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Gabriel Hendifar e Jeremy Anderson ovvero i due volti di Apparatus

Legati nella vita e nel lavoro, i due artisti hanno un motto: l’importante è stupire.

Come un Giano bifronte, Gabriel Hendifar e Jeremy Anderson sono i due volti di Apparatus, studio di design fondato quasi per caso nel 2011 a Manhattan. Partner nella vita e nel lavoro, hanno avviato l'attività ristrutturando il loro appartamento di New York.

«In giro per showroom non trovavamo nulla in linea con il nostro gusto; così abbiamo iniziato a disegnare lampade e arredi, prodotti che io realizzavo a mano», racconta Jeremy. Con un passato nelle pubbliche relazioni e un'expertise nella lavorazione della ceramica, è lui quello pragmatico.

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A Gabriel spetta la parte creativa. «Ho studiato scenografia e costume all'Università della California e lavorato per anni nella moda. Mi diverte creare oggetti sorprendenti usando texture o materiali insoliti», aggiunge Hendifar. E proprio da questi accostamenti inusuali nascono le collezioni firmate Apparatus, «nome scelto per evocare quell'idea di funzione sottesa a ogni nostro progetto».

La coppia di designer Gabriel Hendifar, 36 anni, a sinistra, e Jeremy Anderson, 42. Il loro studio si trova a Manhattan, in quella che un tempo era la palestra di una scuola.

Sempre alla ricerca di nuove suggestioni, il duo − che dirige un team di trentacinque persone − ama proporre pezzi «con una storia da raccontare o tali da incuriosire». È il caso delle lampade Link e Horsehair. Se le prime hanno anelli di porcellana a comporre la catena della sospensione, le altre sorprendono per il crine di cavallo che fa da raccordo tra tubi in ottone e vetro fumé.

Non meno peculiari le lanterne e i vasi Neo, le cui forme rimandano a totem usati in antichi rituali, o i coffee table Segment dalla struttura in resina simile a scultoree lastre di ghiaccio (inseriti dal quotidiano The New York Times tra le sedici idee più belle dell'ultimo Salone del Mobile). Tra le novità, invece, una tote bag in pelle e una carta da parati, «chiamate Strata perché il decoro ricorda le rocce stratificate». Per stupire nel profondo, con un twist inaspettato.

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Nella foto di apertura: materiali a contrasto per le lampade Tassel (a sospensione e a parete), l'applique Circuit (più a sinistra) e i coffee table Segment realizzati in resina e ottone, con top laccato. In marmo e ottone, il vaso Neo.

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