Professione declutterer

Simona Faranda è specializzata nel riportare l'ordine in casa. Il risultato? Pace e benessere, come ci racconta in questa intervista.

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Courtesy photo/elaborazione grafica

Si chiama Simona Faranda (nella foto in apertura) ed è una delle prime in Italia ad avere imboccato la strada di un mestiere nuovo e di tendenza: il professional organizer o declutterer. Ovvero: l'arte di affiancare le persone per mettere ordine in casa, in modo che gli spazi respirino e, allo stesso tempo, anche lo spirito ritrovi una dimensione più libera e armoniosa. Una necessità sentita da molti, a giudicare dallo strepitoso successo dei libri sull’argomento della giapponese Marie Kondo (Il magico potere del riordino, da Vallardi, per citarne solo uno). Abbiamo intervistato Simona, per approfondire il metodo e comprendere il legame strettissimo tra il contesto domestico e quello psicologico.

Per informazioni e contatti, www.simohome.it

Che cosa ti ha indotto a intraprendere questa professione?

Credo sia sempre stata dentro di me. Si è però configurata con più precisione in occasione di un mio soggiorno a Dublino. Per ragioni di studio e lavoro, ho più volte cambiato casa. Mi muovevo spesso in spazi ridotti e ho dovuto imparare a fare di necessità virtù; in pratica a distinguere tra gli oggetti utili e quelli superflui, a organizzare gli spazi, si trattasse di un cassetto, un armadio o una stanza. Soprattutto ho via via maturato un’idea: riorganizzare, eliminare il superfluo, risponde al bisogno di recuperare spazio non solo in senso fisico, ma mentale ed emotivo. Insomma si può vivere meglio con meno, circondati da più ordine, senza per questo dovere rinunciare a ciò che è davvero importante e utile per ciascuno di noi.

Quali sono le esigenze delle persone che si rivolgono a te?

Le più svariate. Famiglie che devono affrontare cambiamenti come la nascita di un figlio. Single o liberi professionisti che desiderano organizzare al meglio gli spazi della propria abitazione, anche per ricavare aree di lavoro. Ma l’esigenza può nascere anche da un restyling di una casa in vista di un affitto o una vendita, da un trasloco oppure anche da un lutto, quando le componenti emotive in gioco diventano più complesse e delicate da affrontare.

In che cosa consiste esattamente l’operazione di decluttering?

Individuare con precisione quello che amiamo, ma che nello stesso tempo riconosciamo come utile, lasciando andare tutto il superfluo. Una volta affrontato questo primo passo, e recuperata leggerezza, saremo pronti per il riordino del nostro ambiente domestico.

Quale atmosfera si dovrebbe respirare in casa?

Di benessere assoluto. La propria abitazione deve essere un piccolo mondo nel quale rilassarsi e trovare serenità. La casa parla di noi, della nostra quotidianità e delle nostre passioni. Rappresenta la nostra vita interiore. Riflette la personalità di ognuno e gli stati d’animo.

Come operi esattamente?

Nel contatto iniziale, per telefono o e-mail, possono essere fornite molte informazioni e chiarimenti, ma la cosa di certo raccomandabile è di fissare un appuntamento presso l’abitazione del potenziale fruitore. Il primo incontro è utile per comprendere le esigenze e i cambiamenti auspicati, piccoli o grandi che siano. Una volta colti i bisogni, rilascio un preventivo in linea con le aspettative e le necessità espresse.

L’arte di eliminare: come impararla?

Per prima cosa bisogna chiedersi per quale motivo possediamo un determinato oggetto o un determinato complemento, darsi nel merito una risposta sincera e valutare se l’occupazione del relativo spazio sia giustificata. Non bisogna aver paura di eliminare il superfluo, gli oggetti che non servono o quelli che non ci fanno stare bene. Spesso possediamo cose che non usiamo mai, ma che conserviamo comunque: scatole ricolme, bauli di vecchi vestiti o scaffali di libri che non abbiamo mai letto, ogni sorta di suppellettili. Il punto è “saper dire di no” agli oggetti in esubero. Il disordine fisico rischia di ingombrare pesantemente il nostro spazio mentale. E’ dunque fondamentale sapere che cosa si possiede e dove ogni cosa andrebbe collocata per essere individuata con facilità, all’occorrenza. In breve, va seguito il vecchio adagio “l’ordine economizza il tempo, potenzia il lavoro ed aiuta la memoria”.

Puoi indicarci delle linee guida?

- Accumulare di meno: una casa non apparirà caotica se si evita l’accumulo indiscriminato di cose e oggetti.

- Dedicare quindici minuti al giorno al mantenimento dell’ordine: una volta trovato un posto per ogni cosa, è sufficiente un quarto d'ora per mantenere un ordine duraturo.

- Pensare prima di acquistare nuove cose: quando si compra qualcosa di nuovo, chiedersi sempre se l’acquisto migliorerà la nostra vita. Se lo stiamo facendo solo perché è carino o in vendita, forse è il caso di pensarci due volte.

    Come tenere in ordine cassetti?

    Qualche indicazione utile.

    - Raggruppare: se si raggruppano e si conservano gli oggetti in base all’utilizzo, alla frequenza d’uso e alla forma si potrà organizzare meglio lo spazio ed estrarre quanto necessario in un attimo.

    - Suddividere: i cassetti sono un invito all’accumulo. Suddividendo l’interno si evita la confusione. Conviene raggruppare gli oggetti – cancelleria e utensili - in custodie e scatole organizer, a seconda dell’uso, per poterli recuperare quando occorre

    - Etichettare: se si utilizzano contenitori non trasparenti, è utile apporvi etichette in modo da poter riconoscere subito dove i diversi oggetti sono stati collocati.

    Qual è il risultato finale?

    Sperimentare l'ordine e la sensazione di generale benessere che questo procura, allontanando, al contrario, il disagio. In un certo senso l’intervento di un professional organizer favorisce una nuova ecologia del proprio spazio. E’ un modo di volersi bene all’insegna di valori quali semplicità e praticità, senza assolutamente rinunciare al personale senso estetico.

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