Cristina Bowerman, la chef simbolo della migliore Roma gastronomica

Un vulcano di idee e creatività: la chef pugliese col cuore a stelle (Michelin) e strisce è la numero uno in tanti campi. Infiniti, come le sue ispirazioni.

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Getty Images

La prima cosa che noti di lei sono i capelli. Porpora e bianco bicolor tye-dye, spettinati ad arte, sormontano uno sguardo da pubblico ministero all’ultima arringa (vincente) dell’accusa. Occhi che bucano, decisi, dritti, fermissimi. Facile dire che capelli e occhi sono le due anime di Cristina Bowerman, protagonista indiscussa della ristorazione capitolina con ristoranti e locali cui dà la sua preziosa consulenza. Troppo facile dire che Cristina Bowerman, ospite a Celebrity Masterchef nella puntata del 22 marzo 2018, sarà un’inflessibile giudice per una sera dei vip chiamati a scatenarsi dietro i fornelli. Chiedi della chef stellata Michelin del Glass Hostaria e ti sarà risposto: una donna tosta. Che si è saputa ritagliare uno spazio tutto suo, di altissimo livello e rispetto, in una città complessa come Roma e in un mondo maschilista come quello della cucina. Ma così è troppo facile. Chiedi delle anime di Cristina Bowerman, molte più di due, e di sicuro non si limitano ad una banale contrapposizione binaria.

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Cristina Bowerman, la biografia. A spulciare tra sito ufficiale (suo) e quelli dei ristoranti, la ricostruzione della vita di Cristina Bowerman è semplice. Nasce il 5 ottobre 1966 in fondo all’Italia, sulla piega della pelle dove inizia il tacco dello Stivale: Cerignola, in provincia di Foggia. Cognome vero Vitulli, Bowerman è un lascito dell’ex marito dei tempi americani, ma stiamo andando troppo avanti. Rewind, again. Cristina si forma prima al liceo linguistico di Bari poi in in Giurisprudenza, continua a studiare legalese&co negli States, a San Francisco, dove per mantenersi lavora in un bar. Ma non è per lei la professione forense. Diventa designer di grafica e con questo mestiere va avanti per dieci anni. La cucina preme, tanto, non la può ignorare. Lei è così, curiosa ed eclettica, capace di mescolare tanti talenti per nutrire quello preponderante: “C’è chi fa lo stesso mestiere per una vita e chi lo cambia più di una volta. Nel momento in cui ho realizzato che cucinare poteva essere più del semplice spadellare, che era questione di cultura, tradizione, creatività, ho capito che sarebbe diventata la mia professione” aveva raccontato a IoDonna qualche anno fa. E lei, ispirata da mamma e nonna che dietro i fornelli ci sapevano stare, parte dallo studio, di nuovo (due anni di Culinary Arts ad Austin, in Texas, dove nel frattempo si è trasferita, e un’esperienza basilare al Driskill Grill). Cristina Bowerman completa la sua nuova formazione tra cucina e gestione di un ristorante: chef e manager per avere il controllo completo di ciò che significa “ristorare”. Nel 2004 torna in Italia. E la sua nuova avventura comincia.

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Cristina Bowerman e Roma. Non una relazione immediata, ma duratura sì: tra Cristina Bowerman e Roma scoccano quest’anno 15 anni di amore e altrettanti nel ruolo da protagonista nella Capitale d’Italia. Cristina a Roma è un’istituzione. Un miracolo santo in una città gastronomicamente difficile, ancoratissima ai classici della tradizione ma al tempo stesso in grado di concentrare stellati ed eccellenze in un km quadrato di superficie. Spigolosa, Roma. Per Cristina Bowerman il debutto è con Angelo Troiani al Convivio, poi nel 2005 l’incontro fortuito: il Glass Hostaria a Trastevere, locale che con gli acchiappaturisti di quartiere c’entra come le cozze con la Nutella. È un posto essenziale, minimalista, contemporaneo e proiettato verso il futuro (spoiler: brillantissimo). La folgorazione con il patron Fabio Spada è immediata, sia dal punto di vista professionale sia da quello sentimentale. La sinergia della coppia Bowerman-Spada debutta conquistando lentamente i favori della città, poi dell’Italia, poi del mondo: nel 2008 le due forchette Gambero Rosso, nel 2010 la stella Michelin. Meritatissima. Intanto Cristina Bowerman diventa mamma: ha un figlio, Luca, nato nel 2008, al quale parla anche in inglese per renderlo bilingue. A chi le contesta oggi che il suo lavoro la tiene spesso lontana dal bambino, risponde chiaramente: “Penso sempre che ha un modello di madre ispirata e non frustrata, che fa quello che vuole. Spero di essere per lui un modello di riferimento, che non si lasci abbattere dalle difficoltà”. Discorso chiuso.

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Contemporaneamente al ruolo materno, costruisce quello di chef di riferimento a Roma: non solo Glass Hostaria, il suo scrigno di sperimentazioni stellate, ma anche altri locali per dare corpo ad una creatività sgorgante. Nel 2007 arriva Romeo Chef&Baker a Prati, che anticipa la tendenza di cucina/forno/market ormai diventata solida in tanti altri locali della città. Poi il progetto di street food truck con le Api Romeo e Frigo (per il gelato artigianale), infine l’ambizioso Romeo a Testaccio, nel mercato di uno dei quartieri più simbolici e popolari dell’anima capitolina. Un banco per fermarsi a fare spesa ma anche per mangiare cibo semplice di qualità, senza pretese. Mille anime e mille ancora per la chef Cristina Bowerman che ha scelto Testaccio anche per la sua nuova apertura: il nuovo Romeo Chef&Baker, che si è spostato nel 2017 a Piazza dell’Emporio assieme alla pizzeria Giulietta, sempre supervisionata da Cristina, e al rinnovato Frigo. Un locale polifunzionale, enorme, bellissimo, dove Cristina non manca di fare qualche showcooking mirato, nel nome della formazione e della conoscenza.

Cristina Bowerman, ricette e piatti. La parte difficile non è sintetizzare come cucina Cristina Bowerman (bene, che domande), in equilibrio solido tra fusion, tradizione, eleganza e sfrontatezza da vendere. La parte difficile è trovare il piatto simbolo, quello che racchiuda da solo la sua filosofia culinaria basata su ingredienti della qualità top: perché abbracciare così tante vite in un piatto solo è impossibile. Il vulcano Cristina Bowerman non è incasellabile in una ricetta sola. O forse potremmo chiedere a lei quale è, per decifrarla. Secondo noi va assaggiato il suo percorso per intero, la sua lunga e variegata formazione va tastata con lingua e denti, senza pregiudizi, spaziando tra influenze lontanissime e ispirazioni che provengono da sotto il portone di casa a Testaccio, dove il Lungotevere si distende tra i platani. Eppure, forse, un piatto possiamo citarlo: quello che Cristina Bowerman portò a Masterchef da giudice nel 2014, quando sottopose i concorrenti alla replica di una sua ricetta. Il cuore di vitella con caffè, patate affumicate, habanero e tartufo nero che Cristina Bowerman ha rieditato, rivisitato personalmente, interpretato e affinato più volte nella sua carta del Glass Hostaria. Ora è fuori carta (il menu cambia ciclicamente), ma chissà che non torni di nuovo.

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Cristina Bowerman e Masterchef. Nella giuria dell’edizione appena terminata c’è stata per la prima volta una chef donna Antonia Klugmann. Ma Cristina Bowerman farebbe mai la giudice a Masterchef? Sempre a IoDonna la chef romana di adozione aveva svelato che non se la sentirebbe di abbandonare 140 dipendenti, tanti sono coloro che si dividono tra i ristoranti di Cristina Bowerman, per dedicarsi alla televisione. Stessa fermezza di Antonia Klugmann, che pur di non far perdere credibilità e solidità al suo Argine a Vencò ha deciso di chiudere per tutta la durata delle registrazioni. Ma da ospite è tutta un’altra storia: una sera di fronte ai vip di Celebrity Masterchef si può fare. Per il resto, ora no. Ci sono tanti altri impegni da onorare, extraculinari. Con quel suo sguardo laser e deciso, e l’immancabile sorriso che non ammette repliche, Cristina è anche anche ambasciatrice dall’Associazione Telefono Rosa e membro del comitato tecnico per l’Anno del Cibo Italiano 2018, promosso dal Ministero dei Beni Culturali. È fiera di quello che ha conquistato passo dopo passo: “I momenti di sconforto ci sono per tutti ma non bisogna pensare che il proprio sesso sia una variabile importante nel successo. Appena cominci a pensare 'sono una donna, non posso farlo' lo stai usando più come una scusa che altro”. Cristina Bowerman, la chef stellata che riesce a fare tutto. E a farlo anche favolosamente bene.

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