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Ci sono 7 tipi di fiori che non sapevate di poter mangiare (e si trovano pure alla Esselunga!)

Mangiare violette, rose e calendule è una nuova moda gastronomica ma fa (molto) bene alla salute e al buonumore.

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Fiori commestibili? Perché no. Tanti anni fa un verso di una bella canzone di Fabio Concato (Domenica bestiale) recitava “Ogni tanto mangio un fiore/ lo confondo col tuo amore” e faceva sospirare i romanticoni. Sembrava bizzarra perché in pochi sanno che di fiori commestibili ce ne sono tanti, sono buoni e qualcuno ha delle proprietà interessanti. In gastronomia si chiamano fiori eduli e oltre ad avere spesso un buon sapore, servono anche a dare un tocco di colore e di raffinatezza ai piatti buoni ma un po’ sbiaditi.

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Se l’idea non vi convince, tenete conto che di fiori ne mangiate già molti, abitualmente e senza pensarci. Dal fico al carciofo, dal broccolo all’origano, dalla camomilla alla malva. I fiori di zucca fritti sono una specialità a cui pochi possono resistere. Se siete in vacanza in Sicilia, di sicuro non avrete ignorato l’ottimo gelato al gelsomino, e chissà quanto fiore di finocchio selvatico avete sparso sull’arrosto e quante volte avete gustato un risotto allo zafferano. Per cui, coraggio: ecco qualche nuova idea che arricchirà il vostro menù.

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Viola del pensiero. In alcuni supermercati (visto anche alla Esselunga) la si può vedere già spuntare dalle confezioni dell’insalata quando è la stagione giusta, a cui viene mescolata per renderla più allegra. Quando vi capita a tiro una confezione non fatevela scappare perché la viola è ricca di flavonoidi e di vitamina E!

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Borragine. Avete presente quella pianta pelosa, dalle grandi foglie e il fiorellino azzurro? Se non si trova sul ciglio di una strada (dove raccoglie smog e polvere) potete raccoglierla e gustarne fogli e fiori, purché cotti, perché da crudi possono risultare pesanti per il fegato. Dopo la cottura, in frittata o fritti nella pastella, sono invece saporiti, antinfiammatori e cardioprotettori.

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Calendula. Ha un sapore forte e piacevole, un po’ piccante. Ed è diuretica, lassativa, aiuta l’attività del fegato, e pare riesca a regolare anche il ciclo mestruale. Si può usare per preparare ottimi risotti in alternativa allo zafferano, si può aggiungere ai biscotti aromatizzati all’arancio, per dargli un leggero gusto pepato. Ma una volta presa confidenza potete trovare tante altre occasioni per aggiungerle ai vostri piatti.

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Rose. Che con la rosa si ottengano ottime marmellate, tipiche della tradizione bulgara, non è una novità. Ma i petali di rosa, che vantano proprietà antibatteriche e contengono vitamina C, vitamina B, Carotene e vitamina K, si possono usare anche in cucina, e non solo come decorazione. A parte gli infiniti utilizzi in pasticceria (brinati, caramellati), si possono consumare fritti in tempura, come contorno all’avanguardia, o farne l’ingrediente principale di un risotto profumato. In un vecchio film, Come l’acqua per il cioccolato, di veda la protagonista Tita prepararci addirittura il condimento per le quaglie.

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Garofano. No, i chiodi di garofano non c’entrano, sono infatti le infiorescenze di tutt’altra pianta (Syzygium aromaticum). Ma anche il vero garofano è commestibile. Poiché ha un sapore molto dolce è indicato soprattutto in pasticceria, incorporato nell’impasto dei biscotti, ma può essere anche un ottimo ingrediente profumato per squisiti risotti.

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Primule. Crescono spontaneamente in tutta Italia e sono ottime. Boccioli e fiori aperti si possono consumare in insalata, dove rimangono croccanti anche dopo il condimento, saltate in padella con olio o con burro, oppure mescolate nella frittata. Contengono flavonoidi e carotene, fanno bene alla tosse, conciliano il sonno e alleviano i disagi dei reumatismi.

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