E' nata una stella

Protagonista di una mostra Fuori Biennale, Adrian Ghenie seduce Venezia con il suo spiazzante talento.

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Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac © Adrian Ghenie; foto, Jörg von Bruchhausen

Nella fotografia in apertura, proveniente dalla collezione privata di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Self-Portrait Smoking, del 2015, parte di una serie dedicata all'autoritratto.



Difficile non avere mai sentito il suo nome. Per molti è il maggiore pittore contemporaneo, per altri "il figlio illegittimo" di Francis Bacon. Si tratta comunque dell'artista più apprezzato dal mercato in questi anni Duemila. Stiamo parlando di Adrian Ghenie, star fino al 18 novembre della Galleria di Palazzo Cini, a San Vio, in una delle mostre più attese Fuori Biennale: The Battle between Carnival and Feast, viaggio fantastico concepito ad hoc per Venezia.

In queste tele convergono reminiscenze di Picasso, Lucien Freud e Francis Bacon. Ma l’esito resta assolutamente personale

Olio su tela di recente produzione (2018), Napalm, di grande formato, è in esposizione a Venezia nella Galleria di Palazzo Cini, a San Vio.
Courtesy TAJAN SA and Galerie Thaddaeus Ropac © Adrian Ghenie; foto, Charles Duprat

L'arte del giovane Ghenie (Baia Mare, Romania, 1977) è in costante evoluzione; le sue tele sono realizzate a colpi di spatola/pennello e i soggetti prendono vita in corso d'opera. La tecnica è superba, la definizione e la cancellazione delle forme creano dei cortocircuiti semantici con la migliore ricerca del Novecento, da cui Adrian attinge a piene mani senza mai farne il verso. Francis Bacon, Lucien Freud e Picasso su tutti. «Un secolo che abbonda di offerta estetica; ergo, le possibilità combinatorie sono infinite. Sto sperimentando una pittura che preservi la tradizione e la storia del medium, ma che allo stesso tempo ne determini la rottura totale», spiega.

Figure with Dog è una delle opere più rappresentative presenti in Laguna; si tratta infatti di un olio su tela del 2019, realizzato ad hoc per la mostra a Palazzo Cini.
Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac © Adrian Ghenie

In esposizione nella città lagunare solo oli recentissimi, alcuni concepiti proprio per questo appuntamento. Il tema dell'acqua collega i quadri in una tavolozza marina di misteriosi verdi, blu intensi e grigi cangianti. L'artwork principale è un'immensa composizione neobarocca, che rappresenta una zattera sormontata da una massa vulnerabile di piedi e gambe, circondata da un cielo e un mare in tempesta. Oltre alle reminiscenze del secolo breve, emerge ovviamente l'analogia con il celebre La zattera della Medusa (1818-19), di Théodore Géricault. Tre tele di dimensioni minori attestano poi l'interesse a destrutturare il genere del ritratto. Come Self-Portrait with Animal Mask, in cui Ghenie interpreta il volto come se fosse un paesaggio; i tratti somatici sono cancellati da una maschera animalesca dalle sembianze indecifrabili.


In The Fake Rothko, del 2010, l’artista rende omaggio all’Espressionismo astratto e dialoga con Francis Bacon nelle tonalità cromatiche e nelle distorsioni del viso del protagonista.
© Adrian Ghenie; foto, The artist and Katrin Hammer

Una ricerca che si aggiorna quotidianamente attraverso i fatti, i personaggi e gli accadimenti sviscerati dai media, mescolati a episodi della storia o della letteratura. Eventi restituiti dall'artista sotto forma di dipinti, con accostamenti apparentemente incongrui. Ed ecco comparire cellulari, cappellini con visiera, sneakers. La satira feroce indirizzata alla società contemporanea si inserisce in un'ambientazione da film horror, con accostamenti cromatici violenti e scene conturbanti. Segni particolari che hanno scatenato un successo da rockstar. Così, dopo aver rappresentato nel 2015 il Padiglione rumeno alla 56ª edizione della Biennale d'Arte, l'artista è stato celebrato da diverse personali: presso la Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi, il San Francisco Museum of Art e la Mihai Nicodim Gallery di Los Angeles, tra le altre. Attualmente (e fino al dicembre 2020) la sua installazione The Darwin Room, 2013-14, è esposta al Centre Pompidou di Parigi.

Le forme sono mescolate e astratte, ma la composizione restituisce un dipinto quasi figurativo. È l’intrigante olio su tela Self-Portrait with iPhone, del 2018.
Courtesy of Tim Van Laere Gallery © Adrian Ghenie

Questo stile tutt'altro che compiacente non gli ha impedito tuttavia di vendere i suoi capolavori a cifre da record. Nel 2016 – durante la Post-War & Contemporary Art Evening Auction di Christie's, a Londra – l'opera Nickelodeon, raffigurante otto figure sfumate in pesanti soprabiti e presentata in catalogo con una stima di 1-1.5 milioni, ha superato i sette milioni di sterline. E lanciato Adrian nel firmamento degli inarrivabili.

Self-Portrait with Animal Mask, 2018, segna lo sviluppo dell’autoritratto con una maschera animale di cui è difficile distinguere fattezze e contorni.
Courtesy of the artist and Galerie Plan B © Adrian Ghenie


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