Cucina poliglotta

A Milano inaugura Spica: un ristorante che propone il giro del mondo a tavola. Tra falafel, dim sum, hamburger, in un omaggio alle tradizioni popolari e di strada di ogni continente.

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Con acuta sensibilità, Ritu Dalmia e Viviana Varese hanno saputo cogliere il cambiamento socioantropologico del modo di mangiare; in Italia, e non solo, spiccatamente nelle metropoli. E così si sono inventate Spica, la loro creatura milanese. Lei, Ritu, era già sbarcata nel capoluogo lombardo con il suo ristorante di moderna cucina indiana Cittamani; Viviana Varese opera ora all’interno di Eataly Smeraldo. Entrambe sono anche imprenditrici instancabili e di talento, così come amanti dei viaggi (Ritu, in particolare, è in perenne movimento dovendo inseguire le sue mille attività ai quattro angoli del pianeta).

Ceviche con tostada.
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Il cocktail bar di Spica Restaurant.
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Ritu e Viviana hanno osservato, visitato continenti, si sono confrontate e diventate amiche, poi pure socie. Spica è questo: un luogo friendly, divertente, ecumenico nel proporre i piatti popolari e di strada di quattro grandi aree: Sud-Est asiatico, India, Europa e Americhe. In una città, Milano appunto, dove convivono genti, nei mercati rionali all'aperto il coriandolo campeggia accanto al prezzemolo, l’okra vicino ai pomodori e i cucinieri casalinghi mettono in tavola con disinvolta allegria hummus e lasagne, riso basmati un giorno, l’indomani risotto giallo. Quindi non è che si debba scegliere un Paese, da Spica. Al contrario: si mescolano felicemente le tradizioni, ordinando a mente libera, senza barriere. Tanto più che la modalità delle proposte è doppia: piatti da condividere (consigliatissimi) o solo per sé qualora ci si senta gastronomicamente egocentrici.

Cavolfiore di Israele.
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Il cocktail Tangeri Collins.
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Qui invece nessun “centrismo”. Dim sum e bao dalla Cina (ma dentro quest'ultimo c’è la melanzana impanata e fritta, che ricorda la Sicilia), zuppe birmane, ramen giapponesi; samosa indiani, falafel (un po' polpetta italian style, benché ottima), pizza fritta; tortillas e ceviche con salse assai intriganti; hamburger e riso alla papaya e curry. Da bere, vini o cocktail, alcuni dei quali coerentemente crazy. L’esperienza è elettrizzante e le molte dimensioni del gusto accarezzano le papille. Siamo oltre l’etnico: questo è il nuovo linguaggio culinario cosmopolita e metropolitano, in cui ogni cibo si sente a casa.

Bao alla melanzana.
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Panna cotta al cocco e lemongrass.
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In cucina la brigata è poliglotta, nove professionisti da diverse nazionalità (resident chef sono Shivanjali Shankar ed Emiliano Neri), mentre il décor del locale è in linea con il concept: vibrante, informale, variopinto, nel progetto di Vudafieri Saverino Partners. Qualche intarsio che evoca l’India, l’eleganza decontratta meneghina, un banco bar se si desidera solo un cocktail o un aperitivo, finestroni e il pavimento originari di quella che un tempo era una carrozzeria, dal sapore Italia d'antan.

Spica Restaurant è in via Melzo 9, a Milano, telefono 39 02 84572974 www.spicarestaurant.com/it/

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