Chi sono le protagoniste della nostra cover story di aprile 2019

Le designer Sara Ricciardi, Elena Salmistraro e Federica Biasi: tre donne, tre stili, stesso talento. Le biografie e le anticipazioni sulle novità da loro presentate al prossimo Salone del Mobile.

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Sono le protagoniste della nostra cover story del numero di Aprile, dedicata al design al femminile: Elena Salmistraro, Federica Biasi e Sara Ricciardi (clicca qui per vedere anche il loro video). Giovani e già con un curriculum fittissimo, ricche di talento, creatività e spirito d’iniziativa. Ognuna con il proprio stile. Ecco le loro storie, le riflessioni in prima persona e le anticipazioni sulle novità che stanno per portare al Salone del Mobile 2019 di Milano. Per conoscerle da vicino, in attesa di vederle, scintillanti, nei nostri servizi sul numero di Aprile.


ELENA SALMISTRARO

Un tratto fiabesco/artistico, di pura decorazione, connota i suoi pezzi; perché Elena, milanese, 35 anni, è anche pittrice e parte sempre dalla bidimensionalità del disegno su carta. Le favole sono la sua ispirazione e non a caso Disney America l’ha chiamata a creare un Mickey Mouse (coprodotto da Bosa e che vedremo al Salone 2019 nello stand di quest'ultimo), nell’ambito delle celebrazioni per il novantesimo compleanno dell’iconico personaggio: una preziosa opera in ceramica, tra i suoi materiali d’elezione in una vasta collezione di artwork.

Il Mickey Mouse firmato Elena Salmistraro, a sinistra. Nella foto di destra, work in progress sullo stesso pezzo.
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La fantasia antropomorfa della creativa si declina in produzione industriale, così come in pezzi dalla forte impronta artistica. Il suo stile? “Arte con una funzionalità. Forme dolci e avvolgenti, colori tenui e desaturati quali il cipria”. Ci confida di essere “consapevole di avere un pubblico molto femminile, perché in fondo sono le donne a operare le scelte relative alla casa.”

Elena Salmistraro al lavoro su uno dei suoi disegni.
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Già Ambasciatrice del Design Italiano nel Mondo, vanta variegate collaborazioni (tra le altre, Bosa, Alessi, Lavazza, Apple). Al Salone porta la poltrona Lisetta, dell’azienda marchigiana Bottega Intreccio, presentata in anteprima da Marie Claire Maison nella cover story del numero di aprile. Poi una serie di lampade gioiello ispirate all'Art Déco di Miami, per Torremato, una collezione per Houtique composta da poltrona, divano e specchio (anche questo fotografato in esclusiva nel numero di Marie Claire Maison in uscita); wallpaper per Londonart. Prestigiosa la partecipazione di Elena a una delle iniziative della Design Week legate alle commemorazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci: in onore della statua bronzea Cavallo di Leonardo custodita all’ippodromo San Siro, una selezione di artisti internazionali è chiamata a creare un cavallo. E una delle opere sarà firmata proprio da lei.


FEDERICA BIASI

Ama la semplicità formale del design nordico, olandese in particolare, traducendola con sensibilità italiana. Ha vissuto ad Amsterdam e il suo mantra è: “Funzionalità, candore, luce”, ci dice. Nata a Saronno, lavora per molte aziende – Fratelli Guzzini, Ditre Italia, cc-tapis – e rifiuta l'autoproduzione, “perché le aziende devono credere in me”. Una strategia vincente: a soli 30 anni è art director di Mingardo e, da quest’anno, anche di Manerba, brand per il quale cura ogni aspetto del total office; è inoltre docente allo IED milanese. Il suo segno distintivo sono geometrie dalle forme continue, pezzi soft e lineari, empatici con i committenti e con lo spazio che li circonda, caldi e delicati.

Federica Biasi con una delle sue lampade disegnate per Mingardo. Il pezzo sarà uno dei protagonisti dell’installazione Diorama, in Via Solferino 11.
Matteo Imbriani


Tra le novità che sta per presentare al Salone del Mobile 2019, spiccano innanzitutto le lampade Jolie disegnate per Gallotti&Radice, che vedrete in anteprima nel numero di aprile di Marie Claire Maison. Sono luci scenografiche, di grandi dimensioni, per contract o ambienti privati, nelle versioni da terra, tavolo e sospensione. “L’ispirazione arriva dalle lanterne cinesi, un simbolo poetico interpretato attraverso linee leggere, che sembrano capaci di volare proprio come fanno le lanterne. Il design deve lanciare messaggi invisibili ed emotivi, ben oltre la tecnologia. In questo caso è un invito a essere per sempre bambini e a esprimere desideri”, spiega. "Viaggi ed esplorazioni di nuovi luoghi mi aiutano ad approfondire parti di me stessa, che poi si trasformano in pratica".

Federica Biasi in Cina, a Shanghai. Le sue lampade Jolie, che stanno per essere presentate al Salone, si ispirano alle lanterne cinesi.
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Sempre nei giorni della Design Week, esordiscono una sua collezione di carte da parati per Jannelli&Volpi, una di outdoor per Potocco e una per Myhome (nuovo brand, spin-off di Alivar, sotto la direzione artistica di Giulio Iacchetti): comprende il tavolo ovale Oku e la dining chair Cloe.


SARA RICCIARDI

Trentenne beneventana dalla formazione globale, ha studiato a Istanbul, New York e Milano, divenuta sua città d'adozione. Dalla Turchia ha appreso il senso del décor, dal Giappone (pratica sia l'ikebana sia la danza butō), il giusto grado di sottrazione. Eclettica, ama giocare con certi stereotipi della femminilità, dalle piume a un tripudio di fiori, usando un registro di sfrontata ironia. Il suo è uno stile sensuale e leggiadro quanto potentemente espressivo, con una predilezione per i metalli, materiale pesante e tradizionalmente maschile. Opera tra prodotti e installazioni, passando con talentuosa disinvoltura da un ambito all’altro: arredi, set design, social design. “Un tempo ruoli e settori erano definiti, mentre oggi, nella società liquida, bisogna essere versatili e multitasking”, riflette con noi. Celebri sono i suoi vasi, straordinari supporti “di assoluto rigore formale, nel quale poi interviene l’elemento botanico ad addolcire”, uno dei quali decora pure il set del servizio di Marie Claire Maison dedicato alle tre designer.

Sara Ricciardi al lavoro nel suo studio sui nuovi vasi per Visionnaire.
Matteo Cavalleri


Tra le altre sue opere: la linea di sculture Temples e i mobili La Famiglia Rossi. Tiene corsi di coprogettazione sociale e performance presso la Naba e la Domus Academy, sempre a Milano, oltre che workshop internazionali di Design Thinking. Per il Fuorisalone, Sara cura il maestoso allestimento dal titolo L'île de Serge (in via Santa Marta 21, tra il cortile e lo spazio interno), per l'azienda francese di soluzioni e tessuti da esterno Serge Ferrari: si tratta di un omaggio a tutta la filiera produttiva, dal polimero al tessuto finito passando dal filo. Il progetto racconta ogni passaggio del processo per la realizzazione di tessuti tecnici outdoor. E sarà proprio un’isola a sorgere nel cuore di Milano, dove si verrà invitati a sdraiarsi e rilassarsi. Un allestimento in linea con i desideri di Sara per il futuro: “Ho lavorato a lungo su pezzi di piccole dimensioni, ora voglio espandermi in interni sempre più scenografici, avvolgere le persone”, confida.

Uno dei modellini preparatori per l’installazione di Sara Ricciardi dedicata all'azienda francese Serge Ferrari, nell'ambito della Design Week 2019.
Matteo Cavalleri


La Design Week vedrà inoltre il debutto dei suoi vasi Metamorfosi, per Visionnaire, esplorazione delle inedite potenzialità materiche del vetro e una collezione di complementi di arredo per il brand valenciano Houtique. Ricciardi partecipa inoltre all’installazione Miror (Galleria Moshe Tabibnia, Brera District), firmata dal collettivo The Ladies' Room (con lei, Ilaria Bianchi, Agustina Bottoni e Astrid Luglio).

Vi aspettiamo in edicola dall’8 aprile. Intanto, seguiteci qui.

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