Piccolo borgo antico

Nel Chianti Classico, alla scoperta di Castello di Fonterutoli e Cantina Mazzei: tra ospitalità e wine experience.

cantina mazzei
Daniela Marchi

Se l'enogastronomia è una leva fondamentale per la scelta di una destinazione, le terre del Chianti Classico sono a tutti gli effetti la patria dell'enoturismo. Questo è quanto emerso durante PrimAnteprima 2021, evento promosso da Regione Toscana e tenutosi di recente nella maestosa Fortezza da Basso, a Firenze. E un perfetto connubio tra experience, accoglienza sartoriale e offerta gourmand è il Castello di Fonterutoli. Nei pressi di Castellina in Chianti (Siena) sorge un autentico borgo in pietra, incastonato da boschi di querce e dolci colline. Qui una strada romana - prosecuzione della Via Francigena - attraversa un minuscolo centro abitato fatto di case dai tetti in cotto, qualche bottega artigiana e un hotel diffuso. Su una piazzetta anche la chiesa di San Miniato, una villa padronale e poco distante vigneti rigogliosi che nascondono alla vista una moderna costruzione, la Cantina Mazzei. Eppure da queste parti il tempo sembra essersi fermato, anzi scorre lento, soprattutto se si va alla ricerca di un rapporto empatico con la natura (come il lockdown ha suggerito a molti).

Il living della "Fattoria", struttura dove sorgono alcune delle camere e suite di Castello di Fonterutoli.
Courtesy photo

LA STORIA. Fonterutoli affonda le sue radici in epoca etrusca (i resti di una necropoli ne sono la prova) e deve il suo nome a una sorgente detta Fons Rutolae o Rutilant. Attorno ai primi anni del 1200 qui vennero siglati due trattati di pace tra Firenze e Siena che assegnarono ai fiorentini il territorio del Chianti. E dal 1435 il borgo è proprietà della famiglia Mazzei, antica stirpe di mercanti d'armi come testimonia lo stemma in cui campeggiano una corona e un braccio che brandisce una mazza ferrata. Oggi tra le viuzze del paesino spicca il Castello di Fonterutoli, albergo diffuso composto da sedici camere e un appartamento di tre ambienti. «Ogni unità ha il suo carattere. Alcune vantano interni con pietra a vista e travi, altre hanno un twist più minimal. In futuro arriveremo a ventitrè camere e da ottobre saremo nell'affiliazione di Luxury Bike Hotels», racconta Lapo Mazzei, giovane Retail & Direct Business Director. Non a caso tra i fiori all'occhiello dell'ospitalità una serie di experience che spaziano dalle degustazioni in cantina ai tour in e-bike, passando per i percorsi trekking sulle strade bianche.

Il giardino di Osteria di Fonterutoli ombreggiato dal maestoso gelso.
Daniela Marchi

FOOD & WINE. Alle porte dell'antico borgo c'è la Società Orchestrale, retaggio di quel vecchio ritrovo della banda di paese e tutt'oggi punto di aggregazione per gli ospiti dell'hotel come per i locali e i passanti. Wine bar e piccolo ristoro, è l'indirizzo giusto dove trovare salumi e formaggi, vini e i piatti più semplici della tradizione toscana, quella fatta di bruschette e pappa al pomodoro. Oltre la strada, circondato da un giardino e con un dehors sul quale fa ombra un gelso rigoglioso c'è, invece l'Osteria di Fonterutoli, tempio dello chef Matteo Caironi. Qui ci si concede gourmandise dal gusto raffinato. Qualche esempio? La terrina di fagiano con terra di ceci e cipolla in agrodolce o i medaglioni di faraona con sedano rapa alla nocciola e amarene. Materie prime provenienti dalla riserva faunistica esaltate dall'expertise dello chef sono la scelta ideale per sorseggiare un calice di Siepi, l'etichetta più iconica e blasonata di Cantina Mazzei.

La barricaia di Cantina Mazzei: sullo sfondo, uno dei quattro "quadri" che incornicia il sottosuolo roccioso solcato dall’acqua della locale sorgente.
Courtesy photo

LA CANTINA. Opera della progettista Agnese Mazzei, è su tre livelli e fa parte del progetto Toscana Wine Architecture, circuito di quattordici cantine d'autore e di design. Tempio di vini rossi dall'indiscussa personalità, tale struttura all'avanguardia è il punto di raccordo di una produzione che si estende su 650 ettari - di cui 117 vitati - e racconta terroire molto diversi che regalano complessità ai vini. Sartoriale il lavoro dell'enologo e delle maestranze. Qui si punta sulla vinificazione delle singole parcelle per garantire il massimo della qualità. A suggellare una storia lunga seicento anni e tramandata da venticinque generazioni c'è l'affascinante figura di Ser Lapo: fu lui, nel 1398, a vergare un documento che assoggettava il vino alla regione di provenienza, un protocollo ante litteram da paragonare solo a quello del 1716, promulgato da Cosimo III de' Medici.

Il giardino di fronte all’edificio "Fattoria" di Castello di Fonterutoli.
Daniela Marchi

IL WINE CLUB. Nato nel 2007, è un luogo d'incontro sul mondo del vino, in stretto connubio con il progetto di hôtellerie di Castello di Fonterutoli, «una realtà per avvicinare il cliente alle nostre novità e un posto dove un domani si potrebbe pensare pure a servizi quali l'allestimento di una cantinetta propria», prosegue Lapo Mazzei. L'idea è quella di far duettare ospitalità e wine experience garantendo ai soci - Consoli o Cavalieri i due modi di vivere il club - privilegi, attività ad hoc e molto altro. Nel segno di una sofisticata dimensione esperienziale.

Info: mazzei.it - hospitality@mazzei.it - Località Fonterutoli - Castellina in Chianti (Siena) - Tel. 0577 / 735790

La camera "Loggia", nell’edificio "Fattoria" di Castello di Fonterutoli.
Daniela Marchi
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