Collettiva(mente)

Le designer di ultima generazione amano lavorare in team e formano collettivi tutti al femminile. Così la creatività si eleva all'ennesima potenza e la collaborazione diventa efficace strategia per il women empowerment.

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Laura_Baiardini, nella rielaborazione grafica di Silvia M. Reppa

Nella foto in apertura, Sara Ricciardi, Agustina Bottoni, Ilaria Bianchi, e Astrid Luglio, del collettivo The Ladies Room. Sullo sfondo, disegno preparatorio per il loro lavoro in occasione della Design Week milanese: Mīror, dal 4 al 14 aprile, galleria Moshe Tabibnia, in via Brera 3.

Non solo due mani, ma molte di più. Non un pensiero unico, bensì esteso a più menti, per ampliare possibilità e performance. Collaborazione e partecipazione. Se oggi c’è una differenza nel mondo del design rispetto al recentissimo passato è proprio la tendenza a formare collettivi, in Italia come all’estero. E questo accade, soprattutto, tra creative. A vivacizzare lo scenario internazionale ci sono le tre newyorkesi di Egg Collective, che assieme concepiscono arredi e accessori – tavoli, luci, vasi dalle linee rigorose eppure mai fredde – e il duo svedese del brand Front, perfette rappresentanti del filone nordico.

Le tre designer americane componenti di Egg Collective: Stephanie Beamer, Crystal Ellis e Hillary Petrie.
Courtesy photo


Ad animare un collettivo femminile nel nostro Paese spicca Sara Ricciardi, una delle protagoniste della nostra edizione di aprile dedicata al women empowerment nel design, che esemplifica così in un suo post su Instagram: “L’individualismo è un aspetto importante della creatività di oggi in Italia e noi, che portiamo avanti anche i nostri studi di progettazione, amiamo dimostrare che c’è anche un sentimento corale di collaborazione e che va sostenuto come avviene in uno stormo”. La condivisione sostituisce la competitività, con esiti sorprendenti.

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@theladiesroom_collective #Design #Collective 👉 Nacque un pò per caso, per affrontare in gruppo delle sfide espositive tra le stanze reali torinesi, sotto lo sguardo fiero delle donne Sabaude e oggi, dopo 3 anni The Ladies' Room è un collettivo che ancora propone una visione comune. Siamo 4 designer. Abbiamo studiato tutte design del prodotto, ma siamo anche 4 persone molto diverse eppure è proprio questa diversità di approccio che stimola vicendevolmente la produzione di narrative che da sole non affronteremmo. La progettazione diventa così un atto di ascolto, di rispetto che determina una fiducia tra le parti. Lavorare insieme ad altre persone ti consente di rimodulare più volte i vari aspetti e rivederli da varie prospettive. Saper raccordare un progetto che sappia sostentarsi di quattro pensieri e personalità secondo noi è molto costruttivo. L’individualismo è un aspetto importante della creatività di oggi in Italia, e noi, che portiamo avanti anche i nostri studi di progettazione, amiamo dimostrare che c’è anche un sentimento corale di collaborazione che va sostenuto proprio come avviene in uno stormo* Un grazie alle mie preziose amiche e colleghe @ila.bianchi @agustina.bottoni @astridluglio Una condivisione di sogni, taralli e pentimenti ;) 🥂🙌 Ci vediamo per il Miart e il Salone del Mobile con il nostro nuovo progetto Insieme per la galleria @gallerymoshetabibnia a Milano!! #newproject #Gallery #MosheTabibnia #group #empathy #design #love /// #news #soon Many many thanks to our super photographer @baiardiny 🔥🔥🔥

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Il gruppo del quale Sara fa parte – fondato nel 2016 a Milano - ha il nome eloquente di The Ladies’ Room e comprende, oltre a lei, le colleghe Ilaria Bianchi, Agustina Bottoni e Astrid Luglio. Già animatrici di eventi nelle passate Design Week, anche quest’anno le vedremo interpreti, assieme, di un allestimento dal titolo Mīror: l’appuntamento è dal 4 al 14 aprile presso la galleria milanese Moshe Tabibnia, in via Brera 3. Troveremo tre sculture specchianti capaci di innescare giochi di illusioni ottiche: i visitatori sono invitati a confrontarsi con inedite immagini di sé, in riflessi che inducono alla riflessione. Lo specchio, simbolo di femminilità per eccellenza, viene proposto come oggetto capace di sollecitare nuove prospettive e visioni del sé. Le creazioni di The Ladies’ Room dialogheranno con opere tessili di diverse artiste del Ventesimo secolo: dai tappeti di Nathalie Du Pasquier alle composizioni a piccolo punto di Niki Berlinguer e Anna Maria Del Drago.

Intanto Thayse Viégas – talent-scout, curatrice della home gallery Casa Canvas alle porte del capoluogo lombardo – si è inventata l'interessante format Canvas Talks, in partnership con Brera Design Apartment: in questa location si susseguono per tutto il 2019 e oltre appuntamenti mensili, che riuniscono donne del mondo dell’arte, della comunicazione e del design. Cenando con i deliziosi piatti della chef Vasiliki Pierrakea, ci si confronta su esperienze personali, sui temi della gestione della carriera e del potenziamento del proprio ruolo nella società. Negli anni Settanta si chiamavano, appunto, collettivi. Oggi ci piace parlare di “realtà aumentata”: non sui canali digitali, ma qui e ora. Dentro la vita e il potere femminile, con il loro apporto di inventiva e talento.

Vi aspettiamo in edicola dall’8 aprile. Intanto, seguiteci qui.

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