Carlo Scarpa protagonista di un nuovo volume fotografico

Omaggio a un grande architetto italiano in un coffee table book curato da due firme di Marie Claire Maison: la giornalista Patrizia Piccinini, che qui ci racconta il libro in anteprima, e il fotografo Lorenzo Pennati.

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Lorenzo Pennati

Nella foto, la Tomba Brion nel cimitero di San Vito, ad Altivole in provincia di Treviso.

Nasce dalla sublime bellezza il nuovo libro Carlo Scarpa. Oltre la materia (Rizzoli): quella che il celebre architetto ha impresso alle sue opere e si manifesta come una rivelazione. Duecentoventiquattro pagine firmate da Patrizia Piccinini (giornalista di Marie Claire Maison) e Lorenzo Pennati (fotografo di punta del nostro giornale), che non vogliono essere né una fredda catalogazione né uno studio critico, piuttosto un racconto, un romanzo fatto di episodi avvincenti ed effetti speciali. Non a caso, è lo stupore a guidare lo sguardo quando si attraversa per la prima volta la porta del Negozio Olivetti di Venezia oppure si arriva in quell'edificio fatto di luce che è la sala scarpiana del Museo Gypsotheca Canova di Possagno.

Tomba Brion, nel cimitero di San Vito, ad Altivole in provincia di Treviso, è una delle ultime opere del maestro; un progetto che l’ha tenuto occupato per un decennio, fino al 1978, anno della sua morte. Qui la porta a forma di omega all’interno dell’aula della preghiera e, sullo sfondo, l’altare in bronzo.
Lorenzo Pennati

Opera fondamentale nel lavoro di Carlo Scarpa, il Negozio Olivetti di Piazza San Marco è un capolavoro di leggerezza e dinamismo. La scala rivestita in marmo Aurisina domina lo spazio: i gradini sfalsati appaiono come sospesi, mentre i perni di montaggio, ben visibili, indicano l’asse mediano della stanza.
Lorenzo Pennati

Un raro ritratto di Carlo Scarpa (1906 − 1978).
Courtesy Photo

La cover del libro Carlo Scarpa. Oltre la materia (pp. 224, €49, Rizzoli), di Patrizia Piccinini e Lorenzo Pennati.
Courtesy Photo

Ogni progetto pare immerso in una atemporalità sospesa, in cui la potenza dell'architettura si riverbera su linee, superfici e volumi, conferendo all'insieme la classicità monumentale propria dei templi greci. La struttura si confonde con il dettaglio, in una perfetta armonia d'insieme. Nei lavori di Scarpa l'estetica è un fatto fisico e mentale, che trascende l'analisi dell'opera; il colpo di fulmine quando arriva sa farsi riconoscere. Dalla straordinarietà del vetro − che come un'epidermide trasparente fa entrare l'azzurro del cielo nella gipsoteca canoviana − fino al particolare, come il tocco bizantino dei mosaici nel Negozio Olivetti di Piazza San Marco; illuminati dalla luce del sole evocano i riflessi delle case sulla Laguna o quelli emanati dai sarcofagi dei coniugi Onorina e Giuseppe Brion, quest'ultimo fondatore e proprietario della Brionvega.

Un particolare della Tomba Brion, che Scarpa ha realizzato su commissione di Onorina Brion Tomasin dopo la morte del marito Giuseppe, fondatore e proprietario di Brionvega.
Lorenzo Pennati

Gli spazi della Fondazione Querini Stampalia interni alla dimora cinquecentesca dell’antica famiglia veneziana: qui, scorcio dell’aula Gino Luzzatto con l’accesso vetrato al giardino.
Lorenzo Pennati
L’ala scarpiana della gipsoteca di Possagno con il modello originale delle Tre Grazie di Antonio Canova, "accarezzate" dalla luce naturale.
Lorenzo Pennati

Un particolare del padiglione centrale della Biennale di Venezia.
Lorenzo Pennati

La loro forza è tutta lì: percorsi fisici e visuali, sguardi prospettici e squarci improvvisi. Non c'è neppure bisogno di una guida per visitare i musei curati dall'architetto; è lui stesso a indicare la via. Per esempio, quale itinerario percorrere alla Tomba Brion, con i gradini spostati a sinistra a fare da muta segnaletica. E poi ci sono le strade d'acqua. Da buon veneziano Scarpa decide di integrarla nelle architetture, l'accompagna all'interno della Fondazione Querini Stampalia e "inventa" una fontana nel negozio Gavina di Bologna. Un percorso che esplora questi luoghi con rispetto reverenziale, concentrandosi sui posti aperti al pubblico. Con l'auspicio che tutti possano vivere in prima persona le medesime emozioni.

Il geniale pannello divisorio progettato da Scarpa nell’aula Mario Baratto, all’università Ca’ Foscari di Venezia: un elemento ligneo realizzato in noce, ciliegio e faggio, che apre e chiude lo spazio come una sorta di diaframma mobile.
Lorenzo Pennati

Particolare nella chiesa Nostra Signora del Cadore, consacrata nel 1961 sulle Dolomiti bellunesi.
Lorenzo Pennati

Il dettaglio di una finestra nel padiglione centrale della Biennale di Venezia, che, a partire dal 1948, ha visto per lungo tempo l’architetto nella duplice veste di allestitore e progettista.
Lorenzo Pennati

Ancora l’interno dell’aula intitolata a Mario Baratto, docente della facoltà e famoso critico letterario.
Lorenzo Pennati

Un libro per tutti gli appassionati del professore, che continuano a nutrirsi avidamente dei suoi lavori. Quest’anno, casualmente, Carlo Scarpa è tornato protagonista, con altri due libri scritti dall'architetto Guido Pietropoli, allievo e assistente del professore, che tra le altre cose è anche il grande protagonista del restauro della Tomba Brion. Pubblicati autonomamente, Quasi un racconto. Carlo Scarpa 1968-78: La storia del progetto del Cimitero Brion a San Vito di Altivole e A fianco di Carlo Scarpa: Gli ultimi dieci anni di vita di Carlo Scarpa raccontati da un suo stretto collaboratore, documentano attraverso narrazioni originali e un copioso materiale illustrativo inedito il maestro visto da vicino. E poi c’è la pagina Facebook, CARLO SCARPA architetto. Memoriae Causa, curata con devozione dall’architetto Aldo Fabbri: un luogo di studio e di costante ricerca per tutti quelli che amano l’architettura del maestro veneziano.

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