Ambienti eccentrici nel nuovo libro dell'interior designer Vincent Darré

Nel volume Surreal Interiors of Paris, interni a vocazione surrealista e moodboard geniali. Decorare la casa è un gioco meraviglioso.

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Jason Schmidt

Ritratto sul letto rivestito in tessuto Sixties di Pierre Cardin (con luce da dentista), l'interior designer Vincent Darré è protagonista del nuovo libro Surreal Interiors of Paris, Rizzoli Usa, da cui sono tratte queste immagini.

Jacques Kanapa

Alexandre Bailhache

Estimatore di Dalí, Cocteau e Magritte, Vincent Darré infonde una carica onirica alla sua collezione di arredi. Come Duchamp, ritiene che il più grande nemico dell'arte sia il buongusto e ricorda l'incanto vissuto da bambino in occasione di una mostra sul Dadaismo al Centre Pompidou. Stravaganza e sense of humour diventano il suo marchio di fabbrica; l'occhio – simbolo del Surrealismo – è uno sprone a vedere oltre l'oscurità, quella del conformismo. La sua eclettica ironia trionfa nel décor raffinato concepito per l'hotel Montana a Parigi (nella foto qui sopra).

Karl Lagerfeld
Alexandre Bailhache

Dopo gli esordi nella moda – che lo ha visto al fianco di Yves Saint Laurent, Moschino, Karl Lagerfeld e tanti altri – Vincent fonda l'atelier Maison Darré nel 2009. Tra i clienti vanta griffe del calibro di Christian Louboutin e Roger Vivier. Il suo portfolio è fitto di interni dalle tinte ardimentose, set di trouvaille scovate nei marché aux puces e complementi eccentrici. Un esempio è la collezione "Ossobucco", inconsueta rilettura dei memento mori, in cui femori, bacini e tibie sono trasformati in cornici per specchi, sedute e coffee table (nella foto qui sopra).

Valerie Lemercier e Pierre le-Tan
Christophe Roué

Gli anni trascorsi a Napoli, con le ripetute visite alla Cappella San Severo, e a Roma – dove passeggia ai Fori Imperiali e si reca nelle chiese del Settecento – sono per Darré intense suggestioni barocche da trasporre nei progetti di decorazione. Fanno il resto le grottesche ammirate nella cornice di Villa Lante, a Bagnaia. Ispirazioni che Vincent combina sapientemente alla consueta ironia, come per gli interiors della maison Elsa Schiaparelli (nella foto qui sopra, l'atelier di Place Vendôme realizzato nel 2012), esaltandone la teatralità con una specchiera in stile Rococò.

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