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“Ci sono cascata. E da un mese bevo acqua zenzero e limone (al posto dell’alcol)”

Si può abbracciare un rituale per necessità e poi diventarne dipendenti? E se facesse più male che bene?

foto di Jarosław Ceborski su Unsplash

Quando leggi e rileggi che l’acqua lo zenzero e il limone insieme ti cambieranno la vita quotidiana ridi, ti schifi e dopo poco ti annoi. Sì okay prepararsi la tisana allo zenzero post-cena è mortale per l’umore. Sì okay strizzare il limone con l’acqua calda pre-caffè mattutino è mortale per la libido gourmand. Poi, però, succede che ti accorgi di quanto quel rituale tolga di mezzo un altro problema scomodo - o chiamiamolo non salutare: gli effetti del consumo di alcol. Passo indietro: è fin troppo facile sostenere e comprovare che bere acqua e limone fa dimagrire. Ancora più scontato e comprovato che bere tisane zenzero e limone affina fianchi e pancia (e paranoie). Ancora più scontato sostenere e comprovare che bere tisane speziate, acide o drammaticamente healthy aiuta a bere la dose d’acqua giornaliera della salute, 2 litri e non ne parliamo più. E cosa succede quando, finito il periodo di detox che ci soddisfa, il rituale dell’acqua zenzero e limone rimane? Succede che cambiano le abitudini e non te ne accorgi (anche se vorresti tornare indietro).

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Foto di Thomas Hafeneth su Unsplash

Il primo passo verso questa conversione healthy è arrivato quando mi sono accorta di aver portato l’acqua zenzero e limone a letto, mentre guardavo l’ultima puntata di The Crown 2 e non avevo al mio fianco un ghiacciatissimo digestivo. Digestivo che in pochi millilitri toglie qualunque senso di colpa verso il consumo di alcol e, allo stesso tempo, soddisfa il palato post-cena. Cioè la regina Elisabetta si concede il gin-tonic tutti i giorni e io tisanina? Ouch. Ma il vero campanello d’allarme da zenzero & limone addicted è arrivato quando ho riempito una borraccia di acqua bollente e l’ho messa nello zaino da squash. In una cappa di calore/sudore/dolore mi son ritrovata felice di sorseggiare la tisana, obiettivamente, tra le più spiacevoli in circolazione. “Perché continui a bere quella roba?!” mi chiede giustamente il mio compagno di campo. “Perché mi rilassa” rispondo con spontaneità. E un filo di soddisfazione.

Foto di Jorik Blom su Unsplash

La verità è che dopo un litro di acqua calda con zenzero e limone e pochi sensi di colpa il desiderio della birretta post-squash svanisce. La verità è che quella nota acida di limone e quel retrogusto orientale di zenzero arrivano a colmarti il piacere di vecchi drink caldi come il punch (per lo meno d’inverno). A differenza del tè, al quale manca spessore morale, la tisana homemade ritempra come un buon sidro caldo. Oserei dire che in una sciata a meno 10° avrei amato sorseggiare la tisana più abusata del mondo al posto di un bombardino tutta panna & pentimento. La dipendenza da acqua limone e zenzero non è del tutto sana: vero la sostituzione agli N comfort drink della nostra vita riduce drasticamente le quantità di zucchero che solo certi vodka sour (magistrali) sanno regalare. Ma quell’acidità che solo il benamato limone sa includere nel prezzo è un filo rischiosa per l’acidità di stomaco. Acidità che ti cambia anche l’appetito. Troppa salute danneggia l’umore? Troppi rituali, che segano le gambe al bicchiere della staffa, vino rosso pre-piumone incluso? Correggere l’acqua, l’alimento più semplice e necessario del mondo, non ci porterà un po’ troppo detox (non necessario)? Nel dubbio è innegabile che l’acqua nuda e cruda non ha più sapore per me. Che palpo limoni e lascio “seccare” i tappi degli amari con quella polvere di zucchero…alla quale ho rinunciato a favore dell'acidità d'animo. Aiuto.

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