Jean-Louis Deniot rinnova una casa londinese

Il guru parigino della decorazione compone un affresco decorativo promuovendo l'incontro di due visioni estetiche: stile francese e gusto British.

deniot, londra, eaton square, interior, case, ristrutturazione, decor, eclettico, marieclaire maison italia, ottobre2020
Stephan Julliard

Nella foto, la modernità del camino in vetro, dipinto da Florence Girette, sdrammatizza l'oro dello specchio settecentesco francese. Poltrona vintage vestita da Brochier; sgabelli twin linea Tanai, Hamilton Conte; sofà in stile Jean Royère. A parete, serie di opere anonime Anni 70, tecnica mista.



Dall’antiquariato al brocantage, fino al design di ultimissima generazione. In un mirabile ritmo compositivo


Nel quartiere londinese di Belgravia, Eaton Square è una delle aree del Regno Unito dal più alto valore immobiliare. Piazza concepita nella prima metà del XIX secolo da Thomas Cubitt – architetto al servizio dei Grosvenor, duchi di Westminster – ospita sei giardini riservati ai soli residenti. Sui sentieri bordati d'aiuole di dalie rosse e artemisie argentate hanno passeggiato primi ministri, principesse, ammiragli, nonché da ultimi l'attore Sean Connery e il magnate russo Roman Abramovich.

Sgabelli bespoke ispirati all’artista André Arbus. Lanterne: Gable, in primo piano, Circa Lighting, e veneziana, XIX secolo, da Skelton+Culver.
Stephan Julliard

Tavolo di Jean-Louis Deniot; sedie in rovere e lino Linara, Romo; lampadario di cristallo Luigi XVI e applique Uxmal, Hamilton Conte.
Stephan Julliard

Divano Heather, The Jean-Louis Deniot Collection, George Smith; coffee table in bronzo custom-made, come la credenza sul fondo, ornata da una fotografia di Hiroshi Sugimoto; lampadario Polyèdres, disegnato da Hubert Le Gall. A sinistra, sulla parete, l’acquerello è di un artista sudafricano.
Stephan Julliard

Al numero 20, questa dimora di quattrocentocinquanta metri quadrati su doppio livello è il risultato della fusione di tre town house adiacenti, dalle candide facciate in stile neoclassico e aperte su due spazi verdi privati. «Abbiamo aspettato oltre un anno prima di ottenere i permessi per i lavori, ma ne è valsa la pena: a Londra, dove impera la verticalità, è raro trovare un edificio così, sviluppato in orizzontale», spiega l'interior designer parigino Jean-Louis Deniot, che ha curato ristrutturazione e décor per una clientela d'élite. Dotato di immenso talento nel coniugare epoche differenti, si è innanzitutto ispirato all'atmosfera del distretto. «La connessione tra progetto e contesto è fondamentale. Nel caso specifico, bisognava valorizzare l'impronta anglosassone».

Ai due lati della porta, luci Scarabée, Hamilton Conte; poltrone degli anni Quaranta in tessuto Brochier.
Stephan Julliard

Lo studio dalle boiserie in noce sfoggia un lampadario Sixties italiano, come la lampada sulla scrivania bespoke; sedia modello Susannah, The Jean-Louis Deniot Collection, George Smith.
Stephan Julliard

L'ingresso costituisce un'autentica dichiarazione d'intenti: trionfo di marmi e gusto British fine Settecento attualizzato da lineari profilature in bronzo. L'elaborato soffitto ligneo a cassettoni della sala da pranzo è una citazione storica, resa intrigante dall'accostamento con le pareti tinteggiate utilizzando una pittura mescolata a polvere iridescente, prodiga di suggestivi riverberi quando la sera si accendono le candele. Anche cornici e modanature sono state disegnate ex novo, diverse in ogni locale secondo uno schema di limpida coerenza. Gli arredi percorrono disinvoltamente diversi periodi, passando dall'antiquariato puro al brocantage fino a pezzi contemporanei (alcuni dei quali delle collezioni di Jean-Louis), con l'inserimento di elementi vintage anni Quaranta e Cinquanta. Note di delizioso esotismo punteggiano l'affresco, tra vasi sudafricani in papier-mâché e tessuti thailandesi, «sulla scia di una filosofia che mi piace definire design confidence, ovvero il coraggio dell'eclettismo per divertire e stimolare l'immaginazione».




Poltrona da flea market; tavolino Manolo, di Hamilton Conte; sgabello Capsule, Hervé Van der Straeten; sofà David Collins Studio; coppia di applique, Jean Royère.
Stephan Julliard

Nella camera degli ospiti pareti nuance Van Deusen, Benjamin Moore, e mobili custom-made; luci di Jean-Louis Deniot.
Stephan Julliard

La palette neutra è riscaldata da flash di giallo e dagli strategici bagliori della sofisticata sfilata di luci. Sono infatti le finiture metalliche ad accomunare le coppie di applique che ornano i muri, i candelabri, i grandiosi lampadari in cristallo e, a contrasto, le sospensioni geometriche. Raggi di sole per sfidare la tavolozza cinerea della metropoli.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito