Spillare la birra è una questione seria (serissima) e sana (sanissima)

Forse non la stai versando correttamente. Ecco i consigli del beer sommelier Max Bakker per spillare alla perfezione!

Say Cheers!
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Se quella tra te e il mal di stomaco post birra è una storia d’amore che va avanti da tempo immemore, è arrivato il momento di chiedersi se farla finita o meno (col succo di luppolo). Se avete abbandonato la pista della celiachia o intolleranza alla birra, non vi resta che una domanda da porvi: sto spillando la mia pinta correttamente? Ma perché, esiste un modo giusto e uno sbagliato? No, ne esistono innumerevoli di modi sbagliati per farlo. E hanno tutti come unico risultato quell’antipatico bruciore misto ad acidità di stomaco perfetto per farvi concludere una serata con l’amaro in bocca (o un due di picche…).

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«Regola numero 1: la birra NON si beve dalla bottiglia. O, ancora peggio, dalla lattina. Esistono dei bicchieri, anche piuttosto belli, usateli», la parola al beer sommelier Max Bakker che su BusinessInsider.com ha spiegato come spillare una birra alla perfezione. «E poi, il suono del tappo che vola via vale già metà del divertimento!» «L’obiettivo principale, quando si versa la birra nel bicchiere, è quello di far disperdere quanta più anidride carbonica possibile». Chi ha voglia di bere una bomba gasatissima pronta ad esplodere nello stomaco da un momento all’altro? «Figuriamoci se abbinata ad uno snack. Quando accompagno una birra spillata male a delle patatine fritte, ad esempio, si crea un turbine di gas all’interno della mia pancia che mi fa venir voglia di tornarmene a casa in quattro e quattr’otto», continua Bakker.

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Come convertirsi allora al metodo di spillatura da veri pro? Secondo il sommelier, bisogna versare lentamente la birra all’interno di un bicchiere leggermente inclinato, allontanandolo e “raddrizzandolo” via via che si versa il contenuto. A questo punto, l’anidride carbonica in eccesso è andata a farsi benedire e una ricca schiuma dovrebbe far capolino sulla sommità della vostra coppa. «Last but not least, ne avrete esaltato di gran lunga il sapore. Sentirete tutta la dolcezza del malto e l’amarognolo del luppolo».

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