Un eden immerso nel Chianti Classico

A Borgo San Felice, tra ospitalità a cinque stelle, cucina stellata e vini eccellenti.

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Stefano Scatà

Un filare di cipressi schierati a mo' di attente sentinelle a dare il benvenuto. Come sottofondo il frinire delle cicale, paladine dell'ozio che in questo angolo di Toscana invita a momenti di puro edonismo. Tra ospitalità dal lusso sussurrato, vini eccellenti e cucina stellata tale è lo scenario tipico di Borgo San Felice, oasi di quiete ricca di storia e personalità.

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Il palazzo patrizio del Settecento.
Stefano Scatà

A pochi chilometri da Siena, in una zona collinare di circa 350 metri d'altitudine, c'è un albergo diffuso che si snoda attorno a una piazzetta medievale, fra vicoli di ghiaia e siepi di rigogliose ortensie, su una vasta proprietà punteggiata da vigneti e alberi di ulivo. Unico Relais & Châteaux del Chianti Classico, Borgo San Felice conta 49 camere e suite distribuite in un palazzo patrizio del Settecento e in altre strutture che si contendono la scena con la foresteria, una cappella in pietra calcarea e una pieve antica, nota come tappa della Via Francigena. Qui tutto è in armonia con lo spirito del luogo. Non a caso la Spa è situata sotto le volte a botte dell'antico frantoio, la palestra è nella costruzione antistante, mentre la piscina è incastonata nel verde pettinato del giardino. Ma non è ancora tutto. Alle porte del villaggio ci sono anche due campi da tennis, un eliporto e due ville con piscina e giardino per soggiorni ancora più elitari.

Il dehors del ristorante Poggio Rosso.
Stefano Scatà

Vero fiore all'occhiello di Borgo San Felice sono il ristorante Poggio Rosso e l'Osteria del Grigio: il primo evoca i tramonti infuocati dal sole sul colle antistante e sfoggia una stella Michelin, il secondo è il suo naturale complemento. Entrambi sotto la guida dell'executive chef Fabrizio Borraccino, questi due paradisi per autentici foodies offrono eccellenze del territorio (a partire dall’olio extravergine d'oliva da provare con il pane fatto in casa) e prodotti freschi coltivati sulla proprietà. Nella tenuta c'è infatti L'Orto Felice, progetto che coinvolge ragazzi diversamente abili e anziani della zona. E il giardino delle Erbe Buone che profuma di rosmarino, maggiorana, timo e molto altro. Côte gourmand… da non dimenticare i club sandwich e le insalate croccanti con avocado, gamberi e ingredienti stagionali del Bar Archi, a bordo piscina.

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Lo chef Fabrizio Borraccino.
Stefano Scatà

Wine resort oltre che cinque stelle, Borgo San Felice si distingue per i suoi vigneti dislocati su tre tenute: San Felice nel Chianti Classico senese, Campogiovanni a sud di Montalcino e Bell'Aja nella zona di Bolgheri. Punta di diamante un progetto chiamato Vitiarium, teso a valorizzare il Sangiovese. Messo a punto con le università di Firenze e Siena, è un programma incentrato sulla catalogazione dei vigneti autoctoni dimenticati.

La suite Legnaia.
Stefano Scatà
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La suite Loggia.
Stefano Scatà

Se nella carta dei vini c'è solo l'imbarazzo della scelta (come scegliere tra Chianti Classico Riserva e Brunello di Montalcino?), nel menu del Poggio Rosso spiccano, tra i tanti, la prelibata royale di fegatini e il pollo ficatum, un pollo dalle carni tenere e profumate perché nutrito anche con i fichi.

Il viale di cipressi verso Villa Casanova.
Stefano Scatà

Qui, dall'ospitalità alla tavola, felice è l'aggettivo che suona come un mantra per ogni scelta.

Un angolo di Borgo San Felice.
Stefano Scatà
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La cappella di Borgo San Felice.
Stefano Scatà
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