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Wonderland

L'incantevole giardino inglese di Levens Hall

Matteo Carassale

Teatrale e fiabesca, la tenuta di Levens Hall è uno dei massimi capolavori della storia dell'arte green. Non solo: si tratta del più antico giardino British, che da oltre tre secoli sfoggia con orgoglio il suo disegno originario. Nella contea inglese di Cumbria − nel nord ovest del Paese, fonte di ispirazione per poeti come William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge − ecco svelarsi un luogo magico, un universo ricco di colpi di scena, dove convivono differenti stili in un mosaico di garden rooms.

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La porta aperta lungo un muro perimetrale lascia intravedere lo splendore del Topiary Garden.
Matteo Carassale

Qui aree geometriche dalle spettacolari sculture vegetali duettano con ambienti informali e bordure di fiori, il tutto all'ombra di una residenza elisabettiana impreziosita da un torrione del XIV secolo.

Concepito come giardino all’olandese tra il 1694 e il 1697, il Topiary Garden presenta oltre cento sculture vegetali di grandi dimensioni: sono le stesse piante che appaiono in una mappa del 1730, custodita nel castello.
Matteo Carassale
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Il fiore all'occhiello del parco è il Topiary Garden: un display di piante scolpite in formato extralarge, che rivaleggiano per imponenza con il castello (nella foto in apertura). L'inserimento dei topiari fu concepito tra il 1694 e il 1697 da Guillame Beaumont; il designer francese, già allievo di André Le Nôtre a Versailles e poi giardiniere del re Giacomo II d'Inghilterra, giunse a Levens Hall dopo la deposizione del monarca, al seguito del nuovo proprietario di casa, il colonnello James Graham. Forte della sua conoscenza dei costumi à la page nelle corti europee, Beaumont progettò un giardino all'olandese − modello in auge all'epoca − con sempreverdi potati in figure fantasiose su un tappeto di fiori, incorniciati da siepi basse perfettamente geometriche.

La doppia bordura erbacea a ovest del cerchio di faggi punta su toni caldi, dal rosso al viola, colori resi più vividi dalla luce del tramonto.
Matteo Carassale
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Una edicola del Giardino della Fontana.

Un layout con cento elementi topiari diversi l'uno dall'altro, che oggi vantano dimensioni maestose. Bossi e tassi − anche della varietà Aurea, con foglie dorate − rivelano forme astratte e figurative, tra cui si riconoscono le sagome di un re e di una regina, un leone, due ombrelli giganti, alcuni pavoni, coni e spirali. Miracolosamente, questi masterpieces sono sopravvissuti alla moda del paesaggio naturalistico che si è affermata in tardo Settecento, perché all'epoca i padroni di casa non vollero destinare ingenti somme di denaro al rinnovamento della residenza di campagna. Oggi la regia di questo parco è affidata alla famiglia Bagot, proprietaria da ben undici generazioni, supportata da un team di sei giardinieri. Le potature, effettuate con l'ausilio di piattaforme aeree, iniziano in settembre per concludersi alla fine di dicembre.

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L’attuale padrone di casa, Richard Bagot.
Matteo Carassale

A fare da contrappunto ai grandi topiari, a sud della dimora c'è il 17th Century Garden, un "green carpet" con ricami di bosso su uno sfondo di fiori, ridisegnato negli anni Novanta. Sul versante orientale, invece, due bordure erbacee accompagnano a una successione di scoperte: il cerchio di faggi, il frutteto antico, l'area degli aromi, il labirinto di salici, un Rose Garden intensamente profumato e la Beaumont's House, ora occupata dell'attuale capogiardiniere Chris Crowder.

Tra le sculture vegetali fioriscono ben ventimila piantine stagionali, rinnovate due volte l’anno.
Matteo Carassale

E proprio sul confine tra questo spazio disegnato e il paesaggio agreste delle colline, si scopre il primo "ha-ha" (ovvero, una sorta di recinto nascosto) d'Inghilterra. Inventato in Francia per impedire l'accesso agli animali selvatici, tale elemento progettuale lascia però "correre" la vista di chi ammira il panorama senza frapporre ostacoli visivi. Perché la contemplazione del bello non ammette barriere.

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Edificata alla fine del Cinquecento intorno a una torre medievale del 1350, la dimora elisabettiana custodisce preziose tappezzerie originali dell’epoca, mentre il giardino con le grandi sculture topiarie rispecchia la moda di fine Seicento.
Matteo Carassale
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