Paradiso urbano

Nell’esclusivo Barrio de Salamanca, a Madrid, una casa sofisticata e votata al relax. Tra forme avvolgenti e una palette sussurrata.

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Montse Garriga Grau

Nella foto, morbide sinuosità caratterizzano il living. Coffee table Playing Games, di Dooq; sedute twin anni Cinquanta, di Claude Vassal, scelte da Rue Vintage 74; sofà bespoke, Patricia Bustos Studio, come il cabinet con lampada di HK Living. Quadri di Kiko Pérez, galleria Heinrich Ehrhardt.

Luogo prediletto dall'aristocrazia madrilena, il Barrio de Salamanca è frutto di un imponente ampliamento urbanistico, che dal 1860 al 1920 trasformò la zona nordorientale della città. Oggi è un quartiere sinonimo di stile, nella sua intrigante alchimia tra passato e presente: splendidi palazzi antichi si ergono accanto a negozi e atelier, ormai radicati punti di riferimento per gli amanti della moda. Non a caso, una coppia di professionisti del mondo fashion ha scelto di abitare qui, in un edificio del XIX secolo con vista sul parco di El Retiro, e ha affidato il revamping dell'appartamento di duecento metri quadrati a Patricia Bustos, fondatrice dell'omonimo studio nella capitale spagnola.

Tavolo in noce spagnolo, design Patricia Bustos, prodotto da Majalasna Studio, con un ensemble di bottiglie in marmo Omaggio a Morandi, di Elisa Ossino, Salvatori; sedie Sixties dall’Italia, in lana di Mongolia. Luce a soffitto e applique in vetro di Murano, tutto acquisito da El Ocho. Tela di Guillermo Pfaff.
Montse Garriga Grau

Su progetto di Patricia Bustos Studio sono il sofà (vestito Dominique Kieffer by Rubelli) e la consolle con vasi di HK Living (a destra) e Ferm Living; tavolo Playing Games, di Dooq, con vetri di Murano anni Cinquanta; sedute design Claude Vassal; lampada vintage. Carpet di Santos Monteiro.
Montse Garriga Grau

«Nell'ottica di sottolineare il fascino dell'architettura preesistente, mi si è posta fin da subito la sfida del recupero degli elementi originari: i soffitti di tre metri, le finestre a tutta altezza, gli infissi. Poi le modanature, che in parte ho restaurato e in parte ricreato dove erano assenti», racconta l'interior designer. Nella cornice classica, tuttavia, i committenti desideravano un'atmosfera accogliente e rilassante, intrisa di moderno charme. Da qui la scelta di adottare una gamma di semitoni, ideali per diffondere serenità e dare il la a un sofisticato teorema d'arredo composto da design di ultima generazione e vintage, con una preferenza per la metà degli anni Cinquanta.

Letto di Patricia Bustos Studio con testiera e cuscini in velluto Designers Guild; carta da parati Acanthus, di House of Hackney.
Montse Garriga Grau

Chaise-longue Djinn, di Olivier Mourgue, 1964, e tavolino Lato LN9, design Luca Nichetto per &Tradition; tela a muro di Emanuel Seitz, galleria Heinrich Ehrhardt.
Montse Garriga Grau

«La palette neutra mette in risalto sia i molti dipinti contemporanei sia i complementi, che – scelti in numero oculato – respirano e fluttuano negli ambienti; dalla forte qualità scultorea, si lasciano guardare da ogni angolazione senza mai invadere lo spazio». Studiati colpi di teatro donano personalità, in primis il pannello scorrevole d'impatto grafico, ideato per separare living e area pranzo dalla cucina. «Ai proprietari piaceva l'idea di un divisorio che citasse le vetrate delle cattedrali francesi utilizzando la gamma cromatica di Hermès. In corso d'opera abbiamo poi deciso di privilegiare geometrie più decise». Il risultato è un seducente manufatto di alta artigianalità, realizzato con la collaborazione di maestri di Toledo assieme a esperti nella lavorazione dell'ottone, materiale della struttura portante.

Nella master bedroom, letto con cuscini Dedar, stesso marchio del tessuto Jardin D’Osier Imprimé, Hermès Collection, che veste le due poltrone italiane acquistate da L.A. Studio assieme alla luce a sinistra; sospensione da El Ocho; lampada da terra Fifties. Artwork di Guillermo Pfaff.
Montse Garriga Grau

A vivacizzare il candore diffuso intervengono guizzi di colore, in particolare nella scala del blu, selezionata per certi artwork e dettagli. È il caso della carta da parati nella camera degli ospiti: un fitto fogliame di ispirazione Art Nouveau disegnato da William Morris nel 1875 e rielaborato dal brand House of Hackney. Un ricercato tessuto a motivo vegetale firmato Dedar attualizza una coppia di poltroncine italiane di spirito rétro, nella master bedroom dominata da bianchi e beige. I punti luce amplificano il chiarore; sospensioni o applique in vetro e finiture metalliche, simili a bijoux, che impreziosiscono garbatamente il look.

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