Doppio gioco: arte e paesaggio si fondono nel verde

Nel giardino di Étretat, in Normandia: un capolavoro topiario a picco sulle falesie bianche immortalate da Monet.

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Matteo Carassale

Il superbo scenario della Costa d'Alabastro, con le sue scogliere bianche, non ha eguali. E il giardino d'Étretat, in Alta Normandia, nasce per magnificare questa scenografia naturale, celebrandola con un capolavoro di arte topiaria costellato di opere contemporanee.

L’originale Giardino delle emozioni si ispira nelle forme all’antico allevamento di ostriche situato a valle della proprietà, all’epoca concepito per la regina Maria Antonietta. Dai bossi potati come valve emergono Gocce di pioggia: volti XL in resina e alluminio di Samuel Salcedo.
Matteo Carassale

Un progetto eroicamente "appeso" su un pendio tra cielo e mare, per incorniciare le Falesie d'Amont. A dare voce al genius loci è il landscape designer russo Alexander Grivko, fondatore assieme a Mark Dumas dello studio londinese Il Nature (ilnature.co.uk), con sedi anche a Parigi e Mosca e una committenza superesclusiva.

Dalla terrazza panoramica nel punto in cui è stata scattata questa foto il pittore Claude Monet ha ritratto le falesie in oltre cinquanta tele.
Matteo Carassale

Qui, però, il paesaggista − il cui approccio creativo si ispira alla scuola belga di Jacques Wirtz e Daniel Ost − si è espresso in libertà per concepire il suo primo eden personale visitabile: un manifesto green realizzato con il contributo di un noto collezionista d'arte e inaugurato nel 2017 dopo due anni di lavori.

Uno scorcio del Giardino d’Aval con l’opera Tavola e due banchi, di Thomas Rosler. All’ombra degli aceri preesistenti, Grivko ha valorizzato i diecimila metri quadrati di pendii con centomila arbusti potati ad hoc: eleagni, filliree, bossi, tassi, ilex, ligustri e rari enkianthus.
Matteo Carassale

Il colpo di fulmine scocca durante una vacanza nell'elegante località balneare, quando Grivko acquista la dimora appartenuta all'attrice Madame Thébault. Situata nel punto più panoramico dello strapiombo, porta il nome della leggendaria moglie di Solimano il Magnifico, Roxelana.

Poche fioriture tra le siepi − come gli allium a sinistra − fanno da contrappunto al verde delle scenografie topiarie. Tra esse, queste immense spirali di fillirea.
Matteo Carassale

In omaggio alle molte spose del sultano turco, durante la Belle Époque la diva vi colleziona orchidee. Ma è nel parco che compie la meraviglia, trasformando un'area sassosa in un'oasi ricca di ombra; la terrazza è l'angolo prediletto dell'amico Claude Monet, il quale di fronte a questi panorami dipinge le iconiche scogliere in circa cinquanta tele.

Alexander Grivko ne perpetua l'incanto; il suo fil rouge è una sequenza di layout a tema, che dall'ingresso discendono il declivio incorporando installazioni site-specific. Dal Giardino di Avatar, i cui topiari rimandano alle falesie − accogliendo l'opera Il bosco a molla di Greyworld − si giunge al Giardino delle emozioni, con bossi potati a forma di conchiglie, ispirati all'antico allevamento di ostriche a valle della tenuta, creato nel Settecento per la regina Maria Antonietta.

Lì si stagliano sette visi scultorei in resina e alluminio: sono le Gocce di pioggia di Samuel Salcedo. Dal Giardino delle impressioni, dove spirali di fillirea riproducono i moti vorticosi delle acque del Canale della Manica, si raggiunge il Giardino d'Aval, trionfo di archi e guglie in tasso, inno alle frastagliate architetture della costa.

Tra i verdi fanno capolino misurate note di colore, utilizzate per sottolineare lo scorrere delle stagioni: cespugli di rododendri, una ricca collezione di orchidee scarpette di Venere coltivate in gran numero, ma anche agapanti e ortensie; sembrano pietre preziose incastonate tra siepi cesellate come gioielli.

etretatgarden.fr; normandie-tourisme.com; france.fr/it

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