: la prima, austera, veste tinte scure ed è arricchita da una cornice preziosa e vetrate ad arco; la seconda, verso la corte, è invece in pietra chiara, intima e avvolgente. Perfetta espressione di un'estetica dalla doppia anima.


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