Le riflessioni di Olafur Eliasson sui cambiamenti climatici

In real life: la monumentale mostra antologica dedicata a uno dei colossi dell'arte contemporanea. Alla Tate Modern, Londra, fino al 5 gennaio 2020.

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Foto, Anders Sune Berg; courtesy the artist, Tanya Bonakdar Gallery, New York/Los Angeles

Nella fotografia in alto, Big Bang Fountain, 2014: una luce stroboscopica pare fermare l'acqua prima che cada, per effetto della forza di gravità.

L'evento segna il ritorno sulla ribalta londinese di uno dei più poliedrici talenti dell'arte mondiale. Dopo gli oltre due milioni di visitatori che nel 2003 hanno varcato la soglia della Turbine Hall per ammirare Glowing Sun − The Weath-er Project, la Tate Modern dedica una monumentale antologica a Olafur Eliasson. L'esposizione In real life che durerà fino al 5 gennaio 2020, a cura di Mark Godfrey ed Emma Lewis si preannuncia infatti come la mostra dei record. Realizzata in partnership con il Guggenheim Museum di Bilbao, si appresta a ospitare lo spettacolo di arcobaleni indoor e ombre caleidoscopiche capaci di porre lo spettatore al centro della scena.

L’artista danese con studio a Berlino Olafur Eliasson.
Courtesy Photo

Proveniente dalla Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection di Vienna, l’opera Your uncertain shadow (colour), 2010, è molto attesa alla Tate Modern.
Foto, María del Pilar García Ayensa; © 2010 Olafur Eliasson

Composta da due poliedri irregolari, Stardust particle è una scultura in sospensione creata nel 2014.
Foto, Jens Ziehe; © 2014 Olafur Eliasson

Risulta intuitivamente difficile − se non addirittura impossibile − racchiudere in una definizione la creatività di Eliasson: non si tratta di un designer né di uno scultore, ma neppure di un semplice progettista. Vero è che numerosi lavori, in particolare quelli multimediali, nascono dalla ricerca sulla geometria complessa, i modelli di movimento, l'interesse per la teoria dei colori. Questa rassegna vuole rappresentare tutto questo e molto di più, ovvero si propone come un viaggio immersivo nelle principali tappe della sua carriera. Testimonianza ne è il fatto che per presentare l'appuntamento in arrivo è stata installata all'esterno del museo, sulla riva del Tamigi, Ice Watch: una composizione di ventriquattro blocchi di ghiaccio in via di scioglimento prelevati in Groenlandia, dove la banchisa si sta liquefacendo. Un soggetto drammaticamente attuale per richiamare l'attenzione sulle tematiche di climate change & global warming.

I grew up in solitude and silence, del 1991.
Courtesy the artist; Tanya Bonakdar Gallery, New York/Los Angeles

In real life comprenderà complessivamente una quarantina di opere, ventinove delle quali mai presentate prima in Gran Bretagna. Tra queste non poteva mancare un focus sul food, legato alla storia familiare del padre chef dell'artista e all'amicizia di lunga data con Massimo Bottura. Il Terrace Bar offrirà coerentemente un menu ideato da The kitchen team dello Studio Olafur Eliasson basato su alimenti organici, vegetariani e a filiera corta, portando alla Tate piatti biologici e sostenibili. Infine, nell'ottica di integrare e rendere più live l'esperienza, è previsto un suo intervento settimanale via Skype, per svelare al pubblico sperimentazioni e collegamenti tra i progetti compiuti e le idee ancora in corso di realizzazione.

Beauty, 1993, onirica installazione in cui la caduta dell’acqua regala incredibili arcobaleni.
Courtesy the artist; Tanya Bonakdar Gallery, New York/Los Angeles





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