Fascino crossover

Le creazioni firmate Daniele Daminelli si misurano con le icone del design, in stanze carismatiche come una sfilata di moda.

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Lorenzo Pennati

Daniele Daminelli nel suo studio con blouson e scarpe di Prada, pantaloni e camicia di Dries Van Noten. Sofà Rigoletto, Supermobile 2046, lampada Bergboms e coffee table Haslev.


Il mio è stato un intervento conservativo, ma con il desiderio sotteso di conferire alla casa un look contemporaneo.

Come un couturier d'altri tempi, Daniele Daminelli insegue l'armonia di colori, forme e materiali con un autentico approccio sartoriale. Perché ama vestire gli ambienti esaltandone la storia e i volumi. Convinto sostenitore delle contaminazioni estetiche, si lascia ispirare da brani musicali, capolavori del cinema, arte e collezioni moda.

A casa Daminelli: wallpaper di Pierre Frey, sedie di Jordan Mozer, tavolo Velasca, Supermobile 2046.
Silvia Rivoltella

Il pouf Velasca nel camerino di Loop, a Treviglio.
Andrea Benedetti

Il salone di un appartamento arredato con sofà Rigoletto e poltrone La Bohème, tutto della capsule collection Bacchetta, Supermobile 2046, e applique 2389 di Josef Frank.
Silvia Rivoltella

A capo di Studio 2046, Daminelli vive e lavora a Treviglio, comune in provincia di Bergamo dove ha ultimato di recente la sua nuova abitazione. «Progettata negli anni Trenta da Elio Frisia, fu pensata per i dirigenti di una fabbrica del vetro. Il mio è stato un intervento conservativo, ma con il desiderio sotteso di conferire alla casa un look contemporaneo. Ho scelto un verde boschivo come trait d'union cromatico, puntando sui giochi di luci e ombre.

Un ritratto di Daniele Daminelli tra piante di kenzia.
Silvia Rivoltella

La sala di un altro progetto firmato Daminelli in cui troneggia un divano di Josef Hoffmann.
Silvia Rivoltella

Daniele con blouson e pantaloni Dries Van Noten, felpa e scarpe Prada.
Lorenzo Pennati

Fanno il resto i parquet, i soffitti alti quattro metri e un ingresso scenografico attorno al quale ruota tutto», rivela. In ambito residenziale, Daniele ha curato pure il revamping di una dimora dei primi del Novecento a Caravaggio, nobilitata da una sofisticata ricerca su mobili e tessuti: «Esibita a muro in versione XL, la ciniglia stampata Monet di Rubelli crea un contesto attuale assieme a tappeti cinesi, lampade rarissime di Arne Jacobsen e sofà anni Cinquanta», riflette, mentre in una residenza di Vailate il suo segno distintivo si materializza nelle nuance rosa di una parete in cartongesso stuccata a vista.

La scenografica scala di una dimora su più piani, a Treviglio.
Silvia Rivoltella

La sala da pranzo di Daminelli con sedie di Jordan Mozer e tavolo Velasca, Supermobile 2046.
Silvia Rivoltella

Il living di un altro lavoro di interiors curato dal designer, in cui si notano i divani di Luigi Pellegrin per MIM e un tappeto di Golran.
Silvia Rivoltella

Nel settore retail, Daminelli ha firmato a Bergamo il concept store Àgape, «una scatola rosso lacca, citazione decorativa del foyer del Regio di Torino, disegnato da Carlo Mollino». A Treviglio, invece, si è occupato di Loop: originale shop di abbigliamento per il quale si è lasciato guidare dalle atmosfere del film Grand Budapest Hotel, diretto da Wes Anderson. Ma non è tutto: in arrivo con Studio 2046 un'estensione della capsule Bacchetta, arredi di alto artigianato decostruiti e sezionati: «Qui i legni intarsiati duettano con l'acciaio, ideale rimando a Donald Judd e Walter De Maria». Côté prodotto, la lampada Tosca della collezione Supermobile 2046 entra nel catalogo di Viabizzuno e per Besana la novità è un pavimento tessile monocromatico. Inoltre, proprio questo mese, Daniele presenta Renaissance, linea di pezzi unici con la casa d'aste milanese Artcurial. E per il Salone del Mobile di settembre è già in cantiere un'esposizione nel rooftop della Torre Galfa, alla conquista di vette ancora inesplorate.

A Bergamo, concept store Àgape con scrivania di Osvaldo Borsani e lampade Boccia di Azucena.
Silvia Rivoltella

Il concept store Àgape con scrivania di Osvaldo Borsani e lampade Boccia di Azucena.
Silvia Rivoltella

Il tavolo Fidelio e luci Tosca, tutto di Supermobile 2046, e sedie Superleggera, Cassina, nel salone di Studio 2046.
Filippo Bamberghi
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