New York style

Tipica dell’Upper West Side di Manhattan, una palazzina storica in brownstone nasconde un cuore minimal/tech. Su progetto dello studio Arthur Casas.

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Filippo Bamberghi

Il legno e la pietra rivelano la loro natura contemporanea con superfici di assoluto nitore





Nell'Ottocento la massima aspirazione della borghesia emergente newyorkese coincideva con dimore dalla facciata in pietra e ingresso indipendente, considerate un vero status symbol. Se il marmo rimaneva il materiale più ambito, i costruttori proposero un'alternativa meno dispendiosa: l'arenaria dalle cave del New Jersey, il cui termine inglese, brownstone, è diventato poi sinonimo di una tipologia abitativa pregiata tipica dell'Upper West Side.


Noce e granito per il bar; tavolo Esquadro, di Arthur Casas & Primo Vidros, e sedie Marina, di Loja Teo; luce Pris Crown, di Pelle Designs.
Filippo Bamberghi

Dettaglio nella zona bar.

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Sedute Strip, Henge, e lume vintage.
Filippo Bamberghi

Qui, a due passi da Central Park e dalla Columbia University, lo Studio Arthur Casas ha curato la ristrutturazione e il décor di una residenza d'epoca sviluppata su sei piani. «Questo genere di building è l'icona stessa della metropoli. Abbiamo quindi preservato l'esterno, nel rispetto delle normative che vietano di modificare l'edificio, consentendo invece di intervenire all'interno», spiega Casas, architetto e fondatore dell'omonima società. Non potendo ritoccare le finestre su strada, si è posto da subito il problema della luminosità; in particolare al pianterreno – dove si aprono la cucina e una zona pranzo riservata alla famiglia –e a quello superiore, che ospita dining room formale assieme a bar e living. «La soluzione? Mettere in comunicazione i due livelli mediante una vetrata a tutta altezza realizzata sul retro».

Al piano terra, cucina Bazzeo, di NY Loft, in Dekton nero; tavolo Guaçu, Tora Brasil; sedie in metallo e pelle linea Strip, design Massimo Castagna per Henge. Il sistema di illuminazione è inserito nel soffitto impiallacciato in noce; quanto al pavimento, è realizzato con lastre di pietra calcarea avorio.
Filippo Bamberghi
Serie di cristalli nell’area bar.
Filippo Bamberghi

Nel living affacciato sul retro, sofà centrale Ela, Studio Arthur Casas, Etel, e, a destra, Grandemare, Antonio Citterio, Flexform; coffee table vintage, dallo store Herança Cultural; poltrona Reversível, di Martin Eisler, Tacchini; lampada da Espasso.
Filippo Bamberghi

Ugualmente sfidante la piscina indoor nel seminterrato, voluta dai committenti: una coppia con due figli adolescenti. Solo dopo avere ultimato lo scavo è stato possibile stabilire le dimensioni della vasca (due metri per undici) e aprire un lucernario che cattura i raggi dal cortile intessendo un gioco di bagliori; il risultato è un ambiente fiabesco ornato da una cascatella a parete e completo di sauna.

Poltrona Reversível, Tacchini; camino Crave 7260, di Heatilator, con cornice in granito.
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La piscina indoor; il divano bespoke posa contro un pannello di listelli in legno firmato Esthec.
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Sistema di fioriere in legno Esthec nella terrazza al quarto piano, con vista sui grattacieli.
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La palette risponde al desiderio dei proprietari, originari del Medio Oriente, di puntare su nuance calde, evocative dei colori naturali della loro terra. Bandito il grigio, emergono vibranti contrasti tra il nero e il bianco della cucina tailor-made, tra il noce chiaro e il granito scuro dei locali di rappresentanza; quanto al soggiorno e alla camera da letto padronale, sfoderano toni avvolgenti quali il beige, l'avorio, i marroni. Gli elementi bespoke privilegiano le linee nitide e fanno propria la lezione del less is more, testimoniata da pensili e armadiature mimetizzati ad arte. L'effetto generale è di ariosi open space all'insegna di uno stile tecnologico/minimalista, in cui la luce si irradia liberamente accarezzando le geometrie pure.

Un lucernario dona poetici riflessi all’intera area piscina e sauna.
Filippo Bamberghi
Una vetrata separa la camera padronale dal bagno, con vasca Boffi; toeletta Ren, Neri & Hu, e sgabello imbottito Leplì, entrambi Poltrona Frau; sullo sfondo, seduta della collezione Pacha, Pierre Paulin, Gubi.
Filippo Bamberghi

Il progetto è addolcito da riferimenti "latini", poiché Arthur vanta origini (nonché un ufficio principale) a San Paolo del Brasile; lì operò pure il grande Martin Eisler, la cui storica seduta Reversível è uno dei pezzi forti della casa. Meritano una citazione pure il tavolo in legno raw (genialmente abbinato a sedie Henge) e una serie di lampade vintage dagli store della città.

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