L'editoriale della Direttrice, numero luglio/agosto 2018

Vivere a contatto con la natura ci rende migliori, perché abbiamo molto da imparare dalle sue dinamiche.

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Rielaborazione grafica di Silvia Reppa

Il leitmotiv di questo numero che profuma di vacanza è la Natura. Docile come il parco della Fondazione Minoprio (Como), set del nostro Décor. Serena quanto la campagna toscana che incornicia uno scenografico castello nella sezione Case. E ancora wild (a protezione di una carismatica residenza a Cape Town), lussureggiante (nella brasiliana San Paolo, in versione giardino verticale) o spirituale (destinazione Bali). Il verde ha un'azione rigenerante ed è dispensatore di formidabili insegnamenti.

Diventando consapevoli della nostra impermanenza impariamo ad apprezzare il momento presente

Eccone qualcuno: 1) La vera bellezza si compie spontaneamente, alla stregua dello schiudersi di una gemma; non richiede sforzo e rifugge da artificiosità, boria o arroganza. 2) Ci sono cose che non possono essere controllate o cambiate; tanto vale fluire con la corrente degli eventi senza opporre resistenza e aspettando tempi migliori. Alla distruzione generata da un ciclone segue sempre la rinascita. 3) Migliaia di specie imparano a sopravvivere nelle condizioni più sfavorevoli: un'implicita esortazione a essere flessibili, adattabili, resilienti rispetto alle sfide della vita. 4) Donare con generosità rende felici. L'albero dispensa prodigalmente i suoi frutti, senza un tornaconto. 5) Il fiore è simbolo della fugacità dell'esistenza: sboccia, raggiunge il culmine della vitalità, appassisce, muore. Rappresenta la consapevolezza dell'impermanenza. La sofferenza umana deriva spesso dall'incapacità di accogliere il cambiamento, il distacco, la fine ineluttabile. Ma è proprio l'accettazione della nostra transitorietà a indurci ad apprezzare ogni attimo presente. E a non sprecarlo.

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