Palermo ritrovata

L'eterna bellezza fa da sfondo alla Biennale europea di arte contemporanea, in una virtuosa sinergia creativa.

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Valentina Sommariva

Nel suo diario di viaggio attraverso la Sicilia alla fine dell'Ottocento, Guy de Maupassant descriveva così il capoluogo siciliano, inebriato dalle immagini che gli sfilavano davanti: «Un divino museo di differenti architetture». Il grande scrittore aveva colto le infinite anime di Palermo: araba, normanna, spagnola e barocca, oggi tutte ancora vitali; anzi, ora più che mai proiettate nel futuro. Perché i tesori del passato rivivono in nuove sinergie e ne è un eccellente esempio la dodicesima edizione di Manifesta, biennale europea itinerante di arte contemporanea, in programma dal 16 giugno al 4 novembre.

Il magnifico chiostro della Cattedrale di Santa Maria Nuova a Monreale.
Valentina Sommariva

Le severe facciate gotiche addolcite dai decori bizantini, le eleganti cupole islamiche a copertura delle chiese e i fastosi saloni settecenteschi rilucenti d'oro diventano il palcoscenico di installazioni, mostre e performance distribuite in spazi solitamente chiusi al pubblico. Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza è il titolo dell'evento, che presenta oltre trenta progetti di creativi, architetti, botanici, film-maker e scrittori impegnati in una riflessione interdisciplinare sulla complessità del presente.

Tripudio di oro, stucchi e maioliche in un interno del Palazzo Alliata di Villafranca.
Valentina Sommariva
L’architetto Ippolito Pestellini Laparelli, creative mediator della biennale Manifesta.
Valentina Sommariva
La hall di Palazzo Valguarnera-Gangi.
Valentina Sommariva
Nel parco di Villa Igiea, l’opera bronzea La Rinascita (1895), firmata Ettore Ximenes.
Valentina Sommariva
Dettaglio al Grand Hotel et des Palmes.
Valentina Sommariva

Nel cuore del Mediterraneo, crocevia di tre continenti, la città ispira un racconto sul senso dell'incontro tra saperi, dove la ricchezza nasce dalla diversità e mescolanza delle specie. La manifestazione coincide con la sua nomina a Capitale Italiana della Cultura 2018. È davvero un momento luminoso e ne sono consapevoli pure coloro i quali si stanno facendo propulsori di un vivace "ripopolamento" degli appartamenti nobili del centro, dimenticati durante la furente dilatazione urbana determinata dal boom economico. «Questo è il posto perfetto per concepire idee, lasciandosi cullare dal ritmo dolce delle stagioni», commenta la giovane artista Olì Bonzanigo, milanese trasferitasi qui dopo una permanenza in Marocco, per inaugurare un atelier; location d'eccezione: una dimora del Seicento, ovvero uno degli innumerevoli luoghi magici assieme a quel percorso arabo-normanno, patrimonio dell'Unesco, costituito da nove siti di impareggiabile valore.

La fontana Pretoria in marmo di Carrara.
Valentina Sommariva

L'itinerario comprende Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, lucente nei bagliori di mosaici e preziosi intarsi marmorei; e poi la Cattedrale, le cui splendide facciate a tarsie laviche geometriche e floreali paiono anticipare i motivi dell'Art Déco. Fino al Duomo di Monreale, evocativo delle sontuose residenze signorili maomettane e adesso sede dell'allestimento del belga Jan Fabre.

Il gallerista Francesco Pantaleone, con un’opera al neon di Liliana Moro.
Valentina Sommariva
La "Ruota Simbolica" che decora il soffitto del Teatro Massimo.
Valentina Sommariva

«Stiamo assistendo a una trasformazione straordinaria», riflette Ippolito Pestellini Laparelli, creative mediator di Manifesta e membro di OMA, lo studio dell'archistar Rem Koolhaas. Il 14 giugno riapre dopo il restauro il principesco Palazzo Butera, dove nel corso della Seconda guerra mondiale visse Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Massimo Valsecchi e la moglie Francesca Frua de Angeli hanno trasferito qui la loro collezione, che annovera opere di Warhol, Richter, Tremlett e Gilbert & George, promuovendo un'intrigante fusion di modernità assoluta e atmosfere medievali nel tradizionale quartiere della Kalsa, custode di memorie al sapore mediorientale. Quanto a Palazzo Abatellis, poliedrico esempio di stile goticocatalano, ospita i pezzi della Galleria Regionale della Sicilia, ambientati nelle sale di sorprendente raffinatezza firmate negli anni Cinquanta da Carlo Scarpa.

Gli sfarzosi esterni della cattedrale di Santa Maria Nuova.
Valentina Sommariva

Dopo questa passeggiata densa di storia, la sosta d'obbligo è nei pressi del porto vecchio, indugiando nella sognante Piazza Marina all'ombra dei ficus, che gareggiano in monumentalità solo con quelli dell'Orto Botanico: un complesso di tre strutture neoclassiche affacciate su un vero e proprio mausoleo di innumerevoli varietà vegetali, nonché location superba di una delle sezioni principali di Manifesta. Attraverso Porta Felice – priva di architrave per consentire il passaggio al carro di Santa Rosalia in occasione del celebre Festino di luglio – si sale lungo il Càssaro, l'attuale Via Vittorio Emanuele. Ecco sulla sinistra apparire Piazza Pretoria, quindi la coppia di chiese della Martorana e di San Cataldo.

Il mosaico sul colonnato del chiostro di Santa Maria Nuova.
Valentina Sommariva

Meno conosciuto l'antistante ex convento domenicano di clausura Santa Caterina, destinato alle donne in cerca di redenzione, delle quali – secondo la leggenda – aleggia ancora il respiro. E se nella vicina Via Maqueda sfilavano le carrozze degli aristocratici, i Quattro Canti sono il fulcro palpitante della città, con la spettacolare piazza ottagonale che alcuni palermitani chiamano ancora "teatro del sole", come all'epoca della dominazione spagnola. La galleria di Francesco Pantaleone, protagonista della scena intellettuale, si affaccia esattamente su questo angolo di straripante bellezza, un set che lui ha voluto onorare con audaci interventi site-specific commissionati a vari autori. Il vento dell'avanguardia accarezza lo splendore eterno, mentre risuona nella mente il suggerimento di Guido Piovene nel libro Viaggio in Italia: fermarsi, placidamente, per sentire «il soffio denso che sale dalle strade».

CARNET DE VOYAGE

VEDERE

PALAZZO VALGUARNERA-GANGI. Apice del Rococò, con la sala degli specchi che fu il set della scena del ballo nel film Il Gattopardo, di Luchino Visconti. Solo visite private. Piazza Croce dei Vespri 6, palazzogangi@hotmail.com

MUSEO ARCHEOLOGICO ANTONIO SALINAS. Tra i pezzi forti, le metope di Selinunte. Ora inaugurato lo spazio Agorà, con una sequenza di dodici gronde a testa leonina, da Himera. Piazza Olivella 24, museionline.info

TEATRO MASSIMO VITTORIO EMANUELE. Il più grande teatro lirico d'Italia e il terzo in Europa. A ottobre il debutto di John Turturro alla guida di un'opera lirica: il Rigoletto di Verdi. Piazza Verdi, teatromassimo.it

PALAZZO COSTANTINO. Dimora nobiliare fané; qui il filosofo paesaggista Gilles Clément e il collettivo Coloco creano un'installazione per ripercorrere l'esperienza di un giardino nel distretto Zen. Via Maqueda 215, m12.manifesta.org

FONDAZIONE SANT’ELIA. Nell'antico Palazzo del Marchese di Santa Croce e Trigona, in scena questo mese la retrospettiva di Shōzō Shimamoto (a cura di Achille Bonito Oliva) e la mostra del tedesco Martin Kippenberger. Via Maqueda 81, fondazionesantelia.it

ROBERT CAPA RETROSPECTIVE. Il Real Albergo dei Poveri presenta, fino ai primi di settembre, 107 scatti in bianco e nero di Capa, gigante del fotogiornalismo del XX secolo: tra gli appuntamenti clou di Capitale della Cultura. Corso Calatafimi 217, mostrarobertcapa.it

COMPRARE

CITTACOTTE. Piccolo, incantevole negozio, oltre che laboratorio, di Vincenzo Vizzari: artigiano appassionato, da 25 anni miniaturizza in terracotta i monumenti di Palermo, in capolavori dettagliatissimi. Via Vittorio Emanuele 120, telefono 338 3626784

ROBERTO INTORRE. Orafo e architetto di formazione, realizza monili di taglio moderno ispirandosi ai personaggi dell'Opera dei Pupi e ai Tarocchi. Acquisti anche online, sull'e-shop. Via Bara all'Olivella 115, robertointorre.com

TRE ERRE CERAMICHE. Punto di riferimento per gli estimatori dell'arte della maiolica. Riproduzioni di vasi e suppellettili di antiquariato o del Barocco locale, nonché pezzi unici di superba qualità. Via Emerico Amari 49, treerreceramiche.com

MANGIARE

I CUCCI. Un "bistrorante" con cucina tipica contemporanea (il pesto al finocchietto: un must). Deus ex machina. Sarah Bonsangue, cuoca con laurea in giornalismo. Piazza Bologni 3/4, icuccibistrorante.it

GAGINI SOCIAL RESTAURANT. Piatti creativi con prodotti presidi Slow Food, in un ambiente raffinato dove le pareti in tufo del XVI secolo incontrano elementi artistici e design. Ottimo il pesce. Via dei Cassari 35, gaginirestaurant.com

MAZZINI 30 TAVERNA. Locale novità dalle atmosfere Art Déco, nel progetto di Fatima Costa. Ideale per un aperitivo, accompagnato da bontà come pane e panelle. Via Giuseppe Mazzini 30, mazzini30.it

BIOESSERÌ. Vocazione gourmet biologica. Ricette deliziosamente semplici, plasmate su una materia prima di livello. E l'orgoglio di avere restituito all'attualità il buccellato: storico dolce palermitano. Via Giuseppe la Farina 4, bioesseri.it/bioesseri-palermo

FUD – BOTTEGA SICULA. Ironizzando sui nomi, offre panini quali il "cicchen burger", con pollo modicano e provola delle Madonie; poi, taglieri di salumi e formaggi dal gusto ricercato. E in valigia entrano salse, capperi e frutta secca. Piazza Olivella 4, fud.it

DORMIRE

VILLA IGIEA. Storico 5 stelle, gioiello del liberty firmato Ernesto Basile. Già residenza di un facoltoso ammiraglio inglese a fine 800, in seguito salotto chic dei Florio e meta di dive e regine. Salita Belmonte 43, villa-igiea.com/it

GRAND HOTEL ET DES PALMES. Altro caposaldo dell'epocad'oro della città, custodisce memorie di ospiti illustri: Wilde, Maupassant, Guttuso, De Chirico... E qui Wagner, durante un lungo soggiorno, scrisse il finale del Parsifal. Via Roma 398, grandhotel-et-des-palmes.com/it

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