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Le bibite diet sono la più grande bufala del secolo (?)

Doppio studio conferma: ordinare una bibita diet NON aiuta affatto il corpo. Anzi, i rischi si moltiplicano.

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Li abbiamo dribblati per tutto l'inverno, tanto c'era il vino rosso a promettere benefici no-te-vo-li per il nostro corpo. Abbiamo studiato i drink meno calorici per poi ri-innamorarci dei grandi classico old school (un Bloody Mary, grazie) ma ora che la stagione degli aperitivi social(i) è impellente la domanda sorge spontanea: per non mettere in crisi la dieta da prova bikini una bibita diet è la soluzione? Errore, e pure madornale. Stroke, la rivista dell'American Heart Association, ha pubblicato uno studio nel quale sono stati monitorati circa 4000 adulti in merito alla loro assunzione di bibite negli ultimi 10 anni. Il risultato non ci farà certo piacere: le bibite ricche in dolcificanti alternativi allo zucchero sono sempre più collegate con un maggior rischio di infarto e demenza senile, come conferma anche il NyMag.com.

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Gli scienziati della Boston University autori della ricerca hanno scoperto che coloro che hanno consumato una bibita diet al giorno sono andati incontro a diagnosi di demenza precoce e infarti tre volte più spesso di chi non ha consumato bibite. Un tale incremento in diagnosi di questo tipo non è stato osservato nelle persone che bevono bibite normali (oh yeah: quelle con lo zucchero!). Ovviamente rimane saldo il punto di partenza della ricerca, come rileva la NBC News: chi beve bevande zuccherate ha un ritmo accelerato di invecchiamento cerebrale, una diminuzione nelle funzioni di memorizzazione e un ippocampo più piccolo (la zona del cervello implicata nei meccanismi della memoria).

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Dunque diet no diet? Parrebbero sempre più certi gli effetti collaterali delle bibite diet visto che già nel 2014 l'American College of Cardiology aveva scoperto che le donne che bevono bevande diet sono più inclini a sviluppare malattie cardiache. Certo è che come abbiamo imparato a riconoscere gli alimenti falsamente etichettati come "light", forse dovremmo diventare più consapevoli sulle cosiddette bevande "diet" e non fidarci di facili slogan che spesso vengono inventati dal marketing e non seguono i parametri medici. Nel frattempo non ci resta che prendere in considerazione il buon vecchio bicchiere d'acqua, come suggerisce il Dr. Sudha Seshardi, professore di neurologia alla Boston University School of Medicinee autore della ricerca sopra citata.

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