A Palazzo Reale, la grande mostra in onore di Jean-Auguste-Dominique Ingres

Milano celebra il pittore che attraverso moda e bellezza ha rappresentato la grandeur napoleonica.

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Da sinistra foto, Buyenlarge/Getty Images; Dea/ G. Dagli Orti/De Agostini/Getty Images

I gioielli come simbolo di potere assoluto. L’opulenza dell’oro, indossato a profusione, dialoga con la luminosità delle perle

Milano rende omaggio a Ingres con La vita artistica al tempo dei Bonaparte, mostra che sottolinea la modernità della sua opera nel contesto culturale dell'Impero napoleonico (a Palazzo Reale, fino al 23 giugno). Nessun altro pittore, infatti, è stato in grado di rappresentare come lui la società francese della prima metà del diciannovesimo secolo. Figlio di un sarto e di una modista, Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780 − 1867) rivela fin da subito una naturale predisposizione a immortalare su tela le tendenze moda del tempo con un'accuratezza di dettagli mai vista prima.

La luce soffusa della collana in oro e degli orecchini contrasta con la sua timidezza: Ritratto della principessa de Broglie, 1853.
Foto, Buyenlarge/Getty Images

Close-up sugli ori e le perle del capolavoro Ritratto della principessa de Broglie.
Foto, Buyenlarge/GettyImages

In Madame Moitessier, l’ampio décolleté è protagonista della tela, a contrasto con il colore scuro e la stoffa pesante dell’abito.
VCG Wilson/Corbis via Getty Images

Dettaglio di Madame Cécile Panckoucke, in cui il vestito candido è impreziosito da una stola in seta di fattura orientale.
Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images

A differenza del maestro ed eterno rivale Jacques-Louis David, che suggella la grandezza dell'epopea napoleonica ispirandosi − anche negli abiti − alla storia greca e romana, lui compie una scelta d'avanguardia: racconta la grandeur della Francia non ponendosi in relazione non con un passato ormai lontano, bensì celebrando la sua potenza nel presente. Riflettori puntati dunque sui fasti della corte imperiale e sull'opulenza dei salotti in una Parigi finalmente al centro del mondo. Se David esalta la figura di Napoleone con gli stilemi del ritratto eroico, Ingres preferisce porre al centro del proscenio le donne. Sensuali, a tratti sfrontate, consapevoli del proprio ruolo e pronte a prendersi uno spazio autorevole in società. Sono abbigliate con ricchi velluti e sete preziose provenienti dai nuovi mercati orientali, nonché illuminate da cascate di oro indossato a profusione.

Il primo piano di Madame Marcotte de Sainte-Marie, un’opera degli anni della Restaurazione, quando le scollature erano riservate agli abiti da sera.
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Ritratto di Madame de Senonnes, in cui l’abito in perfetto stile Impero è protagonista assoluto della scena.
Dea/ G. Dagli Orti/De Agostini/Getty Images

La scelta di un vestito non è mai fine a se stessa; si tratta piuttosto di un modo per ribadire lo status sociale, senza contare che questi quadri sono una fonte inesauribile di dettagli sui costumi dell'epoca. Emblematico è il caso di Ritratto di Madame Senonnes, raffigurata in salotto con un abito rappresentativo del passaggio dalla moda stile Impero − ancora evidente nella vita alta attestata sotto il seno e nella scollatura ampia e quadrata − a forme più romantiche, che trovano la loro massima espressione nella manica allungata fino al polso e nella scelta dirompente del velluto rosso. La gorgiera in chiffon è quasi impalpabile e richiama la trasparenza della parte superiore della veste. Alle sue spalle, sul divano, si intravede uno scialle in cashmere, nuovo capriccio esotico delle dame dell'alta società parigina.

Dalle stoffe alle acconciature ricercate, fino alle porcellane di Sèvres: sono i dettagli a raccontare il momento storico

Dai vestiti di suggestione neoclassica, in poco più di un ventennio si passa a modelli riccamente elaborati, caratterizzati da gonne ampissime che rendono quasi impossibile sedersi e corsetti irrigiditi da stecche di metallo. L'imperante mussola bianca di cotone, tipica delle prime opere di Ingres, è sostituita da sete colorate; inoltre, il punto vita si abbassa per sottolineare sensualmente la figura, mentre le maniche risultano più voluminose. Il Ritratto della principessa de Broglie è indicativo. Ingres ha reso sapientemente la qualità del raso pregiato e dei pizzi dell'abito, i sontuosi gioielli della principessa, la sciarpa ricamata e il rivestimento damascato della poltrona, soffermandosi sulle diverse consistenze dei tessuti.

Particolare dell’opera Madame Antonia Devaucay de Nittis.
Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images

Ritratto della contessa d’Haussonville: la dama, che sfoggia un vestito elegante e un’acconciatura curata, volge le spalle a un’ampia specchiera e l’immagine riflessa conferisce profondità al quadro, mentre le porcellane di Sèvres e la copertura del caminetto in velluto e frange immortalano il momento storico.
VCG Wilson/Corbis via Getty Images

Il particolare pronto a catturare l'attenzione consiste nella collana di perle arrotolata sul polso sinistro con apparente noncuranza, che ricade sulle dita della nobile donna, dove spicca uno splendido anello. Il lusso si esprime attraverso un uso massiccio delle perle − sparse su abiti e cappelli oppure raccolte in una singola creazione − e nella predilezione per monili in oro giallo (tendenza in auge già nel periodo rinascimentale) o nelle acconciature sfarzose. Le dame di Ingres vivono e risplendono grazie agli ornamenti e ai bijoux che indossano, anzi è proprio nello sfoggio di essi che sembrano acquisire un nuovo valore sociale. È la modernità della moda, parafrasando Baudelaire, ma anche il suo potere liberatorio.

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