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StorageMilano: una solida amicizia trasformata in sodalizio professionale di successo. Con progetti internazionali che piacciono a moda & design. In primo piano sulla nostra cover story.

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Helenio Barbetta

Ripensare gli spazi partendo dai volumi. Un codice formale che va dagli arredi xl alle installazioni site-specific

Tre identità − Barbara Ghidoni, Marco Donati, Michele Pasini − per un codice progettuale comune, quello di StorageMilano. «Un contenitore, secondo il significato letterale del termine, che racchiude idee, contaminazioni, sperimentazioni di linguaggi declinati in costruzioni, design, allestimenti, interni». È Pasini a spiegare la scelta del nome per il loro studio di architettura, fondato nel 2002 da un'amicizia nata nelle aule universitarie e diventata, «per un percorso naturale e dinamico», un fortunato legame professionale.

Floed, la lampada installazione da soffitto e parete disegnata da StorageMilano per Kundalini. Ispirata alle forme del corallo gorgonia, ha diffusore smussato in vetro soffiato opalino e braccio in metallo verniciato.
Kundalini

Uno scorcio della boutique Antonioli in Carrer de Cas Dominguets, Ibiza.
Paola Pansini

L’ufficio di presidenza nella sede centrale di Dsquared2, Milano: sale firmate da StorageMilano all’interno del palazzo storico di via Ceresio 7, un tempo sede dell’Enel.
Alberto Ferrero

«Siamo architetti e alla base di ogni progetto c'è sempre la ricerca di soluzioni innovative; il decoro interviene in seconda battuta», afferma Ghidoni. StorageMilano, infatti, non si affida al linguaggio tradizionale di pareti e divisori. Dall'analisi dello spazio arriva a rimodulare gli interiors attraverso "microarchitetture" concepite spesso come installazioni o elementi d'arredo dalle dimensioni fuori scala. Si innesca così una tensione, un'interazione tra i volumi che si eleva a cifra stilistica assieme all'esteso utilizzo di materiali puri, caratterizzati da una texture potente: ottone, ferro crudo, metalli invecchiati, legno, pietra, cemento grezzo. «Il nostro modus operandi è aperto alla sperimentazione e l'ispirazione − orgogliosamente trasversale − attinge da un ampio ventaglio di stimoli: dal cinema all'arte contemporanea, fino alla moda», rivela Donati.

Il mobile Drawer NYNY con finitura in ottone satinato disegnato per Gebrüder Thonet Vienna.
Gionata Xerra Studio

L’ingresso del flagship Dsquared2 di Via Pietro Verri 4, Milano.
Helenio Barbetta

La pool area all’interno della Gym&Spa Ceresio7, Milano.
Helenio Barbetta

La sala accessori donna nello store Spazio Pritelli, Vicenza.
Helenio Barbetta

Un approccio fluido, libero da vincoli a livello estetico, che ha incontrato il favore proprio dell'universo fashion, con il quale StorageMilano ha allacciato importanti collaborazioni. Dal brand Luxottica (per il quale ha concepito il quartier generale di New York e sta mettendo a punto la nuova sede di Milano) a Dsquared2 (sodalizio che dura da quindici anni e si traduce nella realizzazione di boutique in tutto il mondo, oltre all'headquarter milanese nell'ex palazzo Enel, in Via Ceresio 7).

L’elegante guardaroba della Guest House Dsquared2, a Milano, è caratterizzata da sorprendenti giochi di specchi e cristalli. A riflettersi sul piano dello scultoreo bancone, la stampa Querelle, di Andy Warhol. Su tre piani, la location misura cinquecento metri quadrati di superficie.
Helenio Barbetta

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Gli architetti cofondatori di Storage ritratti all’interno dei loro spazi milanesi contro una parete in ottone naturale.
Helenio Barbetta
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Il beauty cabinet bespoke per lo Studio dell’hair stylist Davide Diodovich, Milano.
Alberto Strada

Di recente i tre soci hanno approcciato il mondo del design di prodotto. «Un'esperienza che ci porta a imparare meccanismi diversi e un modo inedito di pensare, che si tratti di un mobile, una luce o una seduta», aggiunge Barbara Ghidoni. Portano la firma di StorageMilano creazioni per Gebrüder Thonet Vienna, Potocco, Kundalini e Ceramica Bardelli, «azienda per la quale stiamo esplorando la tridimensionalità con una collezione dal nome programmatico: Volume».

La camera da letto della Guest House di Dsquared2, sempre a Milano.
Helenio Barbetta

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