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E se osassimo TUTTE un sano whisky torbato (al posto del solito margarita)?

Tu mi turbi, no, mi torbi: il drink che non vi aspettereste mai di trovare tra i desideri di una donna è...

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Whisky torbato o tradizionale? Il dibattito va avanti praticamente tra sempre e divide i puristi, i sostenitori dell'autenticità del whisky preparato secondo i metodi classici, da chi sa apprezzare anche altri tipi di sapori ed essenze, decisamente particolari. Il whisky torbato scozzese lo è di sicuro, per il suo gusto intenso e per quel sentore di affumicato che lo contraddistingue. Ma cos'è e come si prepara il whisky torbato?

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Whisky torbato, il significato – Per whisky torbato si intende generalmente un tipo di whisky prodotto nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, in cui il processo di essiccazione del malto avviene in forni alimentati non a legna o a carbone, come nella terraferma, ma con un combustibile particolare: la torba.

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Preparazione del whisky torbato – Ogni tipo di whisky single malt, infatti, è prodotto con orzo fatto germogliare 2-3 giorni in apposite vasche. Una volta ottenuto il malto, questo va fatto essiccare in dei forni che nelle Ebridi e in particolare nelle isole di Skye ed Ilay venivano alimentati con la torba. Il motivo? Evitare di importare combustibile dalla terraferma, risparmiando sui costi e sui dazi da pagare. La torba, infatti, è un combustibile naturale che abbonda in quelle isole, una sorta di versione primitiva del carbone. Naturalmente, anche dopo le fasi successive della distillatura sul malto essiccato in forni a torba rimangono percentuali più o meno consistenti di fenoli e sono proprio questi a conferire al whisky torbato il classico sapore acidulo che lo contraddistingue.

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Whisky torbato, le marche – Le marche storiche del whisky torbato scozzese sono concentrate nell'isola di Skye. Etichette come Laphroaig, Talisker, Caol Ila, Lagavulin, Ardbeg hanno fatto la storia di questo distillato e sono un autentico must nei mobiletti e nelle cantinette dell'alta borghesia di tutto il mondo.

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Whisky scozzese torbato – Quali sono, dunque, le caratteristiche dei diversi tipi di whisky torbato? Uno dei meno 'forti' è il Caol Ila, che presenta 25 parti per milione (ppm) di fenoli e che presenta un gusto elegante, marcato quanto basta. Di largo consumo è il Lagavulin (45 ppm di fenoli), una delle marche più conosciute, probabilmente il whisky torbato più presente nei bar e nei bistrot di tutto il mondo, apprezzato per la sua leggerezza. Il Laprhroaig (25 ppm) era l'unico whisky tollerato negli Stati Uniti durante il proibizionismo, quando veniva fatto passare per alcol medicinale: è un distillato dall'acidità molto intensa, forse poco adatto ai palati più fini. L'Ardbeg, invece, è il whisky torbato per eccellenza. Ne esistono varie versioni come il Corryvreckan o lo Uigeadail, invecchiato in botti di Sherry, fino al temibile Supernova, il whisky più torbato al mondo con la sua inarrivabile percentuale di 100 ppm di fenoli.

Whisky giapponese torbato – Il whisky torbato è apprezzato in tutto il mondo e alcune aziende nel corso degli anni hanno cominciato ad usare torba nei processi di distillazione. In Giappone, soprattutto, sono diventati dei veri e propri maestri nella produzione di whisky torbato di ottima qualità, tanto che il Suntory Yamazaki Single Malt Sherry Cask 2013 ha trionfato alla World Whiskey Bible del 2014, una sorta di Oscar mondiale del whisky. Il whisky della Yamazaki ha ottenuto 97,5 punti su 100, quasi il massimo, consacrandosi come il miglior whisky torbato del pianeta. Un vero e proprio smacco per i produttori scozzesi e per diversi consumatori di tutto il mondo, un segno – l'ennesimo – che i tempi stanno cambiando.

Whisky irlandese torbato – Anche in Irlanda, geograficamente molto vicina alla Scozia, si produce una varietà di whisky torbato, il Connemara, la cui distillazione è cominciata nel XVIII secolo. Si tratta di una varietà di whisky unica, dall'aroma decisamente affumicato e moderatamente torbato.

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