Una villa madrilena concepita come una galleria d'arte

Una sorprendente dimora alle porte della capitale spagnola, aperta su un antico bosco di lecci e pensata per ospitare opere e installazioni. Incontro folgorante di cultura e natura.

cristina gimÉnez, emanuela mastropietro, daniel schäfer, case, marie claire maison italia, aprile 2021
Daniel Schäfer

Nella foto sopra: lo splendido giardino (3.500 metri quadrati) impreziosito dalla scultura in acciaio del colombiano Ricardo Cardenas. Le slanciate colonne del portico si specchiano nella piscina e bilanciano le poderose porzioni di muro, realizzate con la tradizionale tecnica della pietra a secco.

Sulle alture boschive a una ventina di minuti dal centro di Madrid, La Finca è uno dei sobborghi più esclusivi della città. Magnifiche ville immerse in una vegetazione lussureggiante – a protezione da occhi indiscreti – ospitano alcune star dello show business, a partire da Penélope Cruz e Javier Bardem, noti per il loro gusto impeccabile unito a riservatezza. Anche questa residenza di milletrecentosessanta metri quadrati su due livelli gode di una posizione privilegiata: affacciata su uno specchio d'acqua, è incastonata in un bosco di lecci centenari dal fusto eretto e dalla folta chioma. Guardiani incorruttibili, gli alberi dalla leggendaria longevità si sono rivelati un elemento ispiratore imprescindibile – durante la fase di progettazione – per l'architetto designer Ramón Esteve, fondatore dello studio omonimo a Valencia, dove all'attività prevalente affianca quella di docente universitario.


Coffee table Song, Minotti, come i divani Freeman in tessuto Loro Piana; poltrone in pelle 637 Utrecht XL, Cassina, e, a parete, scultura specchiante di Anish Kapoor; a sinistra, seduta modello D.153.1, Gio Ponti, Molteni&C, e, sulla colonna, lavori di Marina Apollonio.
Daniel Schäfer

I quadri ritmano la narrazione visiva attraverso colori vivi, mentre i mobili iconici si affidano a sfumature pacate

Nella sala da pranzo, la luce infiamma la tela di Pino Manos. Tavolo Pukka, dalla base in bronzo e top di rovere massello, con serie di sedie Abi, Christophe Delcourt, tutto Van Rossum; centrotavola e portafrutta linea 081 Réaction Poétique, disegnata da Jaime Hayon per Cassina.
Daniel Schäfer

La terrazza con il tavolo Bridge, di Massimo Castagna per Exteta, e sedute Tibbo, Dedon.
Daniel Schäfer

Ingaggiato da una coppia di sudamericani appassionati d'arte e desiderosi d'inaugurare una nuova tappa della loro vita familiare e professionale, Esteve ha dovuto fare fronte a una duplice sfida: «Immaginare uno spazio abitativo in osmosi con il paesaggio e, allo stesso tempo, metterlo al servizio di una prestigiosa collezione dall'orgoglioso Dna latino», precisa. Ha quindi creato una vera e propria casa galleria proiettata verso l'esterno, «in una struttura che celebra le geometrie disegnate dalla natura».

La tela di Carlos Cruz-Diez nel vano scala.
Daniel Schäfer,

Poltrona D.153.1, di Gio Ponti, Molteni&C, e, a parete, un artwork dell’autore cileno Claudio Bravo.
Daniel Schäfer,

In un angolo intimo del living, poltrone D.156.3, di Gio Ponti, e tavolino Panna Cotta, di Ron Gilad, tutto Molteni&C. Sulla parete del camino, a destra, l’opera è di Jesús-Rafael Soto; a sinistra, di Bernard Aubertin, tecnica mista con fiammiferi bruciati su carta.
Daniel Schäfer

Nel desiderio di preservare gli antichi esemplari botanici, il building si adatta alle caratteristiche del terreno attraverso una frammentazione dei volumi in una serie di moduli asimmetrici dalle altezze e profondità differenti, uniti da una sequenza di portici. La piscina sposa il profilo mosso della terrazza, che sfoggia eleganti tettoie in acciaio patinato sorrette da slanciate colonne lignee, in contrasto con le poderose pareti e i muretti realizzati in pietra a secco: tecnica tradizionale prediletta da Ramón. Un atrio monumentale con maxivetrate funge da filtro, assicurando una morbida transizione in & out.

Il colonnato in legno e acciaio propone una versione stilizzata del bosco di lecci secolari che circonda la dimora, mentre il colore dell’acqua della piscina rimanda al lago prospiciente. Poltrone outdoor Warhol in legno di iroko, Minotti, e divano Natal Alu, di Tribù.
Daniel Schäfer

L’arte è la benvenuta anche nel garage, per un’esperienza full immersion. Qui sotto, il murale grafico è di Remi Rough, autore inglese considerato uno dei principali artisti postgraffiti del Regno Unito; installazione di gocce in vetro nero serie Drip Drop Plop, firmata da Fred Wilson.
Daniel Schäfer

All'interno è la grammatica degli artwork a ritmare il racconto. «Senza mai rinunciare all'equilibrio tra estetica e comfort, ogni ambito è stato concepito in funzione delle opere». In una visione totalizzante persino il garage diventa una vetrina museale, pur conservando l'utilizzo pratico. Coerentemente, gli arredi testimoniano la costante aspirazione all'eccellenza. Firmati dai più grandi nomi del design europeo, tra i quali moltissimi italiani, si fanno vettori di un'eleganza senza tempo declinata in una palette sobria, che evita qualsiasi tentativo di competizione con i toni accesi – talvolta impertinenti – dei quadri. L'immenso living affacciato sul verde, a doppia altezza e scisso diagonalmente da una scenografica scala a sbalzo ultraleggera, si trasforma così in un ambiente accogliente, complice il legno alle pareti. Fulcro di un luogo votato alla contemplazione quotidiana della bellezza.

Scrivania H_O, Poltrona Frau, e seduta Cotone, Cassina.
Daniel Schäfer

Il letto bespoke.
Daniel Schäfer

Il lavandino in un unico blocco di pietra, design Ramón Esteve.
Daniel Schäfer

Seduta D.156.3, Gio Ponti, Molteni&C, e side table 081 Réaction Poétique, Cassina; trittico di Carlos Cruz-Diez e, a sinistra, maxiquadro di Marcello Morandini.
Daniel Schäfer

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