L'architetto Marzio Cavanna ci racconta la sua casa

Rigore formale, dettagli vintage e un taglio squisitamente sartoriale nell'appartamento milanese del professionista.

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Fabrizio Cicconi

I divertissement naturalistici
diventano un escamotage per dare un twist giocoso
a colori invernali e progetti autorevoli


Una palette dai toni maschili, texture materiche e tocchi di lieve ironia, coalizzati nel conferire agli ambienti una forte personalità. L'estetica di Marzio Cavanna è scandita da elementi capaci di enfatizzare i volumi, «senza prescindere dalle proporzioni, perché uno spazio deve risultare armonioso e affascinante anche quando è vuoto. Solo in seguito l'opera va completata con il superfluo, che – a dispetto del suo significato – si rivela indispensabile quando si tratta di caratterizzare gli ambienti», afferma l'architetto milanese.

Marzio Cavanna ritratto nel suo living, tra i cubi in zinco di Domani, una Lounge Chair del 1956 degli Eames, Vitra, e alcuni oggetti decorativi.
Matteo Carassale

Artefice di eleganti interiors, Cavanna nutre un'autentica passione per le case: mondi a sé, nei quali entra ogni volta in punta di piedi con l'intento di rispettarne storia e identità. Proprio come ha fatto nel suo appartamento e rifarà, prima o poi, nel prossimo. «Per me cambiare non è mai un trauma. Anzi, quando decido di voltare pagina lascio senza rimpianti boiserie e arredi su misura; sono solo gli oggetti a seguirmi», rivela. Si tratta di piccoli tesori scovati nei Marché aux Puces parigini – Salon des antiquaires e Porte de Vanves, in primis – o ad Anversa, dove si trovano i suoi store preferiti: Magazyn e Copyright, quest'ultimo un bookshop con banchi in marmo, su cui sfogliare libri pieni di spunti creativi, nutrimento imprescindibile per chi fa il suo mestiere; «una professione che ti chiede tanto ma restituisce grandi soddisfazioni, poiché al termine di ogni progetto hai la sensazione di aver creato qualcosa».

Coffee table in legno, da Maria Grazia Montesi, poltroncina a dondolo RAR, firmata Vitra.
Fabrizio Cicconi

Libro giapponese e orso portapipa.
Fabrizio Cicconi

Sulle cartoline, piattino di John Derian.
Fabrizio Cicconi
Isola in marmo Statuario illuminata da sospensioni String e, sul mobile contenitore di USM, lampada Taccia, tutto Flos.
Fabrizio Cicconi

L'approccio di Marzio è squisitamente sartoriale. La sua priorità consiste nel trovare sempre un punto d'incontro con il gusto del committente, che può spaziare dal design più ortodosso allo stile classico. L'imperativo assoluto, nella fattispecie, è rifuggire dal "falso storico", ossia astenersi dal riprodurre fregi d'epoca con elementi in gesso oppure posare a spina di pesce un parquet di nuova fattura. Cavanna non disdegna gli interventi a contrasto e manifesta un'inclinazione per i colori scuri, che di sera diventano set ideale per le luci soffuse. Altrettanto singolare è la propensione per il décor a tema naturalistico: la fotografia di una volpe posta vicino a un vaso di rami ornamentali, un ragno disegnato su un piatto, un orso portapipa, statuine di cervi e alci, celebrazione del suo amore per i boschi e gli animali che li popolano. Estrosi escamotage pronti a donare un twist scanzonato a stanze improntate al rigore, tra autorevoli nuance acromatiche e pezzi iconici.

Su una parete del living: freccia acquistata in un mercato dell’antiquariato e poi incorniciata; piattini di John Derian, statuina di cervo esposta su una mensola della linea Corniches, Vitra, e l’iniziale di Marzio, dono di un amico.
Fabrizio Cicconi

Opera del fotografo Davide Lovatti e rami di datura, da Numero9.
Fabrizio Cicconi

Bagno con lavandino su disegno, rubinetto Cea, specchio Boffi e lampada DCW Éditions Paris.
Fabrizio Cicconi

La camera da letto con plaid Society, lampada Toio, Flos, e stivali décor, da Galleria Luisa Delle Piane.
Fabrizio Cicconi

L’atrio del palazzo.
Fabrizio Cicconi

La stanza dedicata alla convivialità, caratterizzata da un parquet in rovere a spina di pesce e arredata con sedie Thonet dalla finitura naturale, attorno al tavolo da pranzo in ferro di Kristalia.
Fabrizio Cicconi

Piatto di John Derian, da Raw, e zucca décor in cemento, da Numero9.
Fabrizio Cicconi
Un angolo dell’androne anni Trenta.
Fabrizio Cicconi

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