Milano Neodéco

Citazioni del passato e sartorialità nel restyling di un appartamento d'epoca. Fasti anni Trenta rivisitati con sensibilità tutta contemporanea.

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Mattia Aquila

La libreria che funge da divisorio tra soggiorno e zona pranzo.



Ariosa fluidità nell’intera zona giorno. A separare i locali solo divisori leggeri: vetrate, superfici specchianti, morbidi drappeggi

La parete bar con panca integrata: di vetro, noce Canaletto e dettagli in ferro; poltrone bespoke in tessuto ricamato su seta, Dedar.
Mattia Aquila

Un colpo di fulmine, alla primissima visita, e in ventiquattr'ore la dimora risultava acquistata. «Siamo una coppia dai gusti diversi e quando qualcosa ci trova d'accordo agiamo subito», confida Angelica Pelizzari, proprietaria di questo appartamento milanese assieme al coniuge: entrambi professionisti nella finanza corporate (lei è una delle amministratrici di Immobiliare.it). I duecentosettanta metri quadrati – sminuiti da un precedente, anonimo restauro – si sono rivelati in perfetta sintonia con i rispettivi temperamenti. «Mio marito ama i panorami e da qui, al quarto piano, si ammirano i tetti, la torre della Rai, i grattacieli di CityLife. Io adoro il calore umano del quartiere Sempione, con lo storico parco e l'Arco della Pace, luogo di passeggio e aggregazione».

Alessandra Cervia e Tommaso Calini, di Apt.itude Studio; panca Mongolia, No Be Italia; il pavimento è in marmo Pantelico e Verde Rameggiato.
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L’ampio guardaroba dal quale si accede a camera e bagno padronali è su disegno, con le ante specchianti, finiture in ottone e marmo; luce a soffitto di Zangra. Sullo sfondo, consolle G Lab Milano. Come in tutta la residenza, le porte sono originali anni Trenta, restaurate; il pavimento è in rovere affumicato.
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Nell’area dining, tavolo su progetto abbinato alle Chiavarine, di F.lli Levaggi. Il lampadario 2097, Gino Sarfatti, Flos, illumina il gruppo di vasi: Origo, di Ocra Studio (grande, al centro) e di HK Living (i due più piccoli). Sulla parete a destra, quadro di Paolo Ventura, galleria Marcorossi, a Milano.
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Divano custom-made e poltrone d’antan acquistate a Londra, in tessuto Les Ondes de Jade, Misia; coffee table di Giorgio Tura (sopra, rostro di pesce spada selezionato da Il Valore Aggiunto); tappeto di Altai. Sulla parete a sinistra, tela di Franco Guerzoni, galleria Marcorossi.
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Tavolo bespoke in marmo di Lasa e luce design Volker Haug; le ante del mobile a muro sono rivestite in tessuto di Rezina.
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Poltroncine girevoli custom-made in stoffa Dedar, guéridon vintage, applique a braccio di Wo & Wé; tappeto di Pinton, da PalermoUno, a Milano.
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Il revamping è stato affidato ad Alessandra Cervia e Tommaso Calini, partner di Apt.itude Studio, noti per le soluzioni altamente personalizzate. «I committenti desideravano recuperare lo charme anni Trenta – coerentemente con l'origine del palazzo – rifuggendo dalla serialità attraverso arredi custom-made o vintage e reinventando il più possibile le funzioni; con due figli adolescenti l'imperativo era separare le zone di rappresentanza da quelle private», puntualizza Alessandra.

Il terrazzo esibisce una nuova pavimentazione in seminato e il progetto green di gusto tropicale riecheggia una moda in voga agli inizi del XX secolo. Arredi outdoor, tutti di Tine K Home, verniciati in nero lucido e vestiti Jim Thompson; luci Santorini, Marset. Sopra il tavolo, ciotole in ceramica di Pols Potten.
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Sul tavolo anni Quaranta dal piano laccato bordeaux e gambe in metallo, lampada americana vintage in rafia e base in galuchat, da Il Valore Aggiunto; vaso Love Handles, di Anissa Kermiche, da PalermoUno.
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Ispiratore del nuovo layout è il lungo corridoio a "L", che abbraccia in una direzione le camere (nei locali prima occupati da dining e cucina), nell'altra il living, dominato dalla scultorea libreria centrale in ottone e vetro anticato: «Separa il tavolo da pranzo dai divani e nasconde l'home theatre», prosegue Alessandra. A enfatizzare il senso di ariosità intervengono gli scorrevoli trasparenti e profilati da cornici in ferro, filtri leggeri per circoscrivere gli ambienti aperti l'uno sull'altro: dal bar in noce Canaletto e velluti (passione del padrone di casa, ammaliato da certe suggestioni British e francesi) all'area kitchen in marmo di Lasa, che all'occasione può scomparire dietro un morbido drappeggio.

Nel bagno degli ospiti, contenitori a specchio e parete doccia, tutto su disegno; lavandino Bleu Provence, rubinetteria Fantini, applique Luceplan.
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L'eleganza dei rivestimenti è stata un'altra richiesta esplicita di Angelica, tributo alle fascinose atmosfere Déco. Il parquet a rombi in rovere affumicato è proposto in molte stanze; il seminato sulla terrazza dalla vegetazione tropicale è invece un rimando alla moda botanica in auge nel capoluogo lombardo agli inizi del XX secolo. L'autentico colpo di teatro è la cabina armadio, trait d'union tra la suite e la sala da bagno padronale, aperte sui due lati opposti; illuminata da un balcone fiorito, esibisce un gioco di specchi bruniti e lesene in pietra Grigio Imperiale, che riecheggiano quelle dell'androne dell'edificio. Un elemento di alta artigianalità, espressione del prezioso savoir-faire italiano.

La camera padronale con letto di Poltrona Frau e biancheria in lino Once Milano; quadro di Sergi Barnils, galleria Marcorossi.
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