Mondrian connection

Un pied-à-terre newyorkese curato da Grade Atelier omaggia il maestro olandese. Fasce, riquadri e campiture di colore, in un museo domestico a uso privato

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Richard Powers

In primo piano, poltrone Botero, di India Mahdavi, come quella vicino alla finestra, modello Uptown; a sinistra, side table Trépied, Liaigre; a destra, sgabello in ceramica di Reinaldo Sanguino. Al centro, pouf di Grade; sofà Sheffield, Holly Hunt. Stampa Imperial Glory, di Shepard Fairey; scultura Girl, Botero.

Jean Dubuffet, Botero e la street art. Stampe policrome accanto a scatti black& white

Con i suoi magazzini storici ora convertiti in residenze, TriBeCa è tra i quartieri più ambiti di New York. Camminando sulle sue vie lastricate, costellate di ristoranti e spazi espositivi di tendenza, si respira un'aria rilassata e al contempo cool, che ha spinto molti attori hollywoodiani – in primis Robert De Niro, uno dei fondatori del Tribeca Film Festival – a stabilirsi qui. Si è lasciato affascinare da quest'area di Lower Manhattan anche un noto immobiliarista, in continuo movimento dagli Hamptons alla metropoli per motivi professionali.

Consolle modello Lark, di Holly Hunt. Luce a soffitto Tensor Geo Glass Flush Mount, di Jason Koharik. Le cornici sono in rovere tinto scuro.
Richard Powers

Nel foyer all’insegna dell’arte, sedia e sgabello Luxor, di Chris Wolston, in abbinamento al quadro Lion héraldique, Jean Dubuffet.
Richard Powers

Folgorato dalla bellezza di un edificio industriale risalente alla seconda metà dell'Ottocento, un tempo adibito a legatoria e trasformato nel 2014 in condominio di lusso, ha acquistato un appartamento di trecento metri quadri caratterizzato dalla presenza delle travi originarie in legno e da scenografiche finestre ad arco, in vibrante contrasto con il nitore delle pareti.

Tavolo bespoke dal top in onice e base d’ottone, firmato studio Grade, come lo chandelier; sedie di Rupert Bevan vestite Larsen. Madia Oslo, Holly Hunt, e poltroncina in pelle Musc, Liaigre; applique Orbe in vetro di Murano, del brand Veronese. Sulla parete di destra, Ranunculus Series, di Christopher Beane.
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«Il committente è un sofisticato collezionista, appassionato di arte e design. Abbiamo quindi celebrato i suoi interessi, oltre a enfatizzare lo spirito del luogo e l'architettura virile della costruzione, perfettamente sintonizzata sulla personalità del proprietario», spiega Thomas Hickey, titolare con Edward Yedid dello studio Grade, che firma gli interni. Il vestibolo è il prologo della pièce, nel sagace gioco cromatico/geometrico delle pannellature a muro rivestite in tessuto e pelle, ritmate da cornici in rovere scuro: scenario che ospita il dipinto Lion héraldique di Jean Dubuffet e le creazioni in alluminio di Chris Wolston.

Sono firmati Liaigre il daybed Nobile (in pelle di Holly Hunt), il coffee table Gouverneur e i due sgabelli Sud, in tessuto GP & J Baker. Maxicarpet Winter Asha, di Shyam Ahuja. Sulla parete, opera Faits Memorables II, di Jean Dubuffet.
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La composizione è un esplicito riferimento al pittore olandese Piet Mondrian, omaggio che ricorre negli altri ambienti diventando un fil rouge. Dalla zona giorno – concepita come un loft affacciato su un piccolo giardino segreto – fino alla master bedroom, incastri e campiture sono declinati in varie tonalità, con una predominanza di grigi, viola e marroni. Inserti di rosso e sprazzi metallici accendono la palette, come nella sala da pranzo, dove domina il tavolo bespoke di Hickey e Yedid dalla base in ottone: materiale privilegiato per le finiture di luci e arredi.

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Tavolino vintage firmato Roger Capron.
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Sul mobile Oslo dalle finiture personalizzate in rovere e bronzo, Holly Hunt, serie di foto dal titolo Les icônes  sont fatiguées, di Yves Hayat, che ritraggono divi a occhi chiusi. Sulla parete, quadro Double Imagery (2175B), Louise Nevelson.
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Lo sfondo bianco amplifica la luminosità, valorizzando stampe e quadri policromi, opere esuberanti che assurgono ad autentiche protagoniste. Il duo di Grade, infatti, non si è limitato a progettare una vetrina consona ad accogliere gli artwork; ha ideato in svariati angoli un décor sartoriale messo a punto proprio a partire da acquisizioni ex novo, appositamente pensate per la dimora e frutto di una stretta collaborazione con il padrone di casa. La Girl di Fernando Botero tiene l'intero living sotto il suo sguardo vigile e sembra approvare la scelta.

Contro la parete foderata in pelle, di Holly Hunt, letto Alcova ’09, della collezione Maxalto, B&B Italia, affiancato dalle due sospensioni gemelle Oslo, David Alexander. Divano Edie, Holly Hunt; poltrona Tre Pezzi, di Franco Albini, Cassina; tavolo Fifties, Roger Capron. Il lampadario è su disegno di Grade.
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