La banana fa ingrassare. La banana non si mangia quando sei a dieta. La banana è piena di zucchero. Il mantra me lo sento ripetere da quando sono ragazzina, da quando a 13 anni ho iniziato la prima (e unica) dieta per sbarazzarmi di quelle rotondità infantili che non riconoscevo più come mie. Mamma era complice, ma per fortuna non sono mai finita nella spirale di disturbi peggiori. Per gli anni a seguire sono stata snella e spesso senza troppe complicazioni, perché abbastanza sportiva. Sono passata dal nuoto al tennis all’equitazione e poi, un po’ impigrita, al pilates. Poi una lieve disfunzione ormonale a 35 anni e… zac! Otto chili nel giro di due anni. Otto. Immaginatevi di essere abituate a pesare 50 chili da quando hai 15 anni e improvvisamente ne pesi quasi 60. Immaginate di essere una convinta paladina contro gli sprechi e l’inquinamento, di aver curato con amore i capi di abbigliamento come consiglia Livia Firth, per farli durare di più, e all’improvviso persino i golfini di cashmere tirano sulle braccia. Ribellione totale del corpo. Ho troppi pantaloni preferiti che non voglio buttare. Si inizia la dieta.

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Charisse Kenion su Unsplash

Non essendo mai stata veramente sovrappeso non sono pratica di diete. Non so nulla di tabelle di calorie e di valori nutrizionali per cui, dovendo optare per una veloce, poco complicata e moderna, ho scelto la dieta della banana. Arriva dal Giappone ed esiste un sito con forum (morningbanana.com) per aiutare a seguirla. Chi abbia ideato questa dieta non è molto chiaro, ma chiunque sia, almeno è onesto. Il primo paragrafo che spiega le regole da seguire, chiarisce subito che c’è un solo motivo per cui una dieta funzioni: “è perché ti ha fatto mangiare di meno”. E poi specifica che non tutte le diete vanno bene per tutti. Incrocio le dita a vado avanti, ma mi rifiuto di iscrivermi al forum perché non sopporto l’effetto presentazione & confessione stile alcolisti anonimi. Compro subito, come consigliato, un bel casco di banane mature ma non troppo, perché quelle verdi si digeriscono male. Prima di cominciare a leggere il menu, credevo si trattasse di una dieta a base di SOLE banane. Avevo sentito parlare della dieta dell’uva, 24 ore di sola uva come detox, e di quella delle patate degli anni 70, cancellata dalla storia per ovvi motivi. Ho anche trovato la versione “solo banane e latte di mandorla”, ma si può portare avanti per solo tre giorni e promette di purificare, ma non di dimagrire.

Toa Heftiba su Unsplash

Invece, con quella giapponese a colazione ho sostituito i biscotti con una banana. Una sola, ma accompagnata dal solito tè verde. Mi era permesso in alternativa un caffè, oppure una spremuta d’arancia, ma li ho lasciati come opzioni per i giorni di stanca. In verità avrei potuto mangiare più di una banana perché il programma lo consente, ma non riuscendo a liberarmi dal pregiudizio calorico mi sono limitata a una. Ma almeno ho scoperto che la banana calorie ne conta 89 per 100 grammi. Il resto delle regole base è molto semplice: bere molta acqua, di tanto in tanto. Solo acqua, a parte un caffè anche dopo pranzo, e altro tè verde durante la giornata. Cenare presto, non oltre le 20.00, meglio se alle 18.00, e mangiare per prima cosa una banana. Masticare bene le banane e tutto il cibo. Andare a letto prima di mezzanotte. Se dopo la banana del mattino viene fame, si può mangiare uno snack. A pranzo e a cena "mangiare come al solito". Lì sono entrata in crisi. Cosa si intende per snack? E cosa si intende per “come al solito”? Una porzione abbondante di melanzane alla parmigiana è quello che vorrei mangiare “al solito”. Indagando meglio ho scoperto che lo snack è inteso come 3 biscotti o un paio di pezzetti di cioccolato, ma che la voglia dello snack devi fartela venire alle 15.00, che metabolicamente parlando, è meglio. Niente gelatino o una pastarella. No.

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I pasti “come al solito”, scopro, in realtà non prevedono pane bianco e zuccheri, e se è possibile è richiesto di eliminare riso, pasta, patate e carboidrati in generale. Dopo i primi due giorni mi era già chiaro che le banane possono essere le protagoniste del regime alimentare e che intendono apportare con i loro nutrienti un sostegno per non svenire. Ma eliminando tutto il resto, la fame c’è come è giusto che sia quando si vuole dimagrire. Rassegnamoci. E lo sport? Il regolamento della Morning Banana Diet consiglia di svolgere attività fisica solo quando ce la sentiamo, e comunque non troppo pesante. Il terzo giorno comincio ad avere la nausea delle banane. Riesco a mandare giù quella della mattina e quella della sera, ma sento un gran bisogno di cornetto integrale al miele. Il quarto giorno provo con il frullato di banane e così riesco a mandarne giù non una, ma due. Va beh, qualcosa succederà. Intanto trovo una dichiarazione del professore Masahiko Okada della Niigata University secondo cui la dieta della banana non ha nessun fondamento nutrizionale, che provoca carenze nell’organismo e che comunque questo tipo di regimi drastici servono a chi deve perdere dai dieci chili in su. Io ne devo perdere solo 7-8, ma andrebbero bene anche 6. Ci sarà un momento in cui il tizio da 100 chili che fa la dieta della banana arriva al punto in cui ne deve perdere solo 8 rimanenti. Cosa fa, si ferma, si accontenta e rinuncia? Io devo solo fare finta di averne già persi 25 e di essere ormai vicina al traguardo.

Arriva il primo giorno di pesatura. Prima non ho avuto il coraggio di farlo perché lo so che le variazioni degli etti, sul display, possono incasinarsi ed è meglio pesarsi solo quando hai la certezza che dall’ultima volta qualcosa sia cambiato, altrimenti rischi di scoraggiarti. Ho perso più o meno 700 grammi in quattro giorni. Ma nel frattempo, come obiettivo, ho deciso di non prolungarla oltre la settimana, proprio per non privarmi di nutrienti importanti, e soprattutto perché le banane cominciano a stufarmi e cambiare la mattina il tè verde con la spremuta di arancia ha sortito solo l’effetto di farmi sentire un’iguana delle Galapagos.

Siamo arrivati al traguardo del settimo giorno, ma decido di non pesarmi prima della mattina dell’ottavo. Mi guardo allo specchio: la pelle è più trasparente e non ho brufoli. Ma sembro un po’ provata. Ho delle occhiaie che credo di poter collegare a due fattori: 1) nonostante le raccomandazioni, a causa della fame mi addormento più tardi; 2) ho istintivamente mangiato più vegetali per compensare la mancanza di pasta e riso (di cui mi sono privata del tutto, anche se qualcosa era consentito), per cui la mia diuresi è aumentata follemente e mi sembra come che qualsiasi cosa ci fosse fra la pelle e le ossa del viso si sia svuotato, facendo aderire tutto. Prima di bere a colazione l’ultimo frullato di banana della giornata (sì, della staffa, anche se la dieta è ufficialmente finita o sospesa), salgo sulla bilancia. Peso 1,5 kg in meno rispetto a 7 giorni fa. Il sito prometteva -3kg in 4 giorni, per cui in 7 avrei dovuto perderne almeno 4. Mi sento un po' delusa perché speravo nel miracolo, ma nella realtà è un ottimo risultato, quando si cerca di perdere peso con un metabolismo rallentato come il mio. Ora ne devo perdere ancora almeno 5 e tutto sommato, questa prima sferzata mi ha dato coraggio. L’unica cosa su cui questa dieta mi trova veramente d’accordo è che per dimagrire velocemente o lentamente che sia (e la seconda è meglio perché riduce il rischio di recidiva) non esistono miracoli: bisogna solo mangiare meno e cercare di farlo senza privarsi di proteine, vitamine, carboidrati e fibre. Per questo proverò a rivolgermi a un nutrizionista, l'unico che sa come si fa. Probabilmente mi dirà che di chili ne devo perdere solo un altro paio, e dovrò farci un braccio di ferro. Ma il fai-da-te-preso-su-internet, okay, basta così. E poi, mica voglio contribuire all'estinzione dei banani.