Una villa a Houston curata da Lucinda Loya

Pattern parade: trame audaci e stampati macro sono il fiore all’occhiello di questa residenza, in equilibrio tra stravaganza e comfort.

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Gianni Franchellucci

Nella foto, la sala è dominata dalla parete del camino, in marmo Dalmata a macchia aperta, di Aria Stone Gallery. Divani Vera e poltrone Dean, di Mitchell Gold + Bob Williams; tre cocktail table Flash, Tom Dixon. Lampadario modello Le Pentagone, Jonathan Browning; tappeto da Carol Piper Rugs.

Sulla scala che porta al primo piano il runner è di Stark. Consolle custom-made rivestita con carta da parati di Sara Story Design; tra le due lampade di Liz Marsh Designs, A Man Who Can II, di Alan Macdonald; a parete, Gentleman H, Miaz Brothers. Il lampadario è un pezzo vintage.
Gianni Franchellucci




Distante dal business district di Houston con i suoi grattacieli e le attrazioni mondane, il Memorial è un quartiere residenziale dall'atmosfera high-class. Le tranquille strade alberate sono punteggiate di eleganti case unifamiliari dal variegato mix di stili, con affaccio sui prati all'inglese. Poco lontano, due polmoni verdi regalano frescura nei torridi mesi estivi: il boscoso Terry Hershey Park – che attraversa per una ventina di chilometri la parte meridionale – e, leggermente più a nord, l'Edith L. Moore Nature Sanctuary, celebre per il birdwatching.

Il tavolo sfoggia oggetti dorati, da Collective Home, ed è un arredo di famiglia abbinato a sedute firmate West Elm; sospensione di Lucinda Loya Interiors e soffitto con wallpaper Élitis. Tela XL Threshold, Nicolas Carone; sulla consolle, sculture di Victor Salmones. Carpet da Carol Piper Rugs.
Gianni Franchellucci

È in questo contesto idilliaco che sorge la villa protagonista del nostro servizio: circa seicento metri quadrati distribuiti su due livelli. La coppia di proprietari – lei creatrice di gioielli, lui guru dell'IT e titolare di una società di consulenza – vive qui con i due figli e numerosi gatti. La passione per i felini domestici è tale da avere orientato gli interventi di restyling verso soluzioni cat friendly: profusione di tessuti, cuscini e tappeti studiati per il loro svago e riposo, superfici soffici, arredi confortevoli. Il décor è stato affidato a Lucinda Loya, interior designer dall'affezionata clientela internazionale, con quartiere generale in città e numerose pubblicazioni sulle più importanti riviste di settore.

Gli arredi dello studio, tra i quali le scrivanie gemelle e il lampadario, sono stati acquistati negli store specializzati a Houston; lume di Liz Marsh Designs. Tappeto di Stark e tendaggi Golden Starburst, Jim Thompson; carta da parati a soffitto Zora nella nuance Black Gold, Holland & Sherry.
Gianni Franchellucci

La committenza aveva espresso il desiderio di una dimora sobria e al contempo raffinata; Lucinda ha risposto alla sfida ricorrendo alla sartorialità di creazioni ad hoc e donando un fortissimo carattere a ciascun mobile. La cura dei dettagli e la selezione attenta dei colori, unite a una spiccata personalità, hanno reso ogni pezzo primus inter pares. La palette ruota attorno al trio bianco/nero/cognac e infonde intimo calore ai locali: «Una scelta orgogliosamente rimarcata, come nel caso del rivestimento in marmo Dalmata sulla parete del camino, che fa pensare al test delle macchie di Rorschach», puntualizza. Altre volte a imporsi sono gli azzardi cromatici, delegati in particolare ai variopinti tappeti dalle geometrie appariscenti, accostati con audacia alle sedute.

Divani Vera, di Mitchell Gold + Bob Williams, in tessuto colore Anvil, Arabel Fabrics; panca di cFc; ensemble di tavolini Flash firmati Tom Dixon. Per la zona bar, sgabelli Bride’s Veil, Twentieth. Lampadario Le Pentagone, Jonathan Browning. Sulla parete di destra, opera serie Tunnel City, di Andrea Bianconi.
Gianni Franchellucci

Anche l'arte gioca un ruolo determinante nel conferire un ulteriore tocco di originalità. L'ingresso è dominato dal dipinto Gentleman H, firmato Miaz Brothers, mentre la grande tela black and white del newyorkese Nicolas Carone (uno dei principali rappresentanti dell'espressionismo astratto statunitense) si staglia nella zona pranzo; quanto al salotto, sfodera un quadro della serie Tunnel City, di Andrea Bianconi. In virtù dell'autorevolezza conquistata attraverso una moltitudine di collaborazioni, Loya ha potuto esprimersi con la massima libertà. L'esito: un progetto in perfetto equilibrio tra stravaganza e rigore.

Testiera artigianale in velluto; copriletto di Tribute Goods e cuscino centrale Larsen. Sofà custom-made realizzato da Houston Upholstery; pouf gemelli di Lazur in tessuto Kansai Niumi Storm, Black Edition, Romo. La wallpaper è di Osborne & Little, mentre i tendaggi Ghent Bone sono di Pindler.
Gianni Franchellucci

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