Sono uno chef di volo e vi dico cosa NON dovreste mai bere e mangiare in aereo

Le confessioni di chi si occupa di fornire cibo e bevande alle compagnie aeree per evitare di stare malissimo durante un volo.

Cosa non mangiare in aereo
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Argomento caldo (365 giorni l'anno): mangiare in aereo è il peggiore modo di iniziare un viaggio epico? Basterebbe un clic sul volo intercontinentale per scegliere accuratamente il cibo che vogliamo servito a diecimila metri di altezza. Le comodità dell'online sono diventate una manna per chi vuole avere diverse opzioni: compreso chi vuole mangiare vegetariano in aereo (e non sa come). Eppure se c'è una delle questioni più virali in circolazione (molto più della lista delle compagnie aeree più sicure) è il toto-food in volo ovvero: il lunch dei voli intercontinentali è la più pericolosa quota cibo della nostra vita? Strane salsine dal sapore sapidissimo, carne riscaldata, panini gelidi... Per non dire delle verdure, solitamente a rotazione carote, patate, piselli, fagiolini e gli immancabili peperoni. Tutto sapidissimo. Sete, tanta sete, siamo solleticati da un sorso di vino. Che puntualmente sembra succo d’uva. Et voilà, stomaco gonfio mentre gli altri passeggeri sembrano perfettamente tranquilli.

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Il cibo buono in aereo è un sogno, ma potrebbe non essere difficile: basta essere consapevoli che le condizioni in cui mangiamo among the clouds sono diverse da quelle a terra. Si può mangiare in aereo, il problema è come. Lo spiega in un’inchiesta su Robb Report Steven Roberts, vicepresidente di Air Culinaire Worldwide che fornisce cibo a 22 compagnie aeree (e stila i menu insieme a chef ad hoc): l’altitudine innanzitutto, la scarsa umidità, la pressione bassa dell’aria e il ricircolo fanno sì che le nostre papille gustative e i recettori olfattivi siano messi vagamente in confusione. L'eufemismo dell'anno per dire che vanno in tilt completo, o quasi. Non capiscono bene cosa stiano assaggiando e respirando, perché lavorano a mezzo servizio. Motivo? C’è meno ossigeno nel sangue, che comporta minore precisione dei nostri recettori, facilmente ingannati dalle nuove condizioni atmosferiche all’interno della cabina pressurizzata. La percezione dei cibi in volo è decisamente diversa e poco gustosa, la maggior parte delle volte). Non va meglio con i vini, anzi, è persino peggio: tutte le particelle aromatiche che fanno grande un Merlot o un Sauvignon vengono immediatamente assorbite dalla potenza del ricircolo dell’aria. Risultato? Uguale a leccare la plastica. “In una casa c’è solitamente il 40-45% di umidità nell’aria” racconta Roberts, “In aereo ce n’è il 20%, o meno. L’aria secca riduce la capacità delle papille gustative e olfattive, specialmente per quanto riguarda il cibo dolce e quello poco salato” conclude l’esperto. Per questo i piloti hanno sempre una bottiglietta di tabasco nel kit da viaggio perfetto: per insaporire le pietanze blande che sono costretti a consumare durante le lunghe ore di volo.

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Morale della favola, cosa possiamo mangiare in aereo per nutrirci in modo corretto senza dimenticare il gusto? Gli esperti spiegano che a 10mila metri di altezza il metabolismo funziona circa al 30% rispetto alla sua naturale capacità di lavoro, quindi è più facile avere difficoltà a digerire. Se ci mettiamo sopra delle mappazze allucinanti, di certo non staremo meglio. In volo vengono percepiti più facilmente i cibi che hanno una forte componente umami nel sapore come fagioli, pomodori e funghi (umami è la parola giapponese che significa “gusto piacevolmente sapido”, tipico della salsa di soia), ma ciò non significa che dobbiamo darci dentro col Bloody Mary. Imbottirsi di vodka o diet coke durante il viaggio non è la migliore soluzione contro la disidratazione in volo, comunque. Tra i vini, Steven Roberts consiglia di optare per lo Chardonnay, in grado di non soffrire troppo le condizioni estreme di bevuta. In ogni caso meglio il succo di pomodoro liscio, se proprio volete. Fatevi amici le hostess e gli steward per avere tantissima acqua da bere, a getto continuo, e pazienza se il vicino di posto dovrà sopportare i vostri continui va e vieni dalla toilette. Quanto al cibo, ecco cosa NON mangiare in aereo per garantirvi una digestione corretta e un arrivo splendido splendente all’aeroporto di destinazione.

#Pizza. Il cibo perfetto degli dèi è quello dal quale tenervi il più lontano possibile finché non avrete di nuovo i piedi a terra (e preferibilmente nelle vicinanze di una pizzeria di fiducia). La sua natura favolosa non riesce a impedirle di diventare caucciù se consumata in volo: il riscaldamento al microonde dell’aereo ne spezza l’essenza meravigliosa e la riduce in gomma immangiabile. Evitatela.

#Sushi. Specialmente se il vostro volo parte la mattina presto, evitate il sushi perché è sicuramente del giorno prima e rischia di diventare un “mappazzone” di riso umido che vi si gonfierà automaticamente nello stomaco. Ha il vantaggio di non dover essere riscaldato, ma pensateci: per decollare alle 9 del mattino, il cibo arriva pronto al servizio catering almeno due ore prima, il che significa preparazione alle 4 del mattino. Quanti mercati del pesce sono aperti alle 4 del mattino? Bravi, vi siete risposti da soli.

#Carne e verdure lesse. Va bene, le patate lesse ve le possiamo concedere, ma per quanto riguarda la carne e il pesce andrebbero sempre scelte le cotture alla griglia, che tendono a “conservare” meglio la consistenza e a non rovinarsi quando si riscaldano.

#Vino nebbiolo. I vini tannici in generale non vanno d’accordo con l’aria rarefatta degli aerei, tendono a rovinarsi e a somigliare rapidamente a imitazioni scarsissime dei grandi uvaggi che dovrebbero essere. Optate per analcolici, non vi daranno alla testa facilmente.

In apertura foto di Gus Ruballo su Unsplash.

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