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Il risotto alla milanese NON è milanese

Le origini di un classico meneghino non sono affatto nordiche. Intuizione semplice che spacca i cuori (fierissimi).

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C’è un piccolo problema che potrebbe rivelarsi un dramma. Il risotto alla milanese non è milanese. Non è affatto meneghino, non è per nulla giallo dorato come le tempie del milanese che lavora-lavora-lavora. C’è un problema: a dirlo sono americani molto attenti alle origini del cibo. Premesso che il trend in atto, quello di spulciare nei nostri piatti e drink, scegliendo chi sale e chi scende dal paniere mondiale è un affair che può far cambiare umori ed economie (non ultimo: il rilancio del super Pirlo a drink della vita secondo il New York Times), che sempre il giornale più influente del mondo scelga che la Calabria è la meta dell’estate 2017 perché le cipolle di Tropea devono essere un patrimonio dell’umanità.

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Ma ora Lucy Malouf penna del 1843, allegato lifestyle dell’Economist, ha messo in dubbio le origini del risotto alla milanese, il risotto allo zafferano che, non fa una piega, non è una spezia tipicamente padana. Per quanto il miglior risotto alla milanese lo mangerete non a Milano ma a Bergamo - da Vittorio - le sue radici possono davvero essere lontane dalla Madonnina dorata? Clifford A. Wright è la fonte intercettata dalla Malouf in quanto cultore e scrittore delle origini del cibo: le origini del riso allo zafferano hanno radici siciliane, e il riso utilizzato era pilaf non il Carnaroli “istituzione” del risotto giallo… Non finisce qui: non basta aggiungere che all’Osteria Santa Marta a Milano ci mettono un osso buco che ha il sapore di Mi-la-no per renderlo piatto nato-vissuto-cresciuto a Milano. Un’altra origine riportata alla luce dalla penna di 1843 allontana le radici del risotto giallo. Infatti l'ingrediente centrale, lo zafferano, fu un’intuizione del 1574 del mastro vetraio di quella che stava diventando la “Fabbrica del Duomo”: per il matrimonio della figlia decise di colorare il classico riso con dei pigmenti colorati, tra cui spiccava lo zafferano portato direttamente dall’Abruzzo per far brillare i vetri delle facciate del Duomo...Dubbio amletico: questa origine "prestata" farà di Milano un posto peggiore?

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