Il giardino all'italiana La Foce a Chianciano Terme

Il capolavoro della progettazione green, sui colli senesi, abbraccia un orizzonte infinito.

Chianciano
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Il migliore omaggio alla storia del giardino all'italiana è incastonato in uno scenario altrettanto dirompente, tra i colli della Val d'Orcia e le Crete Senesi, a sud di Chianciano Terme. La Foce (lafoce.com), infatti, è uno dei capolavori green più belli e ben tenuti del XX secolo, disegnato da pendii terrazzati, con siepi topiarie e vasi di limoni, oltre a un belvedere che domina l'imponente silhouette del Monte Amiata.

È stato questo scenario naturale a far innamorare del luogo i marchesi Antonio e Iris Origo, i quali – nel 1924 – acquistarono la tenuta agricola sviluppata intorno a un poetico edificio di campagna con loggiato in mattoni, costruito alla fine del Quattrocento per i pellegrini della Via Francigena e poi caduto in rovina. I neosposi cambiarono per sempre il destino del posto: Antonio, coronando il suo sogno di agricoltore filantropo, riuscì a far fiorire l'economia della valle, trasformando i terreni brulli in una azienda agricola esemplare.

La moglie, Iris Cutting, cresciuta ed educata nella cornice rinascimentale di Villa Medici a Fiesole, si dedicò invece all'abbellimento della casa e alla creazione del parco. In questo eden la nobildonna concepì anche le due biografie Images and Shadows e War in Val d'Orcia, diventando una scrittrice famosa. «Quando i miei genitori arrivarono qui trovarono un paesaggio lunare, con suoli aridi e una predominanza di grigi, marroni e oliva. Non esisteva ancora il giardino», ricorda nel libro La Foce: A Garden and Landscape in Tuscany (Penn Studies) la figlia della coppia, Benedetta Origo, che vive nella proprietà assieme alla sorella Donata.

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La terrazza inferiore è disegnata da una geometria di bossi topiari chiusa da pareti in cipresso potato; un layout ispirato ai progetti dei parchi rinascimentali, che segue l'orografia e indirizza lo sguardo sul Monte Amiata.

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La marcata dualità tra il verde dell'oasi privata e le colline brulle della Val d'Orcia: un contrasto che anima il progetto.

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Pietra locale e siepi architettoniche, classici elementi del giardino all'italiana, definiscono la terrazza dei limoni, un tempo ornata dagli agrumi nelle tipiche conche in cotto toscano. Il parco è aperto al pubblico con visite guidate.

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Uno scorcio del giardino all'italiana con i topiari e la grotta sormontati dalla pergola di glicine e dal bosco, sul poggio.

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La pergola nella terrazza dei limoni.

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La statua all'estremità inferiore del parco.

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Il tunnel di glicine nel giardino delle rose.

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Una delle sculture.

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La prospettiva green incorniciata dalla grotta.

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