Bologna, incanto & trionfo

L'opulenza dei palazzi storici e la grazia dei portici che ricamano la città. Tra tardogotico e nuovi slanci architettonici.

image
Courtesy photo

Trionfo di architetture d'epoca e portici maestosi che tratteggiano per chilometri le vie del centro, le storiche torri degli Asinelli e della Garisenda, i ristoranti in grado di nobilitare la cucina tradizionale, ma anche l'abitazione di Lucio Dalla in Via d'Azeglio e la sua Piazza Grande. A onor del vero, si tratta di Piazza Maggiore: scenografico salotto nel cuore di Bologna su cui si affacciano merlati palazzi medievali (d'Accursio, dei Notai e del Podestà) e San Petronio, basilica che dal Seicento svetta fra i tetti con la sua struttura in marmo e mattoni.

San Petronio e, in primo piano, la cupola di Santa Maria della Vita.
Matteo Carassale
Il Centro Arti e Scienze Golinelli.
Matteo Carassale

Nel progetto originale la chiesa doveva essere più ampia di San Pietro a Roma, ma architetti e vicissitudini politiche la ridimensionarono per fare spazio all'Archiginnasio, considerato da molti la prima università d'Italia. I suoi corridoi – rivestiti di stemmi con i cognomi di allievi e "maestri dello Studio" – sono una Wunderkammer all'insegna della grandeur. Qui passarono Leon Battista Alberti, Albrecht Dürer, Niccolò Copernico, Carlo Goldoni e Giosuè Carducci. Nel Seicento medici come Giovanni Girolamo Sbaraglia e Marcello Malpighi tennero le loro lezioni nel Teatro Anatomico appena inaugurato, mentre nel 1921 Albert Einstein illuminò il pubblico con memorabili conferenze sulla teoria della relatività, nel salone ricco di formelle e scudi dello Stabat Mater.

Lo chef Cesare Marretti.
Matteo Carassale
Ferruccio e Ginevra Lamborghini nel museo omonimo.
Matteo Carassale

Oggi il Neorinascimento pervade la città e rivitalizza proprio le glorie del passato. Grazie a una nuova generazione che mescola sangue blu e piglio manageriale, sono state aperte al pubblico dimore un tempo inaccessibili. Un esempio è Palazzo Isolani, maison patrizia e quartier generale della Design Week, kermesse programmata dal 25 al 29 settembre, durante la quale «ammirare i mobili tra gli affreschi, i quadri di famiglia, le tappezzerie damascate del Settecento», rivela Letizia Cavazza Isolani. Sua l'idea di trasformare le stanze all'ultimo piano − a lungo domicilio di Claudio Abbado − in bed & breakfast di charme. «Un modo alternativo per far vivere le residenze d'antan», aggiunge l'imprenditrice.

Il padiglione Esprit Nouveau.
Matteo Carassale
I portici di Piazza Cavour.
Matteo Carassale

Anche Chiara Campagnoli, patron di Palazzo Pallavicini – dal nome del conte che nel Settecento portò a Bologna il gotha della diplomazia internazionale – scommette sull'innovazione e converte le sale restaurate dove suonò Mozart in terra promessa della creatività. «Ospitiamo rassegne annuali come il Festival del Tè, mostre fotografiche e l'appuntamento di febbraio con SetUp Contemporary Art Fair», puntualizza l'amministratrice. Punto di svolta è proprio l'ingegnosità, che si traduce in una serie di lungimiranti operazioni capaci di trasformare location dismesse in contenitori culturali istituzionali.

Il Teatro Anatomico.
Matteo Carassale
La biblioteca dell’Archiginnasio.
Matteo Carassale

Il caso emblematico è rappresentato dal MAMbo, Museo d'Arte Moderna ricavato nell'ex Forno del Pane: vanta tele di Giorgio Morandi e una collezione permanente sempre più protesa verso la contemporaneità. Non a caso a dirigerlo è Lorenzo Balbi; forte dell'expertise maturata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ora cura anche la regia di Art City, calendario di eventi e mostre che a ogni edizione registra centomila visitatori. «Mi focalizzo con la massima attenzione sugli emergenti e sulla postavanguardia. Per questo la collettiva in corso fino all'11 novembre – That's it! Sull'ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, nella Sala delle Ciminiere – è dedicata agli italiani under quaranta e dialoga con il contesto internazionale», precisa Balbi.

Letizia Cavazza Isolani.
Matteo Carassale
Un loggiato del cortile dell’Archiginnasio.
Matteo Carassale

Tale polo mette in relazione Bologna con il mondo ed è solo una tessera di quel mosaico dai tratti innovativi che trae linfa vitale dalle tradizioni. Coniando forme alternative di espressione. Poco più in là, nell'entroterra, si arriva al Museo Ferruccio Lamborghini, tempio della memoria e icona del made in Italy ora gestito – come l'azienda di famiglia – dai nipoti dell'imprenditore emiliano. L'opificio di Via Paolo Nanni Costa, invece, è la casa della Fondazione Golinelli. Realtà filantropica straordinaria, sul modello di quelle private americane, ha «una visione integrata di conoscenza, educazione e formazione, che consente agli studenti di sperimentare i diversi campi del sapere e dell'etica», afferma Antonio Danieli, il direttore. Nel medesimo complesso, l'avveniristico Centro Arti e Scienze – ideato da Mario Cucinella Architects – accoglie esposizioni futuristiche e delinea lo skyline con la sua eterea silhouette: un parallelepipedo trasparente alto otto metri e votato alla massima flessibilità, simile a una nuvola high-tech. Altra imperdibile new entry è la Fondazione Cirulli, a San Lazzaro di Savena.

Un dettaglio dei portici di Via Santo Stefano.
Matteo Carassale
Piazza Maggiore.
Matteo Carassale

Qui l'archivio storico e le mostre, come Universo Futurista, visitabile fino al 18 novembre, sono consacrati alla cultura del Novecento, tra i volumi di un edificio commissionato dall'industriale Dino Gavina ad Achille e Pier Giacomo Castiglioni. All'ingresso si legge una frase di Walter Gropius: «Forse l'Italia è destinata a chiarire su quali fattori della vita moderna dobbiamo fondarci, per recuperare il perduto senso della bellezza e promuovere, nell'era industrializzata, una nuova unità culturale».

VEDERE

PALAZZO PALLAVICINI. Aperta al pubblico per mostre ed eventi, questa dimora privata del Settecento ha ospitato le performance musicali di un giovane Wolfgang Amadeus Mozart.

Via San Felice 24, palazzopallavicini.com

MAMBO. Nell'ex Forno del Pane sorge il Museo d'Arte Moderna, con le sale di Villa delle Rose e Casa Morandi. A dicembre è prevista la prima personale italiana di Mika Rottenberg.

Via Don Minzoni 14, mambo-bologna.org

PALAZZO PEPOLI. Progettato da Mario Bellini, il Museo della Storia di Bologna spazia dall'antichità a oggi. Parte del percorso Genus Bononiae ed è in sette sedi.

Via Castiglione 8, https://genusbononiae.it/ - palazzi/palazzo-pepoli

ARCHIGINNASIO. Voluto nel Cinquecento dal cardinale Carlo Borromeo, è stato un ateneo fino al 1803. Ospita il Teatro Anatomico − progettato nel 1637 − e la Sala dello Stabat Mater.

Piazza Galvani 1, www.archiginnasio.it

SAN PETRONIO. Basilica della città, vanta l'altare maggiore del Vignola e l'incompiuta Porta Maggiore di Jacopo della Quercia. Qui, nel 1530, Carlo V fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero.

Piazza Galvani 5, basilicadisanpetronio.org

MUSEO FERRUCCIO LAMBORGHINI. Ideato da Tonino Lamborghini per commemorare la figura del padre, ospita le creazioni meccaniche dello storico fondatore, comprese le Gran Turismo degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Funo di Argelato, museolamborghini.com/it

COMPRARE

CIOCCOLATERIA MAJANI. Fondata nel 1796, questa maison produce praline e bonbon, ma anche tavolette fondenti da abbinare a rum o whisky, cremini alle nocciole e tortellini al cioccolato.

Via De' Carbonesi 5, majani.it

L’INDE LE PALAIS. Moda e mondanità si danno appuntamento in questo elegante concept store. Non solo griffe; in programma: mostre d'arte e di fotografi a, un caffè per aperitivi ed eventi fashion & design.

Via de' Musei 6, lindelepalais.com

FLANELLA. A Casalecchio di Reno, due negozi adiacenti: uno per lei e l'altro per lui, più una boutique di occhiali couture. All'insegna dell'esclusività.

Via d'Azeglio 15/E e 15/C, flanella.com

ANTICA PROFUMERIA AL SACRO CUORE. Store che vende raffi nate essenze create da maître parfumeur italiani e internazionali, nonché atelier di fragranze tailor-made.

Via de' Fusari 6/C, sacrocuoreprofumi.it

MANGIARE

OSTERIA BARTOLINI. Figlio d'arte cresciuto tra i fornelli (il padre è alla guida dello stellato La Buca di Cesenatico), Andrea Bartolini offre piatti di pesce, verdura e frutta bio, dolci fatti in casa.

Piazza Malpighi 16, osteriabartolinibologna.com

OSTERIA DE’ POETI. Tra spesse mura del Quattrocento, qui sono protagonisti i piatti della tradizione bolognese. Si va dalla spuma di mortadella e pan brioche alle tagliatelle fatte a mano, con ragù.

Via de' Poeti 1/B, osteriadepoeti.it

FICO EATALY WORLD. Il parco agroalimentare più grande d'Europa è una vera oasi del gusto. Filiera corta, street food, bistrot e le eccellenze della prosciutteria Ruliano elaborate dallo chef stellato Heinz Beck.

Via Paolo Canali 8, eatalyworld.it

DORMIRE

I PORTICI. Eleganti camere e suite e un ristorante in quello che − a fine Ottocento − era ilTeatro Eden, cafè chantant con aff reschi Liberty, nel quale ora è servita la prima colazione. Doppia da €100.

Via dell'Indipendenza 69, iporticihotel.com

B&B DESIGN BOLOGNA. In stile newyorkese, bed & breakfast di sole due camere arredato con pezzi d'autore e mobili su misura realizzati dal proprietario, l'interior designer Antonio Mastrorocco. Doppia da €80.

Via di Saliceto 64/6, bbdesign-bologna.com

GRAND HOTEL MAJESTIC. Un palazzo del Settecento dove sono passate celebrità come Ava Gardner e Clark Gable. Tra boiserie e stucchi c'è il ristorante gourmet I Carracci. Doppia da €280. Via dell'Indipendenza 8,

grandhotelmajestic. duetorrihotels.com e lhw.com

Il soffitto di Palazzo Pallavicini.
Matteo Carassale
La Torre degli Asinelli vista dall’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Matteo Carassale
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Cooltravel