Il fiabesco mondo di Gupica

Gunilla Zamboni è la designer dietro la sigla artistica Gupica: in progetti geniali che accolgono le suggestioni più varie: dall’antica Roma al vedutismo settecentesco.

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Mattia Iotti

Tonalità gentili e un design dal tratto garbato rendono i suoi progetti unici. All’insegna della poeticità

Un design colto e ricercato. È la cifra di Gunilla Zamboni, che attraverso il brand Gupica racconta luoghi sospesi nel tempo. Spazi in cui i suoi mobili e accessori sono protagonisti assoluti, valorizzati da suggestive carte da parati effetto trompe-l'œil. Come quelle disegnate da lei stessa per Wall&decò, che si aggiungono alle collezioni di mosaici delle linee Grand Tour e Souvenir de Voyage realizzate per Mutaforma e dedicate ai paesaggi italiani tra Settecento e Ottocento.

Focus sulle picotessere Tilla, serie Grand Tour, in vetro extrachiaro.
Mattia Iotti

Bolognese di nascita, è molto orgogliosa della sua formazione "à la française". Infatti, dopo una laurea in Lettere, ha inseguito il proprio sogno per la pittura murale a Firenze e per le arti decorative in Francia, a Versailles, dove si è diplomata in Peintre en Décor. Successivamente si è specializzata in Interior Design allo IED di Milano, perseguendo la sua personale filosofia («L'ornamento non deve rimanere fine a se stesso») e un obiettivo ambizioso: trarre ispirazione dai grandi maestri del Novecento italiano.

«Mi affascina l'eclettismo di Gio Ponti, che non ha mai rinunciato alla funzione a favore della mera bellezza; ammiro l'attenzione al dettaglio di Piero Portaluppi e l'occhio magico di Carlo Mollino, capace di ampliare gli orizzonti fino ad annullare i confini», spiega Gunilla, che sta portando avanti un dialogo virtuoso tra segno contemporaneo e tradizione, con piacevoli incursioni nella storia dell'arte: dai pavimenti delle antiche terme romane ripresi nella serie Caracalla alle formelle del bolognese Palazzo del Podestà per Fiori di Vetro (entrambi i concept per Mutaforma).

Pannelli in mosaico Souvenir de Voyage, linea ispirata al Vedutismo settecentesco, e tappeto musivo della coll. Veneziana; design di Gupica per Mutaforma.
Mattia Iotti

Perché per lei l'ispirazione è ovunque, a cominciare dalla natura: «Cerco scorci in grado di nutrire la mia immaginazione ed è nello scorrere delle stagioni che scocca la scintilla da cui nasce il progetto», riflette. Estremamente versatile, riesce a declinare il suo talento su generi diversi, dai nuovi arredi per il Salone del Mobile 2019 agli interiors della casa del cantante Cesare Cremonini. Un unico intreccio narrativo per due storie differenti, accomunate dalla medesima, instancabile ricerca estetica.

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