Joana Vasconcelos corre incontro al successo

Con le sue pentole trasformate in scarpe monumentali, l'artista conquista il Guggenheim Museum di Bilbao.

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Foto, Luís Vasconcelos/ Courtesy Unidade Infinita Projectos/ Château de Versailles

Nella fotografia in alto, tegami e coperchi uniti a formare delle décolletées, alla Reggia di Versailles. Si tratta di Marilyn, del 2011, uno dei capolavori più noti di Vasconcelos.

Artworks che evocano i celebri ready-made di Marcel Duchamp, resi più attuali e ricercati da un tocco di sensuale femminilità. È un universo a tratti spiazzante quello che emerge dalle installazioni di Joana Vasconcelos, icona della scultura contemporanea ora al centro di una straordinaria rassegna al Guggenheim Museum di Bilbao. Curata da Petra Joos ed Enrique Juncosa, la mostra I'm Your Mirror (dal 29 giugno all'11 novembre) ripercorre attraverso trentacinque opere imponenti la carriera della visionaria artista, nata a Parigi nel 1971 ma portoghese doc. Una galleria esuberante dove ammirare il corpus completo della sua produzione accanto a quattordici sculture inedite, tutte rigorosamente in formato XL.

Lo chandelier A Noiva realizzato con una miriade di tamponi.
© Péter Csíkvári

L'allestimento ha inizio all'esterno della scintillante architettura di Frank Gehry; qui una maschera realizzata con oltre quattrocento specchi diventa metafora dei tanti travestimenti che troppo spesso siamo costretti a indossare. Accanto si staglia un altro debutto assoluto: Solitary, costruito con cerchi per auto e più di milletrecento bicchieri in cristallo. Eppure l'apice della spettacolarizzazione si raggiunge all'interno del museo. Per l'occasione, nella hall trova posto un'opera site-specific alta trenta metri del ciclo Valchirie; Joana ha trasformato il mito guerriero di Wagner in gioiosa divinità attraverso un'esplosione di elementi a tinte fluo: dalle stoffe scintillanti ai pregiati broccati, fino alle pietre preziose e alle paillettes.

Lilicoptère, del 2012, riproduce un elicottero Bell 47 con piume di struzzo, cristalli Swarovski e foglia oro. Dedicata a Maria Antonietta, l'opera XL celebra l'estetica glamorous e la ricchezza sfrenata della regalità nell'Ancien Régime.
Foto, Luís Vasconcelos/ Courtesy Unidade Infinita Projectos/ Château de Versailles

Con la sua indole profondamente pop, la stella portoghese si esprime tramite creazioni dal forte impatto visivo, che ammiccano al gigantismo di Claes Oldenburg e trasformano oggetti prosaici in capolavori. Come A Noiva (The Bride), 2001-05 , che riproduce un immenso chandelier in stile settecentesco con candidi assorbenti interni. «Questa installazione riunisce alcune delle principali caratteristiche della mia grammatica artistica: l'appropriazione, l'astrazione e l'alterazione delle funzioni, nello specifico per parlare di sessualità», spiega. E ancora, Marilyn: enormi décolletées ironicamente composte da pentole e coperchi in acciaio inox, a rappresentare la donna contemporanea divisa tra ruolo professionale − il tacco contundente come un'arma potrebbe servirle a farsi strada in un ambito ancora maschilista − e la sfera privata, dominata dagli utensili da cucina. Al contrario, in Lilicoptère, l'autrice si lascia incantare da mezzi espressivi e materiali più leziosi, come la foglia oro e i cristalli Swarovski abbinati alle piume di struzzo. L'esito: un romantico elicottero dedicato alla regina Maria Antonietta.

Un ritratto dell’artista Joana Vasconcelos.
Kenton Thatcher/ Unidade Infinita Projectos

Ostinatamente irriverente, Joana gioca con un côté kitsch per accompagnare il visitatore in una dimensione rutilante, in cui seduzione e riscatto, tradizione e modernità si combinano per denunciare le ingiustizie sociali. Il risultato è disorientante: Vasconcelos decontestualizza ciò che è più familiare per mettere in discussione ogni certezza riguardo ad argomenti cruciali − dall'uguaglianza di genere all'identità nazionale − al fine di perseguire un compito preciso: «Mostrando il cammino verso la bellezza gli artisti aiutano a capire il mondo».

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