Le carote nere AKA come curare tutti i mali mangiando qualcosa di BELLISSIMO

Altro che gourmet décor, se le carote fanno bene, le carote nere fanno benissimo: sì, l'ortaggio dall'allure più nobile è il salvavita che non ti aspetti.

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Photo by Hello I'm Nik on Unsplash

Alla fine, poi, sono viola scuro. Le carote nere sono obiettivamente viola scuro. Ma come per le rose nere, che sono rouge noir, si preferisce chiamare così l’ortaggio più elegante che ci sia. È elegante già quando è esposto sul banco della frutteria, ancora di più quando viene convertito in prodigi gourmet: vedi alla voce “vellutata di carote nere” o “chips di carote nere”. Ma oltre alla bellezza, cosa dobbiamo aspettarci dalle carote nere, ammesso che ci sia qualcosa da scoprire, e che sia un valore aggiunto rispetto a quelle semplici? Le carote, in realtà le identifichiamo col colore arancione perché sono del tipo più diffuso, mentre invece possono essere rosse, bianche, gialle, viola, a seconda della concentrazione di composti, che sono principalmente gli antociani e il beta-carotene. La carota nera è in effetti una varietà di colore della carota, dal nome scientifico Daucus carota sativus, in cui a prevalere sono gli antociani, mentre in quella arancione prevale il beta-carotene. Le carote nera sono molto diffusa in Cina e in India e hanno un sapore diverso rispetto a quelle chiare: sono più dolci e leggermente piccanti. Tutte le carote fanno bene, ma il fatto che quelle nere siano più ricche di antociani, sconvolge un po' i parametri delle loro proprietà. Gli antociani infatti apportano benefici diversi, e importanti, per cui è consigliato introdurle nella dieta periodicamente per tutti i motivi miracolosi che bisogna elencare.

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Le carote fanno bene alla vista, lo sappiamo bene. Il beta-carotene è un grande amico della vista e la carota nera ne contiene tanto, anche se non si vede. Per cui, così come quella arancione, è consigliata a chi ha problemi di vista, a chi ha casi familiari di degenerazione maculare o cataratta. Insomma, per mantenere sani ed efficienti gli occhi. Ma il plus della carota nera, questi magici antociani, pigmenti della famiglia dei flavonoidi, sono la vera arma segreta contro un sacco di altre cose. Tra cui la prevenzione del cancro. In modo decisivo. Gli antociani aiutano a eliminare i radicali liberi e a prevenire lo sviluppo di cellule cancerose nell’organismo. Un altro prodigio di cui sono capaci gli antociani è quello di ridurre la placca beta-amiloide nel cervello. Si tratta di depositi di proteine che non hanno eseguito il processo di ripiegamento necessario a svolgere la loro funzione, che si piazzano negli spazi fra le cellule nervose.

È considerata la causa più accreditata delle malattie neurodegenerative, compreso l’Alzheimer e il Parkinson. Per cui, la carota nera è un alimento accertato per aiutare la prevenzione di queste malattie. Infine, le carote nere sono ricche di fibra. Quindi aiutano gli intestini pigri, spazzolano bene i villi intestinali migliorando l’assorbimento dei nutrienti, aiutano ad abbassare il colesterolo e a regolare il rilascio di insulina e glucosio nel corpo, per cui sono un prezioso alleato dei diabetici.

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Carote nere, controindicazioni? Qualche effetto collaterale lo hanno ed è meglio saperlo: le carote nere possono irritare l’intestino causando gonfiore addominale, e in alcuni casi di consumo eccessivo c’è chi ha visto la pelle schiarirsi. Quando si mangiano per la prima volta è meglio provare con una piccola quantità perché qualcuno si è ritrovato con reazioni allergiche da orticaria. Ovviamente, tutto questo succede mangiandone veramente troppe. Resta solo da chiedere: carote nere ricette speciali ne hanno? Certo. La cosa più divertente che si può fare con le carote nere è di sostituirle alle normali preparazioni che richiedono quelle comuni. Oppure, provare a mescolarle insieme carote arancioni e carote nere saltate in padella insieme, per un effetto ottico strepitoso. Una in particolare è la ricetta in cui la carota nera fa veramente un figurone: usandola grattugiata per fare la torta di carote. Ma se volete stupire degli ospiti dovete imparare a fare ciò per cui questo ortaggio sembra essere nato: il Kanji, il drink indiano a base di carota nera fermentata che si può servire come aperitivo. Ci vuole un po’ per preparalo, anche quattro giorni, ma poi si può conservare in frigo per altri cinque. Ci vogliono: 2 carote nere grandi, 1 barbabietola media, 1 litro d'acqua, 2 cucchiai di semi di senape, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino e mezzo di sale nero kala namak, 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere (facoltativo), un vaso di vetro grande, con coperchio. Si macina la senape non troppo finemente, si fanno a dadini carote e barbabietola, si versa metà dell’acqua nel barattolo, poi la senape e il peperoncino e si mescola bene. Si aggiungono gli ortaggi a dadini, si chiude bene il barattolo e si scuote bene per far mixare gli ingredienti. Si lascia al sole. Sì, al sole a fermentare, almeno due o tre ore al di’, senza mai stapparlo. Il terzo giorno si può stappare e consumare dopo aver rimosso le carote e la barbabietola. È pieno di proprietà benefiche e no, in nessun bar particolare ve lo serviranno mai. A meno che non siate in India.

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