Arte e architettura alle porte di Bologna

La chiesa progettata da Alvar Aalto e la Rocchetta Mattei, tra Riola di Vergato e Grizzana Morandi.

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Matteo Carassale

L’edizione 2019 di Arte Fiera - la prima sotto la direzione artistica di Simone Menegoi - si è appena conclusa. E a Bologna, teatro di questo importante appuntamento che anima anche le vie del centro con Art City, noi di Marie Claire Maison abbiamo apprezzato soprattutto la Collection de Nuages di Leandro Erlich nell’onirica cornice dell’Oratorio di San Filippo Neri e l’installazione sonora Again Anew di Michele Spanghero negli incredibili volumi del cantiere del cinema Modernissimo. Sala chiusa nel 2005, questo spazio tornerà nel suo splendore nell’estate 2020 e a curarne l’allestimento sarà Giancarlo Basili, scenografo bolognese della fortunata serie tv L’amica geniale. Intanto dal 23 al 30 giugno in Piazza Maggiore tornerà la 33esima edizione del festival Il cinema ritrovato, grande rassegna curata dalla Cinemateca di Bologna.

Il Modernissimo con l’installazione sonora Again Anew di Michele Spanghero.
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Nell’Oratorio di San Filippo Neri una delle opere Collection de nuages di Leandro Erlich.
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In un ideale percorso che unisce arte e architettura fuori Bologna vale la pena visitare, invece, la chiesa progettata a Riola di Vergato da Alvar Aalto (1898 - 1976). Voluta dal cardinale Giacomo Lercaro, sarà inaugurata nel 1978. Quest’opera ambiziosa, prima chiesa cristiana disegnata dal noto architetto finlandese, spicca per la sua pianta asimmetrica, gli ampi finestroni e il tetto che fa pensare a un edificio industriale. Nel masterplan iniziale anche un asilo e una casa di riposo che non furono mai realizzati per mancanza di fondi. Mentre a Vergato, nella Sala del Consiglio del Palazzo dei Capitani della Montagna, si possono ammirare le vetrate di Luigi Ontani. E nelle prossime settimane sarà inaugurata persino la fontana progettata dall'artista in Piazza Giovanni XXIII.

La chiesa di Santa Maria Assunta progettata da Alvar Aalto, a Riola di Vergato.
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A una ventina di chilometri dalla chiesa di Santa Maria Assunta sorge la Rocchetta Mattei. In località Grizzana Morandi, situata su un’altura, questa stravagante costruzione fonde in modo eclettico l’architettura medievale e moresca. Qui visse l’eccentrico conte Cesare Mattei (1809 - 1896), discusso teorico dell’elettromeopatia. Mario Venturoli, suo figlio adottivo e successore, interverrà sulla rocchetta aggiungendo anche elementi decorativi in Stile Liberty. Ovunque si posi lo sguardo si notano elementi ispirati alla Mezquita di Cordoba e all’Alhambra di Granada. L’arte mozarabica informa di sé varie sale e cortili, come quello dei leoni, uno dei più scenografici della costruzione. Stupefacente la cappella nella quale riposa Mattei, un'intersecarsi di archi che sembrano dare vita a un quadro di Maurits Cornelis Escher. Edificata un po’ alla volta – e non su progetto di un unico architetto – la Rocchetta Mattei è senz’altro il geniale capriccio di un personaggio insolito. Il conte Mattei è citato persino da Dostoevskij nel suo romanzo I fratelli Karamazov. Il celebre scrittore fa raccontare al demonio di essere guarito da atroci reumatismi grazie a un libro e a una pozione del conte Mattei. Un luogo che vive ancora tra mito e leggenda.

La Rocchetta Mattei a Grizzana Morandi.
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Gli archi della Cappella nella Rocchetta Mattei.
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Dove dormire: a Bologna, nelle suite de' Celestini, dépendance dell'hotel Al Cappello Rosso arredate con icone del design, pezzi di antiquariato e vintage. A duecento metri da Piazza Maggiore, in Via de' Fusari 9. A due passi dall'hotel ci sono anche l'Osteria del Cappello - dove scoprire i sapori autentici della cucina bolognese - e la bottega in cui acquistare pasta fatta a mano ogni giorno dalle "sfogline" o indirizzo giusto per frequentare proprio un corso per imparare a impastare... come da tradizione.

Una corte della Rocchetta Mattei ispirata al Cortile dei Leoni dell’Alhambra.
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La camera La Garisenda, dépendance dell’hotel Al Cappello Rosso.
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